Brianza a tavola
ricettario, cucina, antologia
Meravigli Edizioni
29 marzo 2021
cartaceo, ebook
160
La cucina brianzola merita senz'altro un capitolo a parte nel panorama gastronomico italiano, sia in omaggio alle sue storiche e autorevoli origini, sia in virtù dell'originalità delle sue innumerevoli ricette e della grande varietà di prodotti tipico che offre a piene mani il così detto "giardino di Milano". In appendice, un gustosissimo dizionario gastronomico italiano-brianzolo.
“Brianza: terra incantata per l’occhio che guarda i suoi maliosi panorami, terra buona anche per i nativi domestici mangiari”.
La Brianza è quel territorio che si estende dal nord di Milano fino al sud del lago di Como. È stata definita come “il giardino di Milano”. Questo perché caratterizzata da verdi colline (probabilmente il suo nome deriva dal celtico “brig”, che significa colle/altura), alternate ad aree pianeggianti coltivate e cesellate da laghetti. È una terra incantevole, ricca di tradizioni, anche culinarie, che spesso vengono attribuite alla cucina milanese. Questa raccolta di ricette vuole restituire alla cucina brianzola la sua identità. Essa ha origini antiche e si avvale spesso di ingredienti comunemente detti “poveri” ma, di recente, riscoperti e rivalutati.
Il ricettario è dotato di un’interessante introduzione sugli svariati generi gastronomici che il territorio brianzolo offre. Essendo geograficamente vario, lo sono anche i suoi prodotti: dalla selvaggina, al pesce di lago, uova, verdure, ecc. Il panorama culinario è vasto e tutt’altro che monotono. Alcuni alimenti vengono identificati attraverso il loro termine dialettale ( per esempio “pan moijaa”, che significa pane ammollato) e relativa traduzione. Le ricette sono rappresentate in modo classico: elenco degli ingredienti e preparazione. Anche l’elenco delle pietanze segue lo schema tradizionale: primi piatti, piatti di mezzo (secondi), uova, verdure e dolci. Gli autori si rivolgono a chi consulta il ricettario, con un certo riguardo, usando la terza persona. Una forma di antica deferenza, volta a porre la cuoca in una posizione di rilievo, in quanto anima della cucina.
Tra una ricetta e l’altra, sono presenti riproduzioni di stampe antiche, in bianco e nero, raffiguranti immagini conviviali oppure di pietanze o persone impegnate nella preparazione del cibo. Sono presenti anche foto di vecchie cucine o sfocati paesaggi brianzoli. Il glossario italiano-brianzolo, a fine libro, è molto istruttivo e caratteristico, così come le poesie dialettali di alcuni autori locali.
“Cari i me amis de la Brianza… provì anca vi alter sta pitanza fada sora i istruzion de sta rizetta …veggia ma semper bonna lassada in un cassett da la bisnonna sora un fogliett de carta bombassina a onor de la soa cusinna” – “Ona rizetta” di A. Banfi da Vimercate
Traduzione: Cari amici della Brianza… provate anche voi questa pietanza fatta sulle istruzioni di questa ricetta…vecchia ma sempre buona, lasciata in un cassetto dalla bisnonna su un foglietto di carta straccia, a onore della sua cucina.
Al di là del gusto personale per il cibo, è un bel ricettario. È interessante e ha un sapore antico. Mi ha riportata indietro di diversi anni, quelli dell’infanzia. In particolar modo al periodo delle vacanze natalizie, a casa dei miei nonni materni in Brianza. Nel giorno della Vigilia di Natale, era nostra tradizione riunirci per stare insieme e recarci poi alla messa a mezzanotte. Al rientro, ci mettevamo a tavola per consumare “la busecca” (trippa), che era stata preparata nel pomeriggio. Non ho mai amato questo piatto così apprezzato in diverse zone del nord Italia; rimane tuttavia uno dei simboli di una serata speciale, quando la famiglia era ancora al completo e si riuniva con gioia intorno alla stessa tavola, nella stessa casa che ci vide tutti bambini.
E voi, ricordate una qualche vostra tradizione famigliare legata ad una pietanza particolare? Quale?