Cento tecniche segrete del giornalista investigativo
narrativa contemporanea
oligo
2026
cartaceo/ebook
275
Questo è un libro nato dall’esperienza vissuta tra il lavoro in strada, quello in redazione e nei corridoi delle procure. È il risultato di anni di lavoro per la carta stampata e per la televisione, di inchieste sotto copertura per Le Iene e di centinaia di servizi realizzati per la Rai. Deriva anche da una lunga e faticosa formazione: studi di psicologia della comunicazione, meccanismi cerebrali analizzati attraverso le neuroscienze cognitive, tecniche di persuasione, linguaggio del corpo, approfondimento giuridico delle tecniche di interrogatorio forense fino all’approfondimento dell’attività criminologica e criminalistica. Conoscenze apprese direttamente sul campo da cui nascono queste cento tecniche che troverai qui. Considerale non un mero elenco di “trucchetti”, piuttosto un vero e proprio arsenale di possibilità per poter fare questo mestiere o per capirne i meccanismi. Prefazione di Gianluigi Nuzzi. Postfazione di Alfonso Sabella.
E a voi piace il giornalismo d’inchiesta? Se sì, qual è la cosa che più vi affascina di questo tipo di giornalismo?
“Cento tecniche segrete del giornalista investigativo”, edito Oligo, è un libro scritto dal collega Alessandro Politi.
Ho deciso di leggere questo libro poiché essendo giornalista che segue in particolar modo la cronaca nera e il giornalismo d’inchiesta, avevo voglia e curiosità di scoprire qualcosa in più e capire effettivamente come poter cogliere gli aspetti salienti di questa professione, ma più nello specifico di questo tipo di giornalismo.
Premessa fondamentale e doverosa: il lavoro vero si impara sul campo, con gli anni di esperienza e con la costanza di stare sempre al passo su una notizia.
I libri sì, possono aiutare e possono saperci indirizzare, ma il vero giornalista farà sempre e tutto sul campo.
Devo ammettere che ho trovato estremamente interessante il progetto editoriale proposto da Politi, un libro ben scritto che ti permette di cogliere e carpire i punti salienti di questa professione.
“Il ritmo della conversazione è un elemento decisivo durante un’intervista investigativa che si fonda sulla gestione della cadenza. Un giornalista che mantiene il controllo del ritmo, alternando momenti lenti a pause strategiche e momenti più incalzanti, guida l’interlocutore senza che questo se ne renda conto.”
Questo libro non vi spiegherà come fare i giornalisti d’inchiesta, tutt’altro, vi dirà effettivamente come bisogna comportarsi e cosa si deve affrontare.
Regole basilari ma importanti.
Ad aprire la lettura è la prefazione di Gianluigi Nuzzi: tagliente, efficace e perfetta nel suo genere.
Subito dopo si entra nel vivo.
La lettura si divide in due parti. La prima ci parla di regole, di etica e deontologia, insomma il terreno dove poter partire e sul quale nasceranno i frutti di quello che sarà poi il lavoro investigativo che andrà a fare il giornalista.
Completamente differente la seconda metà del libro dove ci troviamo dinanzi a delle tecniche da utilizzare. Per esempio, ci spiega come bisogna preparare un’intervista, oppure di non farsi mai trovare impreparati e di imparare anche ad osservare e a cogliere gli atteggiamenti del corpo e i segnali che provengono da esso.
Un libro scritto bene con uno stile fluido, minuzioso e dettagliato.
Voto: 4 stelle

Anna Calì, classe ’96. Nelle sue vene scorre la lava del Vesuvio e la passione che contraddistingue il popolo napoletano.
Giornalista di professione e con la passione dei libri sin da piccola. Adora annusarli e, quando va nelle librerie, si perde tra gli scaffali ad osservare le copertine.
Grazie a questa passione è riuscita a mettere in campo due sogni nel cassetto: il primo, recensisce i libri che legge, esperienza che fa bene sia al corpo che alla mente. La seconda: è diventata anche scrittrice e ha pubblicato già due romanzi.