Ci basterà mangiare il vento
Autoconclusivo
Romanzo
Mondadori
23 giugno 2026
cartaceo
590
Ambientato tra Singapore e Torino, il nuovo romanzo di Gianluca Gotto è il racconto potente e sincero di un uomo che, dopo aver tentato in tutti i modi di tenere a distanza la vita - con la sua meravigliosa imperfezione e la sua preziosa e a volte dolorosa imprevedibilità -, scoprirà che stare bene può essere semplice come giocare a mangiare il vento.
"Quella sera mi aveva insegnato una cosa: a godere delle cose piacevoli senza pensare che finiranno. Perché se la paura di soffrire dopo ti frena prima ancora di iniziare, allora la tua vita non può contemplare tramonti, viaggi, sogni, concerti, legami. Non può contemplare niente di ciò che finisce. E dunque non può contemplare niente di ciò per cui ha senso vivere."
Il protagonista di questo romanzo è cresciuto convinto che "casa" possa essere il posto più pericoloso al mondo e che non possa esistere amore senza paura e sofferenza.
Ora però, dopo anni di vagabondaggio e di ricerca spirituale, vive a Singapore in un equilibrio all'apparenza perfetto: tai chi all'alba, lavoro da ghostwriter nei café della città, arrampicata in palestra. Conosce a memoria il Dhammapada e si comporta secondo i suoi principi, come un monaco fuori dal tempio. E quando il mondo cerca di turbarlo, si chiude nella sua stanza del vuoto e medita finché non ha lasciato andare ogni sentimento negativo. Sembra esserci riuscito, a tagliare il filo che lo legava alla violenza e al dolore della sua infanzia. Sembra aver spezzato il suo karma familiare, come gli aveva promesso un guru in un ashram indiano.
Finché una notte, nell'ascensore di un hotel, incontra Giorgia. Impulsiva, disordinata, incapace di stare da sola, Giorgia rappresenta tutto ciò che lui ha voluto escludere dalla sua vita: le emozioni, il caos, il desiderio, le cose troppo umane, troppo vive. L'amore. E anche se quell'incontro finisce nel modo più inaspettato, nelle sue convinzioni si apre una crepa: a cosa serve dimenticare il dolore del passato se questo significa rifiutare di vivere il presente?
“Ho assaporato il vento, ho pianto e ho riso. Ho riflettuto e come ogni volta che finisco un libro di questo autore, mi porto dentro una grande voglia di scoprire di più, di approfondire e custodire tutta questa meraviglia.”
“Ci basterà mangiare il vento” di Gianluca Gotto, edito Mondadori, è un romanzo ricco e potente che ci porta alla scoperta dei sentimenti umani, di come le ferite del passato influiscono sul nostro presente e di come siamo agenti della nostra vita.
Ho letto questo libro lentamente, per assaporarne ogni sfumatura, ogni dialogo.

AMBIENTAZIONE
Il romanzo è ambientato tra Torino e Singapore, la città del passato e la città del presente. Torino è la città dove Christian è nato e cresciuto, dove ha conosciuto la sofferenza e dove la sua vita è stata segnata. Singapore è la città dove vive oggi, dove dopo percorsi spirituali, esperienze e viaggi; ha trovato un suo equilibrio. Ma equilibrio non significa per forza guarigione.
PROTAGONISTI
Christian è il protagonista del romanzo, condividiamo la sua storia e le sue scelte. È un uomo segnato dal suo passato, che ha trovato la salvezza “scappando”, ha trovato il suo equilibrio grazie alla meditazione e agli insegnamenti del Dhammapada. Attraverso questi strumenti cerca di lasciare andare i sentimenti negativi e di spezzare il suo karma famigliare.
Ma poi sul cammino della sua vita incontra Giorgia e lui saprà mettersi in discussione e guardare con occhio nuovo alle sue ferite.
L’ho trovato un uomo sensibile, provato dalla vita; ma nonostante tutto, coraggioso. Ha la forza di mettersi in discussione, di ri-costruire nonostante la sofferenza.
TEMI
- Uno dei temi centrali del romanzo è senz’altro il karma familiare:
“Karma è come una traccia che ti porti dietro. Di quello che hai fatto. Ma anche di quello che ti hanno fatto. (…)”.
Un concetto complesso nel mondo buddista, che viene spiegato insieme all’intreccio della storia e che personalmente ho trovato molto confortante rispetto alla versione occidentale.
- Un altro tema rilevante è il viaggio nelle sue tante declinazioni: il viaggio può essere scoperta, fuga, salvezza, ritorno, guarigione. Come ci aspettiamo da Gianluca Gotto, il viaggio ha un posto importante nel romanzo, ma forse rispetto agli altri libri, anche un po’ più profondo e metaforico.
- Camminando a fianco del protagonista, ascoltando la sua storia e i suoi pensieri, e vedendo la sua trasformazione, possiamo osservare anche il dispiegarsi della dialettica isolamento=pace interiore / apertura al mondo=sofferenza.
STILE
Come ogni libro di Gianluca Gotto, io resto stupita di quanto sia in grado di scrivere di cose così profonde, senza mai tralasciare nulla, in uno stile così scorrevole.
Ammetto che quando ho visto la lunghezza del romanzo, mi sono un po’ spaventata sapendo che i suoi libri sono sempre molti profondi, avevo paura di non riuscire a reggere 600 pagine. E invece, ad un certo punto ho dovuto impormi di rallentare perchè non volevo perdermi i dettagli, che trovo sempre molto preziosi.
PER CHI?
Sicuramente non è un libro adatto a tutti, in quanto il vero protagonista non è la storia di Christian in sé, ma il suo viaggio interiore. E questa è una lettura alla quale bisogna essere predisposti.
Detto ciò, è un romanzo che consiglio a tutte quelle persone che sentono di non aver fatto pace con il proprio passato, a quelle persone che non riescono a vivere a pieno il presente e a lasciarsi andare per paura di soffrire. Lo consiglio a tutte quelle persone che sono sempre pronte a guardarsi dentro e che hanno voglia di scoprire il bellissimo mondo che abbiamo dentro.
CONSIDERAZIONE PERSONALE
È difficile poter riassumere in una pagina tutto quello che ho trovato in questo romanzo, perché è stato davvero un ricco viaggio.
Ho amato il protagonista, mi sono sentita vicina a lui, soprattutto nel punto in cui, tutto d’un fiato ha raccontato la sua storia. Da lì ho iniziato a guardare dentro di lui e intanto, dentro di me.
Ho assaporato il vento, ho pianto e ho riso. Ho riflettuto e come ogni volta che finisco un libro di questo autore, mi porto dentro una grande voglia di scoprire di più, di approfondire e custodire tutta questa meraviglia.
Credo sia abbastanza chiaro che, dal canto mio, ha scritto un altro “piccolo” capolavoro.
