Cara Istanbul
Memoir
Rizzoli editore
12 febbraio 2026
cartaceo e-book
208
Come si racconta la città dell'infanzia, soprattutto quando quella città è Istanbul, luogo leggendario e carico di storia? Serra Yilmaz sceglie di farlo affiancando, come in un album di ricordi, i quartieri, le strade, le case in cui ha vissuto, quando Istanbul già enorme aveva solo un milione di abitanti, e non venti come oggi. Leggendo queste pagine sembra di ascoltare una voce che, accanto alla stufa di maiolica in un inverno rigido o affacciata in una calda serata a una terrazza sul Bosforo, ricostruisce e fa rivivere le voci e gli odori di un angolo di mondo che come pochi altri è stato travolto e mutato dal progresso e dal turismo. La voce, inconfondibile, è quella di Serra, attrice turca tra le più celebri, amatissima dal pubblico italiano, che l'ha conosciuta sul grande schermo nei film di Ferzan Özpetek. In questa sorta di «autobiografia attraverso persone, case e quartieri» scopriamo così le lunghe estati dalla nonna nella sponda asiatica della città, tra spiagge e giardini; il rapporto coi genitori, le amicizie e gli amori di gioventù, le prime esperienze di lavoro, l'emergere della passio- ne per la Francia, per l'Italia, per il teatro, e ancora le partenze e i ritorni da un luogo «il cui ricordo è inscindibile dalla possibilità di qualunque racconto». Il tutto ben condito da un'ironia caustica, da aneddoti picareschi, anelli smarriti e ritrovati, donne senza ombelico, da una certa superstizione levantina contro il malocchio, da un ritmo magmatico e incalzante e, perché no, da qualche ricetta tipica (la cucina è per Serra una passione antica...).
“Nei miei ricordi non c’è un odore unico che caratterizza la città. Istanbul ha sempre avuto mille fragranze, mille sapori” da “Cara Istanbul” di Serra Yilmaz
“Cara Istanbul” di Serra Ylmaz edito da Rizzoli, è una narrazione nostalgica con punte umoristiche, di una Istanbul ormai diversa. Quella dell’infanzia e giovinezza dell’autrice che noi in Italia conosciamo soprattutto come attrice nei film di Ferzan Ozpetek. Ci parla della sua vita in una città multiculturale prima dell’urbanizzazione, ne narra l’essenza nonché l’anima di chi l’ha vissuta. Racconta anche simpatici aneddoti, oltre a regalarci qualche ricetta tipica poiché anche il cibo è parte dell’identità di Istanbul. Un viaggio meraviglioso a cui, sul suo finire, guarda con nostalgia.
“Ricordi e immagini che si conservano dentro di noi, tracce dello spirito magico di cui è abitata l’infanzia”
Questa lettura si è rivelata un vero incanto. L’autrice esprime concetti sublimi usando parole semplici, ma molto efficaci. Io che ho sempre desiderato visitare Istanbul, mi sono trovata immersa come in un sogno dove camminavo leggera. Questa è la sensazione che si prova leggendo le memorie di Serra Yilmaz. Attraverso spaccati di vita che hanno per protagonista la sua splendida città, ce ne narra la vera essenza. La narrazione parte dai primi anni dell’autrice, nata nel 1954, sino ai giorni nostri. Tra un capitolo e l’altro sono presenti cartine della città che riportano i nomi e l’ubicazione dei quartieri dei quali si racconta.
Io conoscevo Serra attraverso i film che ha interpretato, quelli di Ferzan Ozpetek (regista che apprezzo moltissimo), ma ignoravo il suo talento narrativo. Nasce in un periodo in cui Istanbul era ancora una città verdissima circondata dalle campagne poiché non ancora urbanizzata. Non l’ha mai pensata come un luogo diviso in due parti (una europea e una asiatica), era più un concetto presente nei visitatori. Per lei Istanbul era un’unica città fatta di colori, sapori, odori e suoni. Un vero percorso sensoriale che condividerà con noi.
“Tutto è contemporaneo e sovrapposto, tutto è possibile e tollerato, è la città delle tante fedi”
Ci presenterà la sua famiglia narrando brevemente le origini della nonna, affidata da bambina all’harem del sultano (chi vi finiva non diventava necessariamente una concubina), del suo famoso polla alla circassa del quale ci dà la ricetta poiché Serra è anche una bravissima e appassionata cuoca. La si direbbe una donna piena di sfaccettature proprio come la sua Istanbul. Per narrarci della sua famiglia, dei legami di parentela, dei commerci tradizionali, introduce qualche brevissima nozione di lingua turca, cosa che ho trovato interessante poiché amo studiare le lingue straniere.
Inizialmente Serra si presenta come una bambina paffuta (contrariamente ai genitori filiformi ) e vivace. Amava sporcarsi di terra nel giardino di casa e trascorrere le vacanze nel kösk della nonna. Non ha un parentado ben nutrito perciò è affascinata da amici e vicini di casa dalle famiglie numerose. Ha una certa attitudine verso le lingue straniere che impara con facilità. Studierà presso due licei francesi a Istanbul per poi laurearsi in Francia. La sua vera passione sarà sempre il teatro e la recitazione, che faranno di lei non solo un’attrice ma anche una regista e drammaturga. Ci parlerà del suo amore per Istanbul, della sua gente, tradizioni, identità, conflitti e cambiamenti. A tratti vi ritroverete anche a sorridere grazie ad alcuni aneddoti correlati da osservazioni acute e brillanti.
“Il tempo si è portato via i ricordi, lasciando al loro posto una mestizia quieta”
Ho provato una certa affinità nei suoi riguardi poiché come lei, anch’io sono profondamente innamorata della mia città. Provo la stessa nostalgia quando la ripenso com’era all’epoca della mia infanzia e adolescenza, sorrido rievocando curiosi episodi ripescati tra le mie memorie e mi inebrio ancora quando sento certi profumi che mi riportano a quei tempi.
Conoscere altre vite, una città come Istanbul attraverso gli occhi attenti e osservatori di chi l’ha vissuta, è stato un privilegio. Immergermi in questa lettura mi ha deliziata regalandomi un sogno. Sono convinta che lo spirito di chi ha vissuto nelle nostre città insieme a quello dei nostri ricordi, abitino ancora nell’aria che le avvolge e lì resteranno sempre.
Voi cosa ne pensate?