Ciao Dave
Singolo
Romanzo psicologico, fantasy
Self Publishing
22 dicembre 2025
Cartaceo, ebook
226
CIAO DAVE è un romanzo che parla della voce che non dorme mai.
Quella che ti giudica, ti blocca, ti convince che non sei abbastanza.
Quella che conosce ogni tua paura… perché nasce da te.
Lui vive a Roma, in un appartamento troppo piccolo per contenere tutto ciò che sente.
La sua vita è fatta di routine, silenzi, pupazzi da modellare e un confine invisibile che non riesce mai a superare: un semaforo che per lui segna la fine del mondo.
Oltre, c’è l’ansia. Dentro, una mente che non smette di sabotarlo.
Un giorno, però, qualcosa cambia.
Uno dei suoi pupazzi prende vita.
Si muove, parla, pensa.
E soprattutto gli somiglia.
Il suo nome è Dave.
Dave è tutto ciò che Lui non riesce a essere: sicuro, deciso, spavaldo.
All’inizio sembra un alleato, una guida, persino una cura.
Ma presto diventa chiaro che Dave non vuole aiutare: vuole prendere il controllo.
Vuole riscrivere i ricordi, sostituire le scelte, cancellare l’identità di Lui.
Quello che nasce è un confronto disturbante e profondamente umano:
la lotta tra chi siamo e chi ci impediamo di essere.
Ciao Dave non è solo un romanzo fantasy o psicologico.
È una metafora potente del boicottatore interiore, quella presenza invisibile che ognuno di noi affronta nel silenzio della propria mente.
È una storia che parla di blocchi creativi, ansia, isolamento, paura di vivere e difficoltà nel fidarsi degli altri.
Ma parla anche di consapevolezza, di resistenza, e della possibilità di guardarsi dentro senza scappare.
Pagina dopo pagina, il lettore è invitato a riconoscere il proprio Dave.
A chiedersi quanto spazio gli ha lasciato.
E se davvero quel semaforo che teme di oltrepassare segni la fine…
o solo l’inizio.
Un romanzo intenso, ironico e dolorosamente sincero, dedicato a chi si è sentito smarrito almeno una volta.
A chi combatte battaglie invisibili.
A chi ha scoperto che, a volte, il mostro e il salvatore hanno lo stesso volto.
“Le persone sanno essere crudeli, ma non tutte. Alcune combattono battaglie silenziose proprio come le tue e, nonostante tutto, continuano a credere nell’essere umano.”
“Ciao Dave” è il romanzo d’esordio di Lisa Schiavoni che mescola la realtà con la fantasia e utilizza una dimensione surreale per raccontare una battaglia molto reale: quella che ciascuno può combattere contro la propria mente.
È un romanzo psicologico che scava nelle ferite e nelle insicurezze, alimentate da altalene emotive, che il più delle volte ti fanno sprofondare.
Una questione di comfort zone: la paura di spingersi oltre.
Il protagonista è Lui, la cui vita scorre in una routine fatta di pupazzi, che modella e anima, di cani (Bimba, Happy e Artù), di cibo, quando si ricorda di mangiare, e di silenzi. Ogni giorno è identico al precedente: è un modo per avere il controllo su tutto quello che gli gira intorno.
“Se tutto resta uguale, niente può sorprenderti e niente può ferirti.“
Lisa Schiavoni invita il lettore a individuare il proprio “semaforo”, cioè quel punto oltre il quale sembra iniziare la “fine del mondo”, ossia la “paura di non farcela”.
Originale e sensata la scelta del nome Lui: è universale, può rappresentare chiunque.
La radice più profonda del problema di Lui è la sua famiglia disfunzionale.
Un bambino dovrebbe trovare nella famiglia il proprio rifugio; per Lui invece è una fonte di paura e instabilità che ne condiziona la vita.
La madre passa di continuo dalla calma all’aggressività, dall’amore alla rabbia, dall’affetto all’offesa. Il padre lo incolpa per tutto.
Da educatrice mi ha colpito molto il modo in cui Lisa ha sviluppato questo tema, a me tanto caro. Sono entrata in empatia con Lui fin da subito e ho trovato fortissima la scena in cui Dave gli fa rivivere il rapporto con i genitori.
“Sono la paura di essere picchiato dal bullo. La critica gratuita del padre. I deliri e gli sbalzi d’umore della madre. La delusione di un amico infedele. La rabbia di non sentirsi abbastanza uomo per una donna. Sono il risultato di una relazione tossica.“
“Ciao Dave” cerca di dare un volto, un corpo e una voce a quella parte di noi che alimenta paure,
insicurezze, rabbia e autosabotaggio.
Quella parte si chiama Dave: uno stick man, un mucchietto assemblato con bulloni, riccioli di grafite e pasta polimerica.
Dave è l’alter ego di Lui, il suo doppio. All’inizio sembra arrivare per aiutarlo, per renderlo più forte e sicuro, ma, a poco a poco, mostra la propria vera natura maligna e subdola. Vuole sostituirsi a Lui.
Rappresenta quella voce interiore che ci sabota, che ci convince di non essere abbastanza, che alimenta insicurezze, rabbia, paura e risentimento.
Attraverso diorami di episodi vissuti, Dave trasforma i ricordi in scene tridimensionali che può modificare e riscrivere.
“Ma si può davvero guarire riscrivendo il passato?“
Il problema è che Dave istiga Lui alla violenza. La quantità di scene violente presenti e alcune reazioni di Lui mi hanno disturbato, perché le ho percepite troppo estreme e spropositate rispetto alle offese subite.
Pur comprendendo la rabbia e l’esasperazione che lo portano a reagire, ho fatto fatica ad accettare alcuni gesti, soprattutto quando la violenza è rivolta verso una donna.
Dave entra nella mente di Lui senza chiedere permesso. Gli amici, invece, si avvicinano senza invaderla.
In opposizione a Dave ci sono gli amici di Lui, quelli con la A maiuscola.
“Gli amici servono nei momenti goliardici, sì… ma servono anche a raccoglierci quando cadiamo.”
L’amicizia è uno dei fili importanti che attraversano la storia. Daniel, Francesca e Alessandra rappresentano, in modi diversi, l’amico che resta: persone che, pur con i propri errori e le proprie fragilità, tornano a tendere una mano quando Lui ne ha più bisogno.
Durante la lettura mi sono sentita più come Francesca.
Una graphic novel, perché no? 
Alla fine del libro Lisa regala al lettore dei bellissimi disegni, che ricordano Tim Burton nelle linee e nei colori, pur mantenendo uno stile tutto personale, e che rendono ancor più solida la storia di Lui. Li ho apprezzati moltissimo tanto da aggiungere una stella alla recensione.
E ho anche pensato: “Se “Ciao Dave” fosse una graphic novel spaccherebbe!”.
Anche perché un aspetto che ho trovato originale è la struttura dei dialoghi: il fatto che le battute siano precedute dal nome di chi parla mi ha dato la sensazione di trovarmi davanti al testo di una sceneggiatura. Luci, colori, ambientazioni e trasformazioni emotive sembrano avere una precisa funzione narrativa.
Una nota dolente.
Ho la necessità di sottolineare un problema che, soprattutto nella prima parte del romanzo, diventa difficile da ignorare: l’editing.
Ho incontrato refusi, errori grammaticali, di punteggiatura e di coniugazione dei verbi.
In diversi punti ho avuto la sensazione di trovarmi davanti a una buona bozza che avrebbe avuto bisogno di un’ultima, attenta revisione prima della pubblicazione.
Il self publishing non è una strada semplice, ma l’editing professionale non va sottovalutato. Quando una storia ha delle potenzialità è un peccato che refusi e imprecisioni possano finire per distrarre dalla lettura e da ciò che il romanzo ha da raccontare.
Consiglio “Ciao Dave” a chi si sente oppresso dalle proprie fragilità e insicurezze, intrappolato nelle gabbie che troppo spesso ci costruiamo come protezione. La via d’uscita c’è: è dentro di noi e nelle mani tese degli amici veri e, quando necessario, da un adeguato supporto terapico.
“Non si supera nulla aspettando passivamente che il tempo cambi gli eventi. E non ci si protegge davvero nascondendosi dietro muri che finiscono solo per costruire nuovi limiti. Si rimane intrappolati. Ho capito anche che reagire con rabbia è altrettanto sbagliato. Peggiora soltanto ciò che già fa male.“
La parola che mi resta di questo libro è empatia: dal greco sentire dentro, mettersi nei panni e comprendere le emozioni dell’altro. Credo sia proprio questo a fare la differenza.

Ciao! Mi chiamo Ivonne, sono sposata con Francesco e mamma di tre splendide ragazze. Amo i bambini (infatti sono un’insegnante d’infanzia), la corsa e… ovviamente i libri.
Non ho un vero genere preferito, anzi, mi piace spaziare fra i vari generi anche se m’incuriosiscono di più i fantasy, i thriller psicologici, il gotico, l’horror… e sono anche una gran lettrice di manga giapponesi.
“Leggere è nutrire l’anima”.
