C'eravamo tanto armati Book Cover C'eravamo tanto armati
Gian Ettore Gassani
Saggio
Diarkos
25 agosto 2020
Cartaceo
320

Un saggio dal titolo ironico, al contrario degli argomenti e delle storie che contiene, che narrano di conflitti familiari, in cui il concetto di "armarsi" ha dolorosamente preso il posto di quello di "amarsi".

Un faro che si accende su racconti di amori violenti, di figli contesi e manipolati, di genitorialità omosessuale o disabilità dimenticata, su diritti negati da leggi che non ci sono e da un sistema giudiziario incapace di rapportarsi al nuovo sentire comune e troppo disorganizzato per dare risposte giuste e veloci.

Una analisi lucida e attenta dei costumi che cambiano, della degenerazione dei social, del rapporto, fallito, famiglia/scuola, del formidabile ruolo sociale dell'avvocato.

“Questo mio libro parla di storie di vita vissuta, di emozioni, di solitudini, di diritti negati. Che cerco di raccontare nel modo più accessibile per arrivare al cuore del lettore.”

 

«Mamma, da grande voglio fare l’avvocato, voglio difendere tutte le persone innocenti» .

Il Tg serale aveva appena illustrato i fatti che portarono alla brutale morte di Willi Monteiro Duarte. Eravamo a tavola, si cenava, e in TV quel giorno veniva data particolare e giusta rilevanza all’omicidio di Colleferro. Mia figlia, allergica da sempre ai notiziari, per una volta era attenta, gli occhi stranamente lontani e il volto concentrato.

 

Ha solo tredici anni, ma dentro di sé la voglia di far trionfare la giustizia ovunque.

«Difenderesti anche i colpevoli?» le chiedo io

«No, solo gli innocenti»

«Ma gli avvocati difendono i loro clienti al di là della loro innocenza»

Mi guarda in silenzio, ci riflette un po’ su e risponde

«Io allora sarò un giudice!»

 

Devo ammettere che mi ha fatto sorridere la sua caparbietà, ma mi ha lasciato un dubbio. Si può decidere di andare contro se stessi e la propria coscienza per difendere chi ha commesso delitti o atti illeciti?

Ho sempre creduto che un avvocato dovesse un po’ distaccarsi dalla causa che gli viene affidata per poterla portare avanti. Ho sempre pensato che alla fine un cliente o un altro non facesse molta differenza, l’importante era la vittoria. Gian Ettore Gassani (presidente a livello nazionale dell’AMI, Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani), invece, mi ha mostrato un mondo nuovo, un diverso modo di guardare i processi, la voglia di giustizia che viene espressa attraverso una toga e il cuore che essa nasconde.

Gli argomenti che tratta questo libro sono tanti e tutti interessantissimi. Servendosi della sua esperienza, della testimonianza di altri bravi professionisti (la psicologa M.  Cialdella, Cataldo Calabretta, docente di diritto delle formazione, e Gianni Baldini, presidente dell’AMI toscana), e di quella struggente di Mina Welby (moglie di Piegiorgio Welby, che, dopo una lunga battaglia contro la distrofia muscolare e contro le leggi italiane che non permettevano di praticare dell’eutanasia, morì quando, per sua scelta, gli venne staccato il respiratore dopo essere stato sedato)  ci fa vedere come ancora al giorno d’oggi diritti legittimi vengano calpestati dalle nostre leggi e dal sistema.

Nonostante l’adeguamento giuridico-culturale che dal 2012 ha portato sprazzi di luce nel mondo forense, c’è ancora tanto da fare, dice Gassani, per far si che vengano spazzati via secoli di arretratezza culturale, dogmi, luoghi comuni, ipocrisie e prese di posizione su temi delicatissimi.

Abbiamo costretto per decenni tanta gente a procreare all’estero, a morire all’estero, a divorziare all’estero, ad amare e sposare una persona dello stesso sesso all’estero. Non abbiamo ancora capito che i diritti fondamentali della persona non solo sono inviolabili, ma sono invincibili!

 

 

Ma le leggi da sole possono bastare a cambiare il modo di vedere delle persone?

La nostra coscienza comune è pronta ad abbattere le barriere culturali che ancora oggi molto spesso condannano a priori chiunque si ritenga diverso da noi?

Siamo pronti ad andare incontro a chi si trova in difficoltà per qualunque motivo, da quello fisico a quello economico o sociale?

E il nostro egoismo? Siamo in grado di ignorarlo per il bene dell’altro?

Divorzi, separazioni, eutanasia, violenze familiari, unioni civili, immigrazione, rapporto genitori-insegnanti; in queste  trecento pagine veramente possiamo trovare tante emozioni, cosa che non mi sarei mai aspettata da un saggio come questo.

E dietro ogni emozione, dietro ogni storia troviamo l’Avvocato, non il burocrate senz’anima o l’attaccabrighe, ma l’uomo che ha fatto di quel mestiere una scelta di vita e quindi un compito da portare avanti con tutto se stesso per aiutare gli altri.

I veri avvocati non smettono mai di emozionarsi

 

e chiunque leggerà questo libro si emozionerà con loro. Buona lettura a tutti!

Sahira

Scritto da:

Sahira

Sono emozione e di essa mi nutro

trovando scialbo ciò che non colora,

Sono emozione che con la penna divora

il bianco candido di un libro vissuto…