Botanica nascosta
saggio
Slow Food editore
2026
cartaceo
288
In un'epoca segnata dalla crisi climatica, dalla perdita di biodiversità e dall'omologazione dei sistemi alimentari, Botanica nascosta ci guida oltra la superficie delle nostre abitudini quotidiane per riscoprire un patrimonio vegetale dimenticato, quanto mai attuale.
Attraverso uno sguardo che unisce etnobotanica, cucina e autobiografia, Benedetta Gori esplora il valore ecologico e nutrizionale di piante capaci di adattarsi a suoli poveri, siccità e condizioni climatiche estreme. Cereali minori, legumi, frutti selvatici, erbe spontanee e ortaggi marginali tornano protagonisti in un racconto che intreccia ecologia, cultura alimentare e memoria collettiva.
Ogni pianta racconta una storia: di persone, di territori, di comunità rurali, di saperi contadini e di cucine popolari. Dalle montagne alle pianure, dall'Africa all'Europa, le pagine di questo libro mostrano come biodiversità agricola e diversità culturale siano profondamente intrecciate e come il cibo possa diventare uno strumento di resilienza ecologica e sociale.
Qual è stato il libro che vi ha più stupito in positivo, rispetto all’idea iniziale che vi eravate fatti?
Per me “Botanica nascosta” è un buon esempio. Sono uscita dalla mia comfort zone di letture e ho trovato una piacevole sorpresa.
“Botanica Nascosta. Storia, curiosità e superpoteri delle piante dimenticate” è un saggio di divulgazione scritto da Benedetta Gori (Slow food editore), ricercatrice nel campo della conservazione vegetale e dell’etnobotanica. Si apprezza attraverso la lettura del libro la sua grande passione e la ricerca accurata e precisa dietro ogni curiosità storica e culturale che porta al lettore.
Le piante dimenticate a cui fa riferimento il sottotitolo sono i legumi poco coltivati e conosciuti, i cereali antichi, i frutti selvatici, erbe e ortaggi, e tutte quelle varietà agricole che oggi rischiano di
scomparire per un’agricoltura industrializzata che non ha gli stessi tempi che richiede invece la natura. Questa riduzione della biodiversità va ad impoverire la terra e la nostra alimentazione.
“Mangiare è il nostro più intimo punto di contatto con il mondo naturale. Oggi, però, è anche quello in assoluto più impattante. È l’azione quotidiana dalla quale, più di ogni altra cosa, dipendono la salute della biodiversità e degli ecosistemi. Che oggi – lo sappiamo- non se la stanno passando benissimo. È il punto in cui il mondo vivente entra letteralmente nel nostro corpo: ogni pasto è un pezzettino si suolo, di acqua, di energia, di lavoro umano.”
Il libro è strutturato in 4 aree tematiche – legumi, cereali, frutti, erbe e ortaggi -. L’autrice ha scelto per ogni categoria alcune piante di cui raccontarci dettagli e curiosità, alcune legate alla storia vera e propria del prodotto, alcune invece alla sua storia personale. Interessante è avere introdotto alla fine di ogni racconto qualche ricetta da poter provare.
Il linguaggio non risulta pesante o complesso, ma anzi molto accessibile. Ha un tono ben distante dal manuale scientifico, ma ha uno stile più narrativo e contemporaneo.
Una lettura coinvolgente che cattura l’attenzione, stimola delle riflessioni più approfondite su un argomento quasi “dimenticato”, ma più che mai attuale.
Ringrazio la casa editrice Slow food editore per la piacevole sorpresa.