Cages
Singolo
Romance
Mondadori
5 marzo 2026
Cartaceo
252
Vivienne Gallagher ha diciotto anni, i capelli blu e gira con la macchina fotografica sempre a tracolla. In lei convivono una rabbia sottopelle che non conosce tregua e la sensazione di non appartenere davvero a nessun posto. Joshua, suo coetaneo, è tutto ciò che lei non dovrebbe desiderare: un seminarista dagli occhi incredibilmente belli ma stanchi, e un passato che nessuno deve scoprire. Uno che ha imparato a controllare ogni respiro perché in un attimo di leggerezza potrebbe perdere quel poco che gli è rimasto. I due si incontrano per un equivoco nel buio di un confessionale. Lei cerca conforto. Lui dovrebbe negarglielo, e invece la ascolta. Da quel momento, qualcosa dentro di loro si spezza. O forse, a ben vedere, inizia a guarire. Tra Vivi e Josh nasce così, istantaneo, un legame fatto di sguardi, gesti incerti, parole non dette... e un desiderio che ha il sapore dolce del frutto proibito, e che cresce, cresce inarrestabile. Tutt'intorno, però, c'è chi li osserva, li giudica e condanna il sentimento che sta sbocciando tra loro, trasformando ogni bacio in una colpa e ogni carezza in una condanna, e facendoli dubitare di ciò che provano. Forse il legame che li unisce è davvero tutto sbagliato. Forse si stanno complicando inutilmente la vita. Ma se non fosse così? Se fossero gli altri a non capire? In fondo, cosa può avere di sbagliato un amore che per la prima volta da che sei al mondo non ti fa più sentire in gabbia?
«Mettimi come un sigillo sul tuo cuore. Mettimi come un sigillo sul tuo braccio. Perché l’amore è forte come la morte.»
Questo è un versetto del Cantico dei Cantici, libro biblico dell’Antico Testamento che simboleggia l’Amore per eccellenza, una forza indissolubile, potente quanto la morte.
“Che significato ha? Per qualcuno niente. Per altri è tutto ciò che importa.”
Eden Windward usa questo passo in un punto cruciale del suo romanzo d’esordio “Cages”. Azzeccato e intenso, perché l’amore, apparentemente un ostacolo, diventa una possibilità. È la chiave di volta che apre le gabbie in cui, a volte, ci rinchiudiamo.
Gabbie mentali immaginarie che portano i nomi “rimorso, colpa e dolore”.
L’unico modo per uscirne è l’amore, o meglio la luce. Una luce chiara che arriva senza ostacoli e dissolve le ombre.
“Penso che ognuno di noi debba cercare questa luce dentro di sé. Alcuni riusciranno a trovarla da soli, per altri sarà necessario il supporto degli amici, ma non bisogna mai arrendersi, rassegnarsi dentro una gabbia di ombre.”
Eden Windward nel suo romanzo dà voce a tutto questo attraverso i suoi personaggi. Due ragazzi coetanei apparentemente simili, ma uno dei due, a causa di uno scherzo finito male, è divorato dal rimorso, dalla colpa e dal dolore e si ritrova a fare scelte “obbligate” che lo fanno prigioniero di sé stesso.
Vivienne e Joshua s’incontrano per caso nel confessionale della canonica di Mountfall, una minuscola cittadina di periferia. Lui, costretto dalla famiglia ad entrare in seminario, è seduto nel confessionale esausto dal viaggio che segna l’inizio della sua redenzione. Lei entra nel confessionale costretta dalla madre per pentirsi della spiacevole azione compiuta ai danni di Brett Riley, uno dei ragazzi più famosi dell’Accademia Lumina.
“La sua voce è bassa, carezzevole, tanto calda da confortare i sensi. Una delle più belle che abbia mai sentito.”
Vivienne Gallagher una ragazza determinata che veste jeans strappati all’altezza di cosce e ginocchia, magliette con teschi, capelli tinti di blu e labbra screpolate. Porta con sé una fotocamera appesa alla spalla con una tracolla, come una borsetta. Espulsa dall’Accademia a seguito del gesto nei confronti del suo compagno Brett.
«Quello che mi ha colpito subito di te è stata la capacità di essere esattamente ciò che sei. Non hai bisogno di compromessi, o di nasconderti dietro una maschera pur di farti accettare.»
Joshua Faulkner-Hill seminarista diciottenne, ex brillante studente dell’istituto privato cattolico elitario “Saint Dhalia High” ed ex nuotatore. Capelli neri, mossi e… morbidissimi. Occhi di un azzurro così chiaro da sembrare schegge di vetro e labbra carnose.
“C’è qualcosa di magnetico e disturbante nel suo sguardo, nel suo viso. È come se fosse perennemente nel posto sbagliato. Un pezzo che non si incastra nel puzzle.”
Tropes “Forbidden Love”.
“Cages” è un romanzo con tropes ben riconoscibili. L’amore proibito è un classico per i romance, ma devo dire che Eden Windward riesce a scrivere una storia credibile e coinvolgente dall’inizio alla fine.
La tormentata storia d’amore che nasce tra i due protagonisti ha come cornice dei richiami del racconto di Romeo e Giulietta e in generali delle storie di William Shakespeare, che arricchiscono il romanzo.
«Lascia che le tue labbra facciano come le tue mani».
Ho gradito il Dual POV, una delle tropes che apprezzo di più, perché offre maggiore empatia con i personaggi. Una delle qualità di questo romanzo è la descrizione precisa dei profili psicologici dei personaggi principali, ma anche secondari. Una fra tutti Valerie, la proprietaria del minimarket in cui lavora Vivi.
Il “Revenge Porn”
Diffusione non consensuale di contenuti intimi. Questa è la trope vincente di “Cages”. Nel romanzo l’autrice racconta una violenza silenziosa che porta a conseguenze devastanti. Il Revenge Porn alimenta proprio quelle gabbie di vergogna e dolore dalle quali sembra impossibile uscire.
“Forse è ciò che si prova quando elimini un trauma dalla tua memoria e poi sei costretta a guardare nella voragine che ha lasciato. A rivivere tutto.”
La denuncia del Revenge Porn è fondamentale perché ogni forma di violenza deve essere contrastata, affinché chi la subisce non resti intrappolato nel silenzio e nella vergogna, ma possa ritrovare voce, tutela e dignità.
La copertina
Confesso che ho scelto questo libro SOLO guardando la copertina. Inizialmente non ho nemmeno letto la sinossi. Non sapevo cosa aspettarmi, perché è stato un colpo di fulmine! E il giudizio finale è che “Cages” merita di essere letto!! Eden Windward scrive bene. Usa una scrittura ricca di dettagli e quindi potrebbe risultare un po’ lenta. A me è piaciuta così.
Concludo con la parola “perdono”. Dal latino “per-donare”, ossia donare completamente. Nel romanzo è una parola che aleggia nell’aria, ma che Vivi e Josh fanno fatica a comprendere.
Prima di donarci completamente dovremmo imparare a perdonare noi stessi. Solo così potremo illuminare gli angoli bui che ci tolgono pezzi di felicità e disinnescare le gabbie mentali.

Ciao! Mi chiamo Ivonne, sono sposata con Francesco e mamma di tre splendide figlie. Amo i bambini (infatti sono un’insegnante d’infanzia), la corsa e… ovviamente i libri.
Non ho un vero genere preferito, anzi, mi piace spaziare fra i vari generi anche se m’incuriosiscono di più i fantasy, i romantasy, i thriller psicologici, il gotico, l’horror… e sono anche una gran lettrice di manga giapponesi.
“Leggere è nutrire l’anima”.
