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Recensione: “Cercando Alaska” di John Green, Rizzoli

Cercando Alaska Book Cover Cercando Alaska
John Green
Narrativa contemporanea
Rizzoli
19 marzo 2015
ebook, cartaceo
394

Miles Halter è affascinato dalle ultime parole di personaggi famosi, è stanco della sua vita a casa. Parte quindi per il college in cerca del suo "Grande Forse", come ebbe a dire il poeta François Rabelais in punto di morte.

Alla scuola di Culver Creek lo aspetta, tra gli altri, Alaska Young. Intelligente, spiritosa, svitata e molto sexy, trascinerà Miles nel labirinto della sua complicata esistenza, catapultandolo nel mondo dei Grandi Forse, in compagnia del suo migliore amico: "Il Colonnello".

“Anch’io volevo essere uno di quelli che hanno degli standard da mantenere, una di quelle personalità intense che lasciano il segno. Ora, tipi del genere, hanno bisogno di me, come le comete di un coda”                                          

 

 

Libro iniziato a leggere con una mia amica per poi vedere la serie tv. Di solito libro e film non sono molto simili tra loro. Questa volta sarà diverso? La serie migliorerà il libro? Lo peggiorerà? O semplicemente sarà fedele?

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Probabilmente vi starete domandando il perché delle 4 stelle.

Beh, diciamo che il libro è diviso in due parti: “prima” e “dopo”. La prima parte super avvincente e coinvolgente; mentre la seconda cade un po’ nella monotonia (che è totalmente giusta vista la situazione, ma è pur sempre un libro, quindi magari si sarebbe potuta raccontare la monotonia in modo diverso).

Da sapere è che “Cercando Alaska” vinse il premio Printz, un premio destinato alla letteratura per ragazzi che di rado viene attribuito agli scrittori emergenti. Ebbene sì, il nostro caro e vecchio John Green, ai tempi della prima stesura del libro, era uno scrittore esordiente. Sono passati più di 10 anni ormai. Forse addirittura 17. Ne ha fatta di strada. Però, allo stesso tempo, questa cosa mi rattrista. Ho letto quasi tutti i libri di John Green, e mi sembrano essere sempre sullo stesso stile, e suscitare più o meno le stesse emozioni. Ma, ora, direi di soffermarci sul romanzo in questione.

Alaska viene dalla parola Alyeska. Vuol dire “ciò contro cui si infrange il mare”.

 Alaska. La vera protagonista del libro, anche se non è lei la narratrice. L’autore ha spiegato il perché di questa scelta: voleva far sì che il lettore si immedesimasse al meglio nella storia. E ho adorato questa scelta perché se avesse raccontato Alaska la storia di Alaska, si sarebbe perso tutto l’alone di mistero creatosi.

Alaska ama leggere, la sua camera è una piccola biblioteca. Ma ciò che più la caratterizza è la sua bellezza. Viene considerata da tutti la ragazza più bella della Culver Creek (la loro scuola), con il suo carattere esplosivo e pieno di sorprese. Il suo migliore amico è Chip, anche detto “Il Colonnello”. Rispettatissimo e temuto dalla maggior parte della scuola. Lui, poi, conosce un novellino, Miles, che invece si dimostra essere un grande amico e compagno di stanza, oltre che ad un appassionato di ultime frasi famose. I tre, insieme a Takumi e Lara, diventano un gruppo di amici, e perché no, una piccolissima famiglia.

Cercando Alaska - John Green | Cercando alaska, Citazioni, John green

Tutto sembra andare alla meraviglia. Miles, il nostro narratore, esce man mano dal suo guscio e dal suo passato da ragazzo ignorato e inizia a scoprire le piccole belle cose della vita, compreso l’amore. Un po’ scontato, ma inevitabile, Miles si innamora di Alaska. Ovviamente lei, essendo la ragazza più bella del campus, era già fidanzata ed era anche super fedele al suo amato. Nonostante ciò, i due, riuscirono a diventare molto intimi (lascio un po’ in sospeso la questione, siate curiosi e scopritelo da voi!) e presenti l’uno per l’altra.

ATTENZIONE, POTRESTI CONSIDERARE I DUE PARAGRAFI SUCCESSIVI COME SPOILER!

Ma come qualsiasi cosa, ciò che ha un inizio ha anche una fine. Il trauma della perdita di una persona, il senso di colpa, i rimpianti e lo scombussolamento emotivo per il resto della tua vita, sono le uniche cose che ti restano dopo il tragico evento chiamato morte. Una morte che nessuno si aspetta, una morte inusuale, una morte non morte, una morte che era partita prima da dentro lentamente. 

In effetti, quando si è giovani, la morte sembra una cosa distante e astratta. Si sa che c’è ma non ci si sofferma a pensarci troppo a lungo, altrimenti inizi a sentire e vivere un senso di vuoto e inquietudine che non augureresti a nessuno. L’unica cosa che puoi fare, dopo la morte (improvvisa in special modo) di una persona a te cara, è il compromesso. Devi riuscire a capire come convivere con il suo ricordo senza dimenticare o evitare la sua essenza. Questa, vi assicuro, è la parte più complicata.

FINE “SPOILER”

La parte che in assoluto preferisco del libro è quando Alaska e Miles (anche detto Ciccio), parlano delle ultime frasi famose e si citano François Rabelais e Simón Bolívar, che rispettivamente dicono: “Vado a cercare un Grande Forse” e “Come potrò mai uscire da questo labirinto?”. L’essere umano sempre, almeno un paio di volte nella vita, si perde fra le domande enigmatiche inerenti al senso dell’esistenza. E sapete cosa rende piacevole ancora di più la vita? Il suo totale mistero. Più non sappiamo, più dobbiamo essere curiosi di scoprire.

Riusciremo a trovare il Grande Forse? Riusciremo mai a scoprire come uscire dal labirinto? Qualunque sia la risposta che state pensando a queste due grandi domande, beh, sappiate che se rispetta il vostro modo di vivere e di essere, allora è quella giusta.

Quando gli adulti dicono: “I giovani si credono invincibili”, non sanno quanto hanno ragione. Ci crediamo invincibili perché lo siamo.

 

 

 

 

L’autore

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Green nasce ad Indianapolis il 24 agosto 1977. Si diploma al Kenyon College nel 2000 specializzandosi in Inglese e studi religiosi. Dopo aver lasciato l’università, Green passa cinque mesi lavorando come cappellano in un ospedale infantile per poi iscriversi alla University of Chicago Divinity School, che però non frequenterà.

La sua esperienza lavorativa con bambini affetti da malattie mortali lo ispirerà in seguito a scrivere Colpa delle stelle. Green vive per svariati anni a Chicago, lavorando per il giornale Booklist come assistente editoriale di recensioni letterarie e production editor, mentre scrive Cercando Alaska.

Inoltre scrive recensioni di libri per il The New York Times Book Review e scrive per il National Public Radio’s All Things Considered. Green si trasferisce poi a New York, dove vive per due anni mentre la moglie frequenta una scuola di specializzazione.

 

Le parole sono il suo pane quotidiano: fra libri, serie tv, film e il suo scrivere racconti passa le giornate. È amante delle piccole cose, dei gatti, e ammira chi dal niente riesce a trarre di tutto. Il suo ispiratore maggiore è Albert Einstein, infatti condividono la stessa filosofia di vita: 'La logica vi porterà da A a B. L’immaginazione vi porterà dappertutto', 'Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido', 'La creatività è contagiosa. Trasmettila!'

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