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Recensione: “Clamoroso. La mia vita da immarcabile” di Gianmarco Pozzecco, Mondadori

Clamoroso. La mia vita da immarcabile Book Cover Clamoroso. La mia vita da immarcabile
Gianmarco Pozzecco
Biografia
Mondadori
22 settembre 2020
cartaceo, ebook
276

La mia passione per questo sport è ciò che ha mosso tutto, da sempre, ed è anche la cosa che, ne sono convinto, la gente superficialmente ignora di me.

Forse pensano che io sia uno dei tanti cestisti a cui un dio generoso abbia arbitrariamente distribuito centimetri e talento in quantità sufficiente da diventare un campione. Ma non vi basta guardarmi? O avete bisogno di appoggiarmi al muro e misurarmi per capire che con me, quel dio, è stato obiettivamente ingiusto?

Altri invece ritengono che io sia stato semplicemente un donnaiolo discotecaro. Che sono arrivato a certi livelli solo grazie a quel po' di talento e al classico colpo di culo. Sì, è vero, non c'è stata una domenica sera in cui io non abbia fatto l'alba con un drink in mano. Spesso molto tegolo. O meglio, come diciamo noi, tegolo duro.

Chissà quanti di voi mi hanno visto all'Hollywood con due bicchieri in mano e la sigaretta in bocca. Ma gli altri giorni della settimana dov'ero? Quando voi uscivate a sbronzarvi di nuovo il venerdì o il sabato sera? Ve lo dico io: a casa! Nella mia vita ho bevuto? Sempre e solo quando pensavo non condizionasse un match. Da sbronzo ero capace di fumare un pacchetto di Marlboro in un paio d'ore. Ma pensate a quanto sono strano: fumo solo quando bevo. E bere mi fa schifo.

Questi sono stati i miei unici vizi. Ed è per questo che chi mi crede un fottuto pippatore mi fa incazzare. Io non mi sono mai drogato nella mia vita, mai. Non me ne frega una beata minchia di chi lo fa, del perché o del quanto, io non sono migliore di nessuno, ma questa cosa la posso dire serenamente: la mia droga è stata sempre fare il culo a tutti su quel parquet che fa 15 per 28. Io mi sono divertito in quel rettangolo, e quello che facevo lì dentro mi ha concesso una vita a dir poco clamorosa."

“Ancora oggi a volte mi chiedono: «Poz, ma quando hai iniziato a giocare a pallacanestro?». E io rispondo: «Ma che cazzo ne so. Tu ti ricordi quando hai iniziato a camminare?».  Nella memoria non ho una mia immagine senza il basket. E nemmeno il momento in cui ho capito che stavo diventando un giocatore vero. Ogni tanto ripenso al piccolo Gianmarco che fa la sua irruzione nell’allenamento del fratello in quel lontano 1976 e sorrido. Ma è solo un flash”.

 

Rivivere l’emozione che una partita di basket trasmette, anche solo attraverso le carismatiche parole di un campione come Pozzecco, è una boccata d’aria in questo periodo di stop forzato.

Il Poz, come lo chiamano tutti, in questa sua autobiografia, si mette letteralmente a nudo per i suoi tifosi.
Ci racconta la sua vita, le difficoltà che ha dovuto affrontare per raggiungere gli obiettivi che si era prefissato.
Attraverso aneddoti e battute ci rende partecipi delle varie “ca**ate” commesse, in spogliatoio e fuori, che vedono coinvolti anche i suoi compagni di squadra o i vari coach che ha incontrato nella sua lunga carriera cestistica.

Ci racconta di se stesso, delle sue paure, delle sue ambizioni e soprattutto del suo sterminato Amore per il basket che viene addirittura prima della sua passione per le belle donne.

“In questo libro non c’è una sola riga che voglia essere giustificazione a una delle mie tante cazzate. Di errori ne ho fatti milioni. E me ne prendo la responsabilità. Tornassi indietro, probabilmente a malincuore, mi troverei a rifare tutto.”

Le sue parole trasudano passione per la pallacanestro e ci permettono di comprendere la “pazzia”, nel senso buono del termine ovviamente, di quello che è stato uno dei più grandi playmaker italiani.

Pozzecco è  fuori dagli schemi tradizionali, un talento puro, sia da giocatore, sia da coach e soprattutto è una persona VERA!

“Se fossi per esempio andato in una squadra tra quelle che dominavano in Europa, cosa sarei diventato? La risposta che mi do è molto semplice: non sarei mai stato il vero Gianmarco Pozzecco. Magari avrei vinto di più, e la cosa mi sarebbe costata pure meno in termini di esposizione personale: sarei stato uno dei tanti, vincente ma un po’ più anonimo, semplicemente utile alla causa. Ma io non sono mai stato così. Io ero un protagonista nel bene e nel male, un giocatore spettacolare, genuino, fuori dalle righe della banalità, uno da prendere o lasciare. Ero un pagliaccio, con un obiettivo dichiarato: diventare il più ammirato del circo”.

Io ho avuto la fortuna di incontrarlo una quindicina di anni fa, a Milano, in un post partita, dove anche lui era spettatore. La sua disponibilità nel fare le foto con in miei figli è stata disarmante; infatti, nonostante la sua enorme fama, si è dimostrato affabile, cosa non comune nei VIP.
A voi è mai capitato di incontrare un personaggio famoso e ricevere un rifiuto alla vostra richiesta di un selfie?

Clamoroso è un romanzo scorrevole e scoppiettante, proprio come il protagonista. Sicuramente adatto agli appassionati di pallacanestro, ma perfetto anche per i non addetti ai lavori, che vogliano scoprire qualcosa in più su un personaggio come Pozzecco.

È un libro che si legge tutto d’un fiato, che regala momenti di ilarità che si alternano a momenti di riflessione ma, soprattutto, che dona al lettore una grande carica emozionale.

Non aspettatevi una classica biografia, dopotutto stiamo parlando di un personaggio eclettico come “il Poz”!

“Ma oggi, a 48 anni, nel momento in cui scrivo una mia biografia, mentre tiro la riga dopo aver messo in colonna la mia vita, sono certo di saperne di più: lo ero perché giocavo a pallacanestro. E lo facevo alla grande. Era ciò che sognavo, da sempre, la mia pulsione più innata, la mia aspirazione massima, quello che mi faceva battere il cuore più di ogni altra cosa. Era il basket, soltanto lui. E tutta la mia felicità, le soddisfazioni, l’allegria, gli amici, le fighe, la gente che mi fermava per strada, gravitavano intorno al desiderio di essere ciò che ero diventato”.

 

 

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.

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