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Recensione : “Ci vuole un fiore” di P. Beccegato e R. Marinaro, EDB

Ci vuole un fiore Book Cover Ci vuole un fiore
P. Beccegato, R. Marinaro
Racconti
EDB
2 luglio 2020
cartaceo
160

L’inquinamento chimico, i danni alla salute, il pervasivo dissesto idrogeologico, le isole di plastica, la perdita di biodiversità… Il mondo attorno a noi si mostra con un volto minaccioso per le vite di chi lo abita. Il degrado ambientale è infatti sempre anche degrado di vite umane: è violazione di diritti, malattia, talvolta morte per le persone e per intere comunità.

Esiste, infatti, un profondo, drammatico legame tra la crisi ecologica e l’inequità della realtà economica globale: non viviamo due crisi distinte, ma un’unica pervasiva crisi socio-ambientale. Di questo narrano molte delle storie raccolte nel volume: di un ambiente degradato, ma anche della risposta attraverso buone pratiche di cura.

 

“Adesso, di fronte al deterioramento globale dell’ambiente, voglio rivolgermi a ogni persona che abita questo pianeta… La nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia… Questa sorella protesta per il  male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla”

 (Laudato sì, Papa Francesco)

 

Ho voluto iniziare a scrivere la recensione di questo libro riportando un passo dell’Enciclica sulla cura della casa comune scritta da Papa Francesco nel 2015 , perché credo non esista miglior modo per riassumerlo. D’altronde gli autori stessi in più di un punto hanno tirato in ballo questo bellissimo grido d’amore che il Santo Padre ci mette nelle orecchie affinché ognuno di noi si erga come scudo in difesa del nostro meraviglioso pianeta.

Dopo una bella introduzione del direttore della Caritas italiana, Francesco Soddu, dove viene messo in evidenza come ormai sia indispensabile prendersi cura della Terra unendo gli sforzi di tutti i suoi abitanti nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, vengono riportati diversi esempi di catastrofi naturali avvenute nella nostra penisola, dovute alla cecità e all’egoismo dell’uomo che ha ben pensato di poter disporre del territorio come più gli pareva.

 

Dall’inquinamento della terra dei fuochi, alle alluvioni di Genova, alla siccità della Sardegna: leggendo questo libro la consapevolezza che qualcosa nel nostro modo di vivere debba cambiare si fa sempre più strada negli animi.

Le tante vite spezzate dal nostro voler a tutti i costi prenderci spazi che non ci appartengono non possono non ricadere in parte sulla coscienza di tutti.

L’inquinamento chimico, la desertificazione, il dissesto idrogeologico, le oasi di plastica, l’estinzione di alcune specie viventi, lo scioglimento dei ghiacci, a chi sono da attribuire se non all’indifferenza dell’uomo che prende quello che vuole senza rispetto? E chi ne paga le conseguenze poi?

 

Dobbiamo ascoltare assieme il grido della terra e quello dei poveri, prime vittime del degrado ambientale, a questo ci invita Papa Francesco.

C’è, infatti, un profondo, drammatico legame tra la crisi ecologica e l’inequità della realtà economica globale: non viviamo due crisi distinte, ma un’unica pervasiva crisi socio-ambientale

afferma Simone Morandini nella postfazione del libro prendendo come esempio le migliaia di migranti che disperati scappano dai loro Paesi rischiando la loro vita.

 

Dopo la seconda guerra mondiale il progresso, del quale tanto si vanta il genere umano, ha accelerato drasticamente il degrado del nostro pianeta, sia in termini ambientali che umani. In nome dello sviluppo si disboscano intere aree della Terra, si privano le popolazioni che prima ci vivevano della loro casa.

Pur di avere un lavoro che permetta di portare il pane in tavola molti uomini e donne, disperati, accettano spesso con gioia la costruzione di nuove fabbriche pur consapevoli che, se da una parte saranno un sostegno per le loro famiglie, dall’altro potranno arrecare gravi danni alla salute se non verranno rispettate tutte le norme antinquinamento.

 

Tanti, dunque, i fenomeni che nascono da un agire umano che fa sentire il proprio impatto sul clima e sull’ecosistema planetario; tante le realtà riconducibili a una dinamica impressionante, che ha cambiato profondamente la condizione umana e disegnato una nuova fase delle storia del pianeta Terra. Viviamo ormai nell’Antropocene, la nuova era geologia, in cui la presenza umana è il principale fattore che modula le dinamiche biologiche e geologiche del pianeta

Continuando così la situazione non potrà che peggiorare e alle prossime generazioni cosa resterà?

Serve una maggiore consapevolezza e un grande amore per la creazione e i suoi abitanti, afferma Simone Morandini, per ottenere una conversione ecologica. Servono menti intelligenti a servizio del pianeta che sappiano correggere i nostri stili di vita  per ridurre la nostra impronta ecologica. Servono persone in grado di stupirsi della bellezza del mondo che abbiamo davanti, servono custodi per questo pianeta… serve umiltà dico io, occhi in grado di ringraziare per ciò che ci è stato dato e mani che curino e non distruggano.

Sahira

Sono emozione e di essa mi nutro trovando scialbo ciò che non colora, Sono emozione che con la penna divora il bianco candido di un libro vissuto…

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