Bologna in fiamme Book Cover Bologna in fiamme
Gianluca Morozzi
Giallo
Battaglia Edizioni
18 aprile 2019
Cartaceo
305

A Los Angeles è la Notte degli Oscar e il regista italiano Achille Cordova vince il premio del Miglior film straniero. Nelle stesse ore a Bologna, il trentacinquenne Vasco Vitale guarda alla tv il suo idolo, Achille Cordova, ricevere la statuetta e, quando la telecamera inquadra l'uomo a fianco di Cordova, Vasco lo riconosce. È il suo ex compagno di liceo, Simone Bianchi... e subito si domanda: cosa cazzo ci fa Bianchi di fianco al suo idolo nella Notte degli Oscar? Intanto, a Marradi, nella casa di Cordova, si consuma un delitto: la seconda moglie del regista, Marianna, viene uccisa. Da allora in poi, le vite di Achille Cordova, della sua troupe e di Vasco Vitale non saranno più le stesse...

Visto da fuori, nella poltrona color bolo alimentare, Vasco Vitale sembrava Charlie Brown. O meglio: un Charlie Brown cresciuto con l’amarezza di decenni di sconfitte umilianti della sua squadretta di baseball.

Pomeriggio uggioso, camino acceso, nonostante il calendario riporti la data del 22 aprile, Pasqua, e tisana alla cannella per combattere i postumi di un luculliano pranzo. Decido di fare un salto nel tempo e, invece di aprire il mio fedele tablet, le mie mani indugiano sulla copertina di un libro che da qualche giorno si trova sul tavolino accanto al divano: Bologna in fiamme di Gianluca Morozzi, scrittore a me sconosciuto ma che mi ha entusiasmato sin dalle prime pagine.
Che strana sensazione! Riprendere in mano un vero libro in “carta” e ossa!

Voleva strillare. Voleva gridare, chiamare aiuto, ma aveva troppa paura, le corde vocali non rispondevano, paralizzate, ghiacciate. E poi sentì un mugolio, a sinistra, vicinissimo. Forse non era l’assassino. Forse erano altri poveracci legati, rapiti.

 

La copertina, sulla quale svetta un classico proiettore cinematografico, ci introduce nell’ambiente in cui il romanzo si sviluppa: il cinema appunto.
Il libro inizia con un un espediente, in media res, ossia da una scena drammatica, che si svolge nel finale senza spoilerare nulla, ovviamente, ma che attrae e intriga il lettore, “costringendolo” a proseguire nella lettura per comprendere gli accadimenti che hanno portato uno dei protagonisti in quella disperata situazione.

L’altro era proprio dietro di lui. Ne sentiva la presenza, il respiro. Una mano gli sfiorò la guancia destra. Afferrò il lembo del cerotto, lo strappò via. Non sentí neppure il dolore: troppo grande era il sollievo, la fame d’aria soddisfatta. Spalancò le mascelle, e inghiottí l’ossigeno vitale.

 

Vasco Vitale, trentacinque anni mal portati, alla canna del gas, costretto a vivere in un triste appartamento della periferia bolognese con un misero stipendio di insegnante, si trova imbrigliato in una situazione parossistica: la sua passione per uno sconosciuto regista, Achille Cordova, che per cause ignote si trova a essere tra i finalisti della notte degli Oscar, lo porterà, in prima battuta, a contattare un “vecchio” compagno di scuola, Simone Bianchi, assistente del regista, e poi a essere coinvolto con lui in una macabra congiuntura.
Achille, figura centrale nella narrazione, è un vecchio regista di nicchia. I suoi film, da tutti considerati “visionari” e confusi sono invece, per alcuni personaggi che si incontrano durante la lettura, dei veri capolavori degni di essere studiati nei minimi particolari.

Fanno da contorno alcuni personaggi secondari che, pur avendo in alcuni casi un importante ruolo nella risoluzione del caso, non rivestono mansioni degne di nota.

Morozzi ha una scrittura molto fluida, pulita, senza fronzoli o giri di parole. Nulla è lasciato al caso, i vari piccoli indizi che vengono disseminati all’interno del racconto non lasciano trapelare alcunché sulla reale identità dell’omicida, identità che verrà svelata solo nelle ultime pagine quando i vari tasselli troveranno la loro esatta collocazione come in un puzzle e daranno vita all’ultimo colpo di scena.
Un giallo dove si esalta l’amore, l’amicizia e dove anche la “follia” farà capolino, dove non mancano l’ironia o addirittura alcune scene ridicole.

“Quindi non possiamo ordinare una pizza. Allora magari…” “Vitale, ti piace il sushi?” “Il sushi? Sí, certo, io adoro il sushi, il sushi è ottimo. Il sushi è…” “Non l’hai mai mangiato in vita tua, vero?” “No, mai.”

Un libro da leggere e assaporare senza fretta. Non è un giallo incalzante, pieno di azione ma è ragionato, quasi asfittico ma mai sazievole, anzi!

 

 

 

Non sapeva cosa avesse in mano.
Non sapeva cosa avesse in mente.
Chiuse gli occhi, sotto la benda.
E aspettò che succedesse qualcosa.

 

Gianluca Morozzi è nato nel 1971 a Bologna, dove vive. Musicista, conduttore radiofonico, tiene corsi di scrittura creativa ed è direttore editoriale di Fernandel. Autore di saggi, racconti, graphic novel, tra i suoi numerosi romanzi ricordiamo Blackout, L’era del porco, Radiomorte, L’Emilia o la dura legge della musica, Lo specchio nero, Gli Annientatori.

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