Campi di grano
Narrativa contemporanea, romanzo di formazione
Temperatura Edizioni
2 aprile 2026
cartaceo, ebook
176
Un'estate nella provincia italiana, quando il grano è già stato tagliato e l'aria sembra ferma. Filippo ha diciassette anni e la sensazione costante di essere in ritardo su tutto.
Intorno a lui, gli altri sembrano sapere come si diventa grandi.
Lui osserva, imita, prova a tenere il passo. Il corpo cambia, il sesso non chiarisce niente, il gruppo detta regole invisibile che vanno rispettate senza fare domande.
Campi di Grano racconta il tempo sospeso dell'adolescenza, quando crescere non significa capire, ma imparare a stare in mezzo agli altri senza perdersi del tutto. Un romanzo di formazione asciutto, che attraversa il silenzio delle famiglie e il bisogno ostinato di essere visti, anche quando non si sa ancora chi si è.
“Campi di grano” è il romanzo di esordio di Simone Muletti, Temperatura Edizioni.
L’autore racconta il periodo complicato dell’adolescenza attraverso il suo protagonista diciassettenne: Filippo.
Filippo è un ragazzo come tanti altri, in cerca di sé stesso o forse solo di risposte alle continue domande a cui il mondo lo mette di fronte. É lo specchio di come si sentono molti giovani in quella fase di crescita: inadeguati, incompresi, non accettati. Filippo non ammette quello che davvero desidera, o forse lui per primo non riesce a capirlo, perché può essere complicato. Spesso i propri desideri non corrispondono agli standard richiesti o alle aspettative altrui.
Simone Muletti descrive l’adolescenza in modo piuttosto diretto e asciutto, ponendo l’accento sul silenzio. Il silenzio in famiglia, a scuola, con gli amici.
“L’amore era lì, facile, a portata di mano, e che lui non ha saputo raccogliere. La cosa peggiore arriva dopo. Quando capisce che potrebbe continuare così tutta la vita. Comodo. Facile. Senza scegliere niente. E senza pagare mai il conto.”
Compaiono due personaggi femminili, fondamentali nella vita di Filippo: Anna e Giorgia.
Giorgia è la classica ragazza “popolare” nella scuola, quella desiderata da tutti, guardata e ammirata. Filippo, da una parte è lusingato dalle sue attenzione, dall’altra non si sente alla sua altezza e, in sua presenza, si sente spesso a disagio, goffo e sbagliato.
Anna è la ragazza da tenere nascosta, quella poco carina e “strana”. Filippo è attirato da lei e si sente compreso come con nessun altro, ma non vuole farsi vedere insieme a lei dagli amici o far sapere quello che prova per lei.
“Anna l’ha visto per davvero. E l’ha perfino accettato. Allora è questo l’amore? Sarebbe bello provarlo. Anche solo una volta. Ma è un attimo. Niente di più che un battito di ciglia. Un pensiero che si accende e si spegne subito. Perché in quel momento non c’è spazio per ragionamenti del genere. C’è solo la realtà nuda, cattiva, che gli arriva addosso.”
L’intera narrazione verte sulle difficoltà di Filippo di prendere delle decisioni. Viene evidenziata la difficoltà estrema nel capirsi e nel capire chi ci sta intorno, la fatica di non ferire gli altri, ma nemmeno sé stessi.
“Il mare, poi, lasciamo stare. Ci è stato un paio di volte da bambino, sul Tirreno. Gli piaceva scavare nella sabbia, stare lì a fare buche che non portavano da nessuna parte. Per il resto era troppo: troppo umido, troppo grande, troppo rumoroso. La pianura invece è semplice. Dritta e onesta. I campi cambiano colore con le stagioni ma non il carattere.”
Le descrizioni dei paesaggi fanno da contorno alla narrazione, ma ogni tanto li ho trovati un po’ a se stanti rispetto a tutto il resto. Sono uno sfondo più che altro, mentre avrebbero potuto essere maggiormente legati a sensazioni, emozioni e ricordi.
La scrittura di Simone Muletti è scorrevole e diretta. Il linguaggio è corretto e adeguato, forse in alcuni punti un po’ acerbo. A mio parere, sono forse presenti troppe parti dialogate rispetto alla parte introspettiva; si poteva spingere un po’ di più su alcuni aspetti, puntando maggiormente sul romanzo di formazione. I temi trattati sono rilevanti e su alcuni, soprattutto sul finale, avrei preferito un’attenzione maggiore.

Divoratrice seriale di libri e serie tv, negli ultimi tempi sono tornata a prediligere la lettura!
Nel tempo che mi rimane, tra lavoro, famiglia, amici e caos mentale, provo a scrivere qualcosa anche io.