Bentu Malu
romanzo storico
Catartica Edizioni
20 aprile 2026
ebook, cartaceo
256
Nel sud della Sardegna, tra Malfatano e Barracas de Basciu, tra il 1861 e il 1862, una serie di lutti e violenze sconvolge la famiglia Angius e il piccolo Elias viene strappato ai suoi affetti.
Attorno a lui si muovono figure segnate dal destino: Mariano, sacerdote diviso tra fede e istinto; Frantzisca, meiga e donna coraggiosa; e tziu Efis, patriarca custode di un sapere antico.
Ma su tutto soffia su bentu malu, il vento cattivo delle vendette, degli sconvolgimenti e dei nuovi codici di un potere che vuole cambiare per sempre l’equilibrio della comunità.
Lo percepisci sin dalle prime pagine il “Bentu Malu” il “vento cattivo” che dà il titolo al romanzo di Luca Tolu, Catartica Edizioni. Arriva mitizzato dal profumo di elicriso, erica e mirto insieme al salmastro del mare, ma è lì, lo senti, racconta di una tragedia imminente, che sconvolgerà equilibri e cammini.
“La famiglia Angius, per generazioni faro e ramo portante della comunità, avrebbe vacillato sotto il peso della perdita. Era soffiato su di loro su bentu malu, non un vento qualunque, ma quello che arriva senza preavviso e senza pietà, scuotendo i destini e lasciando dietro di sé silenzio e morte. Avrebbe continuato a spirare sulle loro vite con furia e crudeltà. Da quel momento, nulla sarebbe più stato uguale a prima.”
È il calendario sardo a scandire i tempi della storia, dodici capitoli, dodici mesi da settembre ad Agosto a cadenzare i ritmi di un’avventura appassionante, romanzo familiare e di costume, in un contesto storico disegnato ad arte. Sono pagine in cui si agitano sentimenti profondi, in cui vibrano amore e odio, passione e desiderio, mentre venti di burrasca soffiano sulle vite dei protagonisti. La penna di Luca Tolu si fa coltello nel narrare i conflitti e seta nel ricamare i sentimenti più delicati.
“Don Mariano cercava tra le fiamme, le luci e le ombre, il volto del piccolo Elias, ma vedeva solo altri volti, che danzavano quasi in un tempo bloccato, dove il presente si allontanava, lasciando spazio solo a quel suono primordiale che univa attorno al fuoco carne e spirito, passione e fede.”
Le descrizioni sono sontuose nel dipingere la meraviglia del paesaggio sardo, nel dare limpidezza al cristallino del mare e asprezza alla terra che nutre e scalda.
La narrazione è un po’ lenta, il ritmo è frammentato da spiegazioni storiche accurate e i dialoghi in sardo (tradotti a piè pagina) danno intensità alla scrittura, senza infastidire il lettore, anzi l’accento diventa intonazione che enfatizza e rimarca. Religione e credenze antiche si scontrano e spesso si fondono, con gli antichi rituali tatuati a fuoco nell’anima di chi si affidava a qualsiasi appiglio per riuscire a barcamenarsi nelle burrasche della vita. Luca Tolu ce ne racconta le suggestioni, che diventano parte stessa degli accadimenti. Conflitti familiari, drammi, dolori e rabbia si bagnano nel sangue e nelle lacrime, e al centro il piccolo Elias, conteso da mani affettuose e da altre che cercano solamente vendetta.
“Su bentu malu, il vento della morte, soffiò impetuoso, inesorabile e indomabile. Era un vento crudele, e quei piccoli petali rosa, così delicati e colorati, volarono in alto, perdendosi tra le nuvole grigie cariche di pioggia. Uno dopo l’altro. Per sempre.”
Padri: quelli che crescono, educano e amano, e quelli che pretendono in virtù del sangue: sono loro a muovere la storia, ad aggrapparsi al vento, diventando chi bentu male chi brezza delicata..
La narrazione mescola narrativa pura al saggio storico, e questo rallenta un po’ il ritmo ma dà anche un’accurata cornice al racconto che stiamo vivendo. Siamo tra il 1862 e il 1863 in una Sardegna in bilico tra le sue radici e lo spirito di innovazione e unità che soffia dal Continente. Passioni, faida familiare, lotte tra cuore e ragione, anima e carne, fanno vibrare la storia che diventa fuoco vivo quando racconta di sentimenti, tempesta quando mostra l’odio nella sua forma più violenta. E la Sardegna è vivida: terra, aria, fuoco e acqua mescolano i loro elementi, diventano polvere e profumo, bellezza e asperità. Negli ultimi mesi ho intrapreso numerosi viaggi letterari in questa terra straordinaria, e ogni volta scopro nuove voci, nuovi particolari, riti e verità storiche, e soprattutto nuovi personaggi.
Mariano, Elias, Gerardo, Frantzisca, tzi Efis, sono solo alcuni dei volti che mi hanno regalato un caleidoscopio di emozioni, creati e tratteggiati con cura dall’autore, pennellati nel Bentu Malu, che alcuni si sono scrollati addosso per brillare di smeraldo e azzurro.
Un finale cinematografico e un epilogo che ha il sapore di una promessa, per un bel romanzo storico tutto da vivere.

Salve, sono Giusy e sono un’appassionata lettrice da quando ero una bambina. Mi piace leggere praticamente di tutto, dai classici, ai romanzi d’amore, ma amo soprattutto la narrativa contemporanea. Adoro i manga giapponesi e scrivo racconti.