Caffè al veleno a Piccadilly
Mystery Collector's Edition
giallo
Polillo Editore
2023
cartaceo
304
È un normale pomeriggio londinese quando Ambrose Chitterwick si ferma per un drink al lussuoso Piccadilly Palace Hotel. Nel salone affollato nota una signora di circa sessant’anni intenta a discutere animatamente con un giovanotto, forse il nipote.
Incuriosito, osserva la scena, ma il suo interesse viene avvertito dall’uomo, che lo guarda con palese irritazione; per fortuna di Chitterwick, l’arrivo di una telefonata inaspettata, che gli fa lasciare il salone, lo salva da una situazione spiacevole. Quando rientra, poco dopo, l’uomo non c’è più e la donna sembra essersi addormentata davanti al suo caffè. Con un certo imbarazzo, Chitterwick si alza per andare a svegliarla, ma lo attende una macabra scoperta: la signora è passata a miglior vita. Il medico, accorso d’urgenza, trova nel pugno chiuso della morta una fialetta vuota di acido prussico. Suicidio?
Chitterwick, che aveva visto il giovane armeggiare con la tazzina del caffè mentre la sua compagna era distratta, non è di questo avviso e chiede all’amico Moresby, ispettore capo di Scotland Yard, di svolgere delle indagini. La sua testimonianza conduce agevolmente all’arresto dell’uomo… ma è proprio sicuro di aver visto giusto?
Incalzato dalla moglie del presunto assassino, Chitterwick dovrà ripassare al vaglio tutte le sue certezze, con esiti insospettabili. Già, perché in questo mystery del 1929, finora inedito in Italia, nulla è ciò che sembra.
Siete mai stati a Piccadilly? Qual è la cosa che più vi è piaciuta? “Caffè al veleno a Piccadilly”, edito Polillo Editore, è un giallo scritto da Anthony Berkeley
Questo è il classico libro giallo, quello che è abituato a leggere soprattutto chi viene dalla scuola della mitica Agatha.
Il protagonista principale di questo giallo è Ambrose Chitterwick e, come possiamo intuire dal titolo, l’ambientazione è quella classica londinese.
È un tranquillo pomeriggio e il nostro Ambrose decide di fermarsi a sorseggiare un drink all’interno del Piccadilly Palace Hotel. Tante sono le persone che a quell’ora sono presenti all’interno del bar per riposare, scambiare delle chiacchiere o rilassarsi.
Tra queste, anche una signora sui sessant’anni, che si ritrova a discutere in modo ravvicinato con un giovane, molto probabilmente, il nipote. A un tratto, però, arriva il tragico epilogo: la signora muore dinanzi al suo caffè. Ed è così che il nostro protagonista si ritroverà a indagare sull’omicidio, assieme all’ispettore capo di Scotland Yard.
“Aveva cercato di trovare un lavoro che si addicesse alle sue scarse capacità, ma sebbene fosse stata assunta di volta in volta, grazie all’intervento di parenti più danarosi, in un negozio di moda femminile, in un salone di manicure, in un ufficio per dattilografe e in altre simili mansioni suggerite dal suo scarso entusiasmo, aveva sempre fallito in tutte quante” – Caffè al veleno a Piccadilly
Ogni tanto leggere dei “vecchi” gialli ha sempre il proprio fascino e il suo perché. Anche se devo ammettere che questa lettura mi ha messo un po’ in confusione, soprattutto sul finale. Ho trovato l’ultima parte, scritta in maniera “frettolosa”, un po’ come se l’autore non vedesse l’ora di terminare la stesura e porre fine a questo lavoro editoriale.
Ovviamente, le letture sono soggettive e, forse, non tutti avranno notato questa cosa.
Ho notato una differenza tra le scene, le descrizioni e la narrazione. Nello specifico, la prima parte del libro, dove ci sono anche le indagini, l’ho trovata scritta molto bene, con uno stile fluido e soprattutto completa degli aspetti del genere giallo. Non ho provato difficoltà nella lettura, cosa opposta, che mi è successa invece sul finale. Ho percepito un ritmo narrativo più lento sull’avanzare della storia.
Nonostante queste differenze stilistiche e narrative, la lettura è stata piacevole.
I capitoli non sono eccessivamente lunghi e le descrizioni sia dei personaggi che dell’ambientazione son ben dettagliate.
3 stelle ⭐⭐⭐✰✰

Anna Calì, classe ’96. Nelle sue vene scorre la lava del Vesuvio e la passione che contraddistingue il popolo napoletano.
Giornalista di professione e con la passione dei libri sin da piccola. Adora annusarli e, quando va nelle librerie, si perde tra gli scaffali ad osservare le copertine.
Grazie a questa passione è riuscita a mettere in campo due sogni nel cassetto: il primo, recensisce i libri che legge, esperienza che fa bene sia al corpo che alla mente. La seconda: è diventata anche scrittrice e ha pubblicato già due romanzi.