Libri,  Narrativa contemporanea

Recensione: “Cagliosa” di Giuseppe Franza, Ortica editrice

Cagliosa Book Cover Cagliosa
Giuseppe Franza
Romanzo sociale
Ortica Editrice
novembre 2019
cartaceo, ebook
324

Giovanni detto Vangò ruba motorini per conto di un carrozziere e nel tempo libero gioca a calcio nella squadra del suo quartiere: il Rione Incis Club, formazione di dilettanti iscritta al girone C della Terza Categoria provinciale napoletana. Ventidue sono le partite del torneo, e ventidue sono i capitoli del libro, attraverso cui Giovanni misura i propri limiti e il suo abbrutimento, subendo l'inutile ferocia dei compagni di squadra, l'ottusità dell'allenatore, i vincoli di un'esistenza da schiavo.

Qualcosa sembra cambiare il giorno in cui incontra una bella giornalista sportiva, la sua nuova, impossibile ossessione. Stimolato da un sentimento inedito, il ragazzo comincia a rendersi conto di dover evolvere. Ma come? Sullo sfondo, prosegue il campionato della Incis, tra risse, scorrettezze, acide rivalità, figuracce e futili rivalse. Non ci sono campioni né sportivi, e ogni personaggio rivela senza vergogna la propria deficienza morale. Ciononostante, lontani dai riflettori, su campi polverosi e invasi dall'erbaccia, Giovanni e compagni combattono per resistere alla forza centrifuga del non senso, per sopravvivere a loro stessi.

“E forse era veramente così: il calcio era un gioco che non offriva mai veramente il divertimento che prometteva, tale e quale alla vita, era un adeguarsi a un limite ( quello del campo, quello del tempo, quello delle abilità ) che t’insegnava la legge dell’accettare e di industriarti nelle concessioni possibili di quel limite. “

Il protagonista del romanzo è un giovane, Giovanni Croce. Giovanni, detto,  Vangò, è un ragazzo napoletano di 25 anni. Per vivere ruba motorini per un carrozziere. E’ un ragazzo che dalla vita non ha avuto niente. Proviene da Ponticelli un quartiere malfamato, abita in un piccolo appartamento con la mamma e il nonno. Da 9 anni, poi, fa parte della squadra del Rione Incis Club, una squadra di calcio di terza categoria che non ha alcuna speranza.

A Giovanni nemmeno piace giocare a calcio, ma lo fa per senso di gratitudine verso il presidente della squadra. Per lui il calcio è come la vita , una guerra, dove ognuno pensa per se e nessuno si aiuta.  A volte, però, la vita, il destino concedono una secondo possibilità ed è proprio questo che accade a Giovanni.

È un ragazzo disagiato e figlio di un sistema nel quale si è trovato dentro, ma dal quale cerca di tirarsene fuori in tutti i modi. Ci riuscirà grazie all’amore.

Ogni capitolo parla di una delle partite di campionato disputate. Ogni scenario mostra diverse verità. le violenze, la camorra, la paura, l’affronto.

Il Rione Incis Club è una squadra senza speranza, è formata da giocatori che si sono trovati a stare assieme un po per caso. Questo sarà l’ultimo anno che proveranno ad avanzare di categoria, ma solo per ottenere il premo promozione. Nessuno crede che abbiano qualche possibilità, nemmeno loro.

Eppure, partita dopo partita, un po’ per fortuna un po’ perché iniziano a crederci anche loro, riusciranno ad arrivare primi in classifica. Come la sua squadra anche Giovanni viene visto così, come un ragazzo che non potrà mai fare nulla nella vita, lui stesso si vede così, ma poi un giorno incontra Damiana, giornalista sportiva. Sono due ragazzi molto diversi tra loro, ma dopo il primo incontro lei sparisce. Quando, poi si rivedranno, lei gli confesserà di aspettare un figlio. E non poteva succedere migliore cosa per Giovanni. Si mette subito alla ricerca di un lavoro buono, che gli dia una possibilità, di una casa per loro.  Anche se per adesso non sarà il massimo, non si può mai dire che un domani la loro situazione possa migliorare.

Nessuno credeva che ce l’avrebbe fatta, lui stesso era convinto che rubare motorini fosse l’unica strada percorribile per lui, invece non si può mai sapere che cosa la vita abbia in serbo per ognuno di noi.

Commento personale

Cagliosa è un romanzo scritto in maniera forte e sopratutto realistica, alternando alla lingua italiana termini e parlate tipiche napoletane. A questo si aggiunge anche un inevitabile moltitudine di termini tecnici calcistici. È spesso costellato da tipici proverbi e detti partenopei per sottolineare il concetto espresso. Nonostante questo, l’andatura ritmica permette al lettore di proseguire la lettura con voglia e curiosità.

Per leggere e capire il libro al meglio, è necessaria una buona concentrazione e, personalmente, a volte ho dovuto tornare indietro e soffermarmi su alcuni dettagli per comprenderli bene: tuttavia, il tutto è stato comunque avvincente e mi ha sempre fatto venire la curiosità di sapere come proseguiva la storia, di scoprire se questa squadra improvvisata alla fine ce l’avrebbe fatta, se Giovanni sarebbe riuscito in qualche modo a riscattarsi. I colpi di scena, poi, non mancano di stupire e sorprendere.

Cagliosa mi è piaciuto molto perché non rappresenta la classica denuncia del sistema sociale che esiste al Sud, ma  è la dimostrazione che da questo sistema si può uscire. La considero una lettura d’esempio, soprattutto per i ragazzi. 4 stelle meritatissime per il libro e per come è strutturato. L’unica nota che mi sento di fare è che sarebbe stato utile avere a margine o alla fine delle note esplicative dei vari detti e proverbi usati in gergo napoletano, per permettere anche a chi è estraneo al dialetto di capire fino in fondo il significato e l’intensità di quanto espresso.

 

Giuseppe Franza: (Napoli, 1981). Dopo la laurea in filosofia ha lavorato come redattore ed editor per varie case editrici. Questa è la sua prima opera. Attualmente vive a Roma ed è felice.

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