boomerang
Narrativa contemporanea,  Recensioni

Recensione: “Boomerang” di Filippo Roma, Salani Editore

Boomerang Book Cover Boomerang
Filippo Roma
Narrativa
Salani Editore
24 settembre 2020
cartaceo, ebook
208

Leo è convinto che il suo destino sia quello di diventare uno scrittore. Bulimico di libri, sin dall’adolescenza si rifugia nelle storie dei grandi autori russi e francesi, da Guerra e pace al Conte di Montecristo, per sfuggire al suo senso di solitudine e di inadeguatezza. Il talento dello scrittore però gli manca, almeno fino a quando non incontra Barbara, che diventa linfa e veleno per la costruzione del suo primo romanzo. Ma la vita è più imprevedibile di un libro e Leo oltre al successo incontra l’amore, che ha il volto e il nome di Elena. Lui crede di conoscerla... ma chi è davvero questa cassiera dalla faccia d’angelo?

Leo, Barbara ed Elena. Ognuno di loro ha un segreto da nascondere e forse da farsi perdonare. Le loro vite seguono la traiettoria curva di un boomerang e durante questo imprevedibile volo il leitmotiv del romanzo si rivela pian piano: la sofferenza d’amore è l’unica strada che ci porta alla scoperta di chi siamo davvero. Fino al momento finale in cui il boomerang colpirà ognuno dei tre protagonisti nel modo più inaspettato…

“Chi è che non conosce Filippo Roma! Ma sì dai, lo storico inviato del programma Le Iene, quella iena che ha preso d’assalto i volti più noti della politica capitolina per farne caricature mediatiche con la sua irriverenza giornalistica e spigliatezza dialettica”.

 

Proprio lui ha un animo romantico e Boomerang è il suo primo romanzo, che racconta di un triangolo amoroso.

Il protagonista Leo è un adolescente timido e impacciato, figlio unico di una famiglia benestante di Roma con un sogno nel cassetto: fare lo scrittore. Saranno le citazioni di Dumas e Tolstoj, divorati in gioventù, ad aiutarlo nel conquistare in età matura donne su donne; ma del talento della scrittura neppure l’ombra fino a che non incontra Barbara, che diventerà inaspettatamente il trampolino di lancio per il suo grande esordio.

Se l’amore è l’asse portante dell’impianto narrativo, ai margini della vicenda, tuttavia, emerge la passione per la lettura, di spunto autobiografico, disseminata per tutto il romanzo.

“Leggeva, Leo, leggeva in modo compulsivo e ne traeva un piacere senza limiti da far passare in secondo piano la sua bassa statura, i brufoli e soprattutto la solitudine. In quelle vite che non erano la sua imparava che la felicità e l’amore sono menzogne che si raccontano ai bambini”.

La narrazione segue l’ordine degli eventi, che si sviluppano su una linea temporale retta e piatta; eppure la storia è cadenzata da un ritmo ricco di accadimenti che scombussoleranno le classiche dinamiche di un brutto anatroccolo, trasformato in uno sciupafemmine sull’onda del successo editoriale.

A mescolare le carte sarà il terzo vertice del triangolo amoroso, Elena, una cassiera dalla bellezza acqua e sapone. E quella che sembra essere una genuina storia d’amore, si tradurrà in uno sconvolgente gioco di vendetta. In questo punto di svolta del romanzo trova spiegazione il titolo scelto, che allude a una morale tanto scontata quanto veritiera: provocare sofferenze non è mai un’azione scevra di conseguenze e, quando meno te lo aspetti, toccherà pagare il conto.

Il giornalista, vestendo i panni dello scrittore, dimostra un lessico disinvolto che ricorda il suo fare televisivo, ma la vena narrativa prescelta si tinge di romanticismo e tenerezza, inedita per il Filippo Roma che conosciamo. Viene architettata una vicenda sentimentale, condita di tradimenti e ambizioni, bugie e falsi complimenti, fughe e rincorse che non ha nulla di originale e proprio lì si annida la piacevolezza di una lettura leggera e gioviale.

Il trio amoroso di Leo, Barbara ed Elena tratteggia una storia di quelle che capitano tutti i giorni e di cui si spettegola sul pianerottolo tra vicini a mo’ di gossip. Un pettegolezzo a cui Filippo Roma restituisce una dignità narrativa che ci ricorda come a ogni azione corrisponde una reazione e come spesso la reazione che ci aspettiamo torna indietro, lesta e violenta, come un boomerang. Le nostre giustificazioni della serie “è così che va la vita” non varranno a nulla. Però forse potremmo imparare qualcosa, proprio come è capitato a Leo.

Quante volte vi è mai capitato di imparare proprio da una delusione amorosa?

 

L’autore

filippo romaFilippo Roma è nato a  Roma nel 1970. Ha esordito come sceneggiatore del cortometraggio Topi di appartamento, scritto insieme all’amico Alessandro Sortino e diretto da Mario Monicelli, presentato fuori concorso al Festival del Cinema di Venezia nel 1997.

È stato autore di programmi e quiz radiofonici per Radio Capital, dove ha ricoperto anche incarichi dirigenziali. Nel 2004 è diventato una Iena e da allora non ha più smesso. Per celebrare la duratura collaborazione, nel 2014 ha pubblicato Diario di una Iena, un racconto intimo dei primi dieci anni di vita da inviato delle Iene, corredato da aneddoti e retroscena relativi al programma. Boomerang è il suo primo romanzo.

 

 

Amo la lettura praticamente da sempre, amo i suoni che produce, le storie che crea e le emozioni che evoca. Non posso fare a meno di scrivere che è il mio pane quotidiano e adoro correre. Non faccio maratone ma mi deletto con lo squash e nel tempo libero sforno crostate. Che altro dire? La Bottega dei libri è una delle cose belle capitate negli ultimi tempi.

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