Breve apologia del romanzo storico
Saggio
Graphe.It
17 Gennaio 2025
Cartaceo
32
Quello del romanzo storico è un genere amato da molti, e che incuriosisce altri, spesso in cerca di consigli per un buon titolo. Come non è facile scriverne, infatti, altrettanto difficile può essere trovarne uno davvero buono: coinvolgente, accurato, che ci faccia viaggiare nel tempo con il giusto equilibrio fra verità e finzione.
Curiosamente, la critica si è dimostrata talvolta impietosa verso questo filone letterario, tanto da fargli meritare una apologia: in questo volume l’autore, con la “scusa” di dimostrare i punti di forza e d’interesse del romanzo storico, ce ne offre un’ampia prospettiva ripercorrendone le caratteristiche, i fondamenti strutturali e la strada percorsa sin dai suoi albori (in età classica).
In questa appassionata (ma leggera) arringa in difesa si riflette sulla differenza fra il romanziere e il cronista, fra il realismo e la ricostruzione: una distanza più o meno sottile che ha il potere di avvicinarci in modi diversi alla Storia.
Chiude il testo, in questa edizione italiana, una bibliografia orientativa per chi volesse costruire o arricchire una biblioteca personale riservata all’argomento
Io che adoro i romanzi storici non potevo non leggere questa “Breve apologia del romanzo storico” di Carlos García Gual, Graphe.it. Questo genere letterario non è molto apprezzato, come ci dice l’autore, né dai critici e né dagli storici.
“Entrambi tendono a rimproverargli di essere un genere bastardo e ambiguo, nato dalla mescolanza o dalla combinazione di cronaca storica e finzione letteraria”
Per me è questa combinazione che attira i lettori: la storia come sottofondo ad una storia d’amore, ad un giallo oppure ad un thriller. Magari con protagonisti realmente vissuti o come semplici comparse.
Carlo Garcìa Gual, professore emerito all’Università Complutense di Madrid, difende il romanzo storico sottolineando: “… il romanzo storico è finzione. È chiaramente, indiscutibilmente ed essenzialmente una finzione, anche se inquadrata in dati storici“.
Ma quando nasce il romanzo storico?
Nasce durante il periodo romantico dalla penna di autori come Walter Scott, Tolstoj con il bellissimo “Guerra e Pace“, uno dei miei romanzi preferiti.
In questa breve apologia l’autore ci spiega la differenza tra un autore di romanzi storici e gli storici.
“Lo storico assume la posizione di testimone e critico imparziale, di osservatore onnisciente, mentre il romanziere, più soggettivo, gode di grande libertà nel dare la parola a un personaggio o a un altro” – Breve apologia del romanzo storico
Ho trovato questo breve saggio molto interessante per come il professore Gual ha affrontato l’argomento: un linguaggio semplice, non accademico. In poche pagine riesce a spiegare un genere letterario che negli ultimi tempi sta avendo un grande successo.
Come lo stesso professore scrive:
“Le ragioni per cui il genere del romanzo storico oggi mantiene il suo ritmo di produzione… devono essere studiate in termini di sociologia del pubblico riferimento… Notiamo tra l’altro, che mentre nel secolo scorso i lettori amavano leggere la storia e avevano una conoscenza di base… oggi sembra che siano, per la maggior parte, molto meno informati.. Forse si potrebbe rivelare nei lettori abituali… una curiosa nostalgia per il passato”
Da lettrice di romanzi storici posso dire che più che la nostalgia per il passato mi spinge a leggere questo genere la curiosità verso una quotidianità e mentalità molto lontana dalla nostra.
Ma anche una curiosità verso eventi storici che, nei libri scolastici, vengono solo accennati oppure ignorati.
Decisamente questa breve apologia si merita 5 stelle.
E a voi qual è il motivo che vi spinge a leggere un romanzo storico?