Che gran casino diventare grandi
Formazione
Lindau
aprile 2026
ebook, cartaceo
105
Ci sono libri che scegli di leggere, che sfogli e che aspetti con la sensazione che siano stati scritti per te o per quel preciso momento della tua vita.
“Che gran casino diventare grandi” è la storia di Alice una ragazzina che sta per iniziare la scuola dei grandi: quella che arriva dopo la quinta elementare.
Helga Dentale prende per mano i suoi lettori adulti e ricorda loro cosa significa essere stati dei bambini prima e dei ragazzini dopo; ci riporta indietro nel tempo e attraverso Alice ricostruisce qualcosa del nostro passato. Lo fa con leggerezza e quasi con disincanto, seminando il suo testo di pagine di diario di Alice e invitando i suoi lettori a fermarsi, riflettere e scrivere.
“Secondo te a volte giudichiamo situazioni e persone fermandoci all’apparenza? Un po’ come accade nella Caverna di Platone? Cosa possiamo fare per evitarlo”
Attraverso Alice si parla di filosofia, di Picasso, di Rosa Parks e di persone che hanno fatto qualcosa di importante per cambiare il mondo. Entriamo nel mondo di questa ragazzina che parla di cose stratosferiche, rimedi magici e grandi domande. Conosciamo i suoi migliori amici: Samu e Giulia e la loro missione di sopravvivenza ALSAGI. Ma questo lascio che siano loro a spiegarvelo.
La piccola protagonista vive con il papà e con il nonno che prepara cioccolata calda e “8 di tutto”, ma anche questo Alice lo spiegherebbe meglio di me. Tra le pagine, l’autrice lascia il rimedio anti-tristezza che funziona per Alice e che potrebbe funzionare anche per tanti altri bambini.
Helga Dentale riporta nel suo testo alcune attività teatrali proposte dal maestro Lorenzo ai protagonisti di questo libro, e sono le stesse ideate da lei e da suo marito Fabio. Esercizi che trasformano il libro in un’esperienza che va oltre la lettura.
È un libro che ricorda agli adulti cosa significa essere stati bambini e ai piccoli insegna qualcosa su come diventare dei bravi adulti. (Hai ragione Alice, gli adulti non dovrebbero gridare, non dovrebbero litigare tra loro e dovrebbero evitare di dire cose spiacevoli l’uno sull’altro)
Mia figlia si chiama Alice e sta per iniziare la sua prima scuola dei grandi: quella elementare. A modo suo mi racconta paure e ansie, a cui ho riposto con un sorriso fino a qualche giorno fa, poi mi ha confessato che teme soprattutto di perdere i suoi amici.
Cara autrice, dopo averti letto, ho provato a leggere a lei “Aristotele e i vasi rotti”, ha cinque anni e mezzo e forse ho aggiunto un po’ di confusione a quella che aveva già.
Ha iniziato a fare tante domande a cui non sempre riesco a rispondere, ma sono felice che le faccia, che si interroghi su tante cose e che mi abbia chiesto se la ragazzina che si chiama come lei nelle pagine del libro che stavo leggendo ha fatto pace con Samu.
“Mio padre dice che la fantasia è lo strumento più grande che abbiamo”
Ho letto e sottolineato tutto quello che potrà essermi utile nei prossimi mesi, per affrontare il gran casino di diventare grandi, che sta per “abbattersi” sulla mia famiglia. Ho lasciato questo libro nella stanza dei miei bambini e dopo anni di Biancaneve e principesse è diventata la nostra favola moderna della buona notte. Ogni sera percorriamo un pezzo del viaggio di Alicetta (come la chiama il nonno) e sorridiamo dei suoi piccoli disastri. Queste pagine sono un regalo per genitori e per figli.
Sono un modo per costruire dei nuovi ricordi insieme, per imparare qualcosa e per ricordarne tante altre sepolte dagli impegni, dagli obblighi e dalle giornate senza tregua.
Perché diventare grandi è davvero un gran casino.