Libri,  Narrativa

Recensione: “Chi si rivede” di William Mcllvanney edito da Pagina Uno

Chi si rivede Book Cover Chi si rivede
Il bosco di latte
William Mcllnanney
Narrativa
PaginaUno
22 novembre 2018
ebook, cartaceo
138

Chi si rivede
Ambientate nell'immaginaria cittadina di Graithnock, le storie raccontate da William McIlvanney catturano la vita della gente comune, vittime di lotte sociali ed emotive capaci di resistere alla sconfitta con senso dell'umorismo e perseveranza, e senza mai dimenticare il valore dei propri sogni. Tutti i protagonisti ritratti in «Chi si rivede!», sono degli eroi del quotidiano che affrontano gli "oscuri strappi delle circostanze" senza mostrare evidenti segni di cedimento; in realtà soffrono a causa di ferite che non si rimarginano perché la forza dei loro sogni non trova una possibilità di dispiegamento reale e lo squallore sociale li costringe a una solitudine interiore contro la quale risulta difficile trovare una soluzione.

 

Chi si rivede

Sogni

 

Voglio iniziare questa recensione citando una frase di Clara Pezzuto,  traduttrice e curatrice dei racconti di William Mcllvanney:

 

“Ci vuole talento per racchiudere una vita in poche manciate di parole”.

 

Questa frase la troviamo alla fine di questa meravigliosa raccolta di racconti. Ma la Pezzuto nella postfazione riesce a farci conoscere ancor meglio l’autore e le intenzioni che aveva quando ha scritto questo libro che, come dice anche lei, non è classificabile in un genere letterario ma potrebbe essere visto come una denuncia verso la realtà in cui viviamo.

L’autore scrive le storie di vari personaggi: Bert, Eddie, John e racconta il loro dramma esistenziale. Li descrive come dei perdenti che sono scesi a compromessi tra i loro sogni e la loro vita quotidiana o come dei vinti che pagano per aver voluto essere semplicemente loro stessi.

Ciò che unisce i vari personaggi sono i sogni non realizzati, persi, ripresi cercando di esaudirli e tutto questo ti fa nascere dentro un sentimento di tenerezza e commozione verso essi.

La scrittura di Wiliam Mcllvanney è contemporaneamente aspra e fine, che riesce a catalizzare l’attenzione portando il lettore a leggere questi cinque racconti velocemente con la voglia di sapere come vanno a finire. Il suo modo di raccontare i personaggi e le loro storie è ironico e pungente ma riesce a cogliere l’essenza di ognuno di loro.

I suoi personaggi sembrano essere degli eterni sconfitti che non riescono a rinunciare ai propri sogni e vorrebbero essere felici in un mondo che invece non riesce a renderli tali.

Una delle cose che mi ha affascinato di più sono le poesie all’interno di uno dei racconti. Queste, come dice anche la Pezzuto, sono dei moniti che servono a tutti per non diventare vittime della menzogna o della normalità e ci invitano a non barattare il nostro modo di essere con esistenze prestabilite.

Leggendo questo romanzo ci si potrebbe facilmente rendere conto che l’uno o l’altro personaggio potrebbe essere ognuno noi. Quindi leggetelo e fatene tesoro.

Buona lettura

 

 

William McIlvanney (Kilmarnock 1936 – Glasgow 2015) è uno dei maggiori scrittori scozzesi del Novecento. È autore di raccolte di poesie, di saggi e articoli giornalistici e di diversi romanzi a sfondo sociale con i quali si inserisce nella tradizione letteraria del Glasgow’s Novel. Tra i suoi romanzi ricordiamo: Il regalo di Nessus (Paginauno, 2015), Laidlaw e Le carte di Tony Veitch (premiati entrambi con il Crime Writers’ Silver Dagger Award), The Big Man, Feriti vaganti (Glasgow Herald People’s Prize e Bafta Award), Oscure lealtà, La Fornace (Saltire Scottish Book Award), Weekend. Con Docherty (Paginauno, 2015), William McIlvanney ha vinto il prestigioso Whitbread Award for Fiction.

Sono sposata dal 2002 ed ho 2 figli. Sono una casalinga con la passione della lettura. Leggo di tutto ma adoro i thriller e i libri che raccontano la vita.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: