Balancìn
Racconto
Rossini Editore
20 ottobre 2023
cartaceo, ebook
88
Camminando sul lungo mare di una cittadina inglese poco prima di Natale, un uomo incontra una signora colombiana e viene a conoscenza di una leggenda che cambia per sempre la sua prospettiva sulla vita.
“Il balancìn non è altro che una leva. Se sei troppo pesante, se sei troppo attaccato al terreno, non potrà mai muoversi” – da “Balancìn” di Luca Maucione, edito Rossini Editore.
Un incontro tra un uomo in carriera, desideroso di solitudine, e una signora anziana di un altro paese e di un’altra cultura cambierà per sempre la vita del primo. Questo grazie all’ascolto di una significativa leggenda che la donna gli racconterà, altro non è che una metafora relativa l’influenza delle nostre azioni sulle altrui esistenze.
“Tutti dovrebbero provare la libertà comunicativa del silenzio almeno una volta nella vita”
Siamo a Torquay, una splendida costa della Cornovaglia, a sud ovest dell’Inghilterra. È inverno, ma il clima è freddo in dicembre, è quasi Natale. Il paesaggio è suggestivo perché quel periodo dell’anno è molto sentito e celebrato lì, ma un giovane uomo non è dell’umore adatto per godere di quei festeggiamenti.
Si tratta di una persona piena di impegni e di pensieri. L’anno volge al termine ed è tempo di bilanci. La passeggiata sul lungomare è un modo per scaricare le tensioni e riflettere. Per farlo, gli occorre quel silenzio che solo la solitudine può conferire. Quindi, quando viene avvicinato da un’anziana signora, prova inquietudine e un vago senso di noia. È un uomo educato poiché non mostra apertamente il suo disappunto, ma dà ad intendere alla viandante di non gradire una conversazione.
“Siamo valutati per la nostra capacità di produrre. E anche per la nostra capacità di guadagnare denaro”
Camila è anziana, ma non ancora vecchia. È una saggia signora colombiana, che chiede a quel giovane, così serio e solitario, di accompagnarla al chiosco per un tè. Ha bisogno del suo braccio per arrivarvi e lui, essendo una persona di buona educazione (e probabilmente di buon cuore), accetta questo compito. Camila gli racconta un’antica leggenda del suo paese, altro non è che una metafora della vita e di come potrebbe esser migliorata. Il giovane si ritrova incantato e incuriosito dalla sue parole.
“Quant’è vero che l’altruismo ripaga sempre più chi fa una buona azione rispetto a chi la riceve” – Balancìn
Non si tratta propriamente di un racconto di Natale, ma piuttosto di come si dovrebbe indirizzare la nostra vita per migliorarla attraverso buone azioni che potrebbero cambiare quella altrui. A quanta pace esse possano portare in noi. Per arrivare a ciò, occorre grande consapevolezza del nostro agire. Questo non deve valere solo per un breve periodo, come quello natalizio, ma diventare una costante.
Il “balancìn” è una metafora di questo pensiero. È una giostra che funge da leva, dove chi è più pesante rimane con i piedi attaccati a terra, portando chi è più leggero verso l’alto, lasciandolo sospeso nell’aria. Si verifica uno squilibrio, che porta la giostra a bloccarsi. Solo la parte più forte, quella che condiziona il moto della giostra, può avere un ruolo attivo, atto a riportare parità tra gli elementi. Vi deve essere una ferma volontà nel farlo affinché la giostra si possa muovere e anche l’altro riesca ad avere dinamicità e partecipazione.
Le nostre azioni possono influenzare la vita di qualcun altro. Questo è il senso.
“Beh, mai avrei pensato a tutto ciò guardando l’andamento di un’altalena“
Il linguaggio narrativo è semplice e lineare. Il ritmo è rapido, in quanto la lettura appare molto agevole. Lo stile è snello, raffinato e delicato come quello delle fiabe. L’atmosfera, infatti, è quasi magica e riesce a trasportare il lettore in un luogo bellissimo, come la costa della Cornovaglia, in un periodo di festa e di luci. Essa stride con lo stato d’animo cupo e pensieroso del protagonista, il quale narra in prima persona la storia dell’incontro che ha cambiato la sua prospettiva della vita.
Dalla presentazione, si desume che il narratore possa essere proprio l’autore. Egli riveste il racconto di una dolcezza mista a un pizzico di suspense, in modo tale da accelerarne la lettura. Si tratta di un brevissimo romanzo che si legge in un’ora, ma che lascia in noi leggerezza insieme a diversi spunti di riflessione.
Anche la sua struttura è bellissima. I capitoli sono caratterizzati da brevi paragrafi al alta leggibilità, contrassegnati da disegni che ne rappresentano il contenuto. Essi sono di piccole dimensioni, ma denotano grande abilità grafica nella realizzazione di ombre, sfumature e prospettiva. Io li ho adorati!
“A me queste cose non capitano, sono una persona precisa e accurata“
“Balancìn” di Luca Maucione è un racconto, molto, molto carino. Usando questa parola, non voglio certo sminuirlo, desidero piuttosto paragonarlo ad un piccolo e bellissimo scrigno. Piccolo, preziosamente decorato e pieno di meraviglie. Non amo particolarmente le atmosfere natalizie e nemmeno questo periodo, tuttavia adoro tutto ciò che si ambienta in Cornovaglia. Per non parlare delle leggende, favole o aneddoti che hanno un ché di misterioso e che rappresentano metafore della realtà. Quindi, questa lettura mi ha riempita di delizia, conferendomi un senso di quiete denso di significato.
Per voi che amate i racconti di grande atmosfera e di insegnamento, ebbene, questa è la vostra lettura!
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