Assassinio a World's End
Giallo
Longanesi
26 maggio 2026
Cartaceo, ebook
336
Cornovaglia, 1910. Mentre l’Europa attende con trepidazione il passaggio notturno della cometa di Halley, convinta che sia foriera di un’immane catastrofe, il visconte di World’s End prende la profezia molto sul serio. Nella notte fatidica decide di sigillare la sua villa, al centro di un’isola, e di barricarsi dentro con tutti gli ospiti, sperando così di sopravvivere all’apocalisse.
Il mattino successivo, il mondo è ancora al proprio posto. Ma il visconte non più.
Giace privo di vita nello studio, il volto trafitto da una freccia. I sospetti si indirizzano sull’ultimo arrivato, Stephen Pike, giovane e timido valletto appena uscito dal riformatorio. C’è solo una persona che crede nella sua innocenza: Miss Decima, l’ottantenne prozia del visconte. Lingua tagliente, mente affilatissima, sprezzo delle convenzioni, Miss Decima coglie la dipartita del nipote come un gustoso rompicapo da sciogliere a ogni costo.
Tra paure collettive, rancori famigliari e segreti, in una comunità isolata dall’alta marea prende vita una brillante indagine colma di sorprese, animata da personaggi incantevoli e pervasa da uno squisito sense of humour.
“Assassinio a World’s End” è il romanzo d’esordio nella narrativa di Ross Montgomery, edito da Longanesi.
La storia si svolge nell’arco di una decina di giorni: dal 18 al 27 maggio 1910, in concomitanza con il passaggio della Cometa di Halley.
Proprio il 18 maggio, quando la cometa era prossima alla Terra, fece il suo ingresso a Tithe Hall l’ex detenuto Stephen Pike. È lui la voce narrante della storia.
Ai piani inferiori dell’immensa dimora, era Mr Stokes, il maggiordomo, a comandare. Perché mai non avrebbe dovuto assumere un valletto che non praticava il lavoro da dieci anni e che era stato in riformatorio?
“Preferirei non scendere nei dettagli della questione, signore. Ho commesso un errore imperdonabile e ne ho giustamente pagato le conseguenze. Ho accettato la condanna e dedicato l’interezza del periodo di detenzione alla correzione del mio comportamento. Pertanto, sono ormai pienamente riabilitato.”
L’unico ostacolo sembrava essere Lord Stockingham-Welt, il visconte, poiché che non era intenzionato ad assumere nuovo personale.
Eppure, dato l’imminente pericolo rappresentato dal passaggio della cometa, urgeva, nella grande dimora, più personale possibile.
World’s End era un’isola che apparteneva alla famiglia del visconte da generazioni. Quando si alzava l’alta marea, Tithe Hall rimaneva completamente isolata.
“L’isolamento è solo uno delle tante stranezze della casa.”
Una dimora piena di specchi convessi e numerose scale di servizio nascoste. Inoltre, l’abitazione era dotata di illuminazione elettrica e di ascensori.
Tithe Hall si stava preparando ad un evento epocale:
“Questa sera (…) alle cinque, ora di Greenwich, la cometa passerà ancora una volta vicino alla Terra. Il suo arrivo ha sempre portato grandi cambiamenti (…) Questa volta, però, la situazione è più tragica che mai (..) Questa volta, sarà la fine del mondo.”
Per quel motivo il visconte aveva fondato la Società per i Cataclismi Cometari e ospitava, presso la sua dimora, uno dei fondatori, il professor Wolff Műller, il quale seminò il panico tra il personale, elencando gli effetti disastrosi del passaggio della cometa.
“Chicchi di grandine grossi come macigni si abbatteranno su intere città! I raccolti appassiranno! L’acqua diventerà velenosa! Tempeste di fulmini accecheranno chiunque alzi lo sguardo!”
L’unico posto sicuro pareva essere proprio World’s End.
Tutti all’erta! Il mondo sarebbe finito entro sette ore!
Erano rinchiusi tutti nelle proprie stanze ad attendere l’apocalisse, tranne Miss Decima, la prozia del visconte, che era inamovibile dalla nursery, ove era segregata.
Soltanto un nuovo membro del personale poteva occuparsi di lei in quella fatidica notte: Stephen Pike.
Alle 16:29 del 18 maggio, il nuovo valletto conobbe la temibile prozia, la quale stava attendendo con trepidazione, da settantacinque anni, il passaggio della cometa.
Inoltre, non aveva alcuna intenzione di chiudersi in casa e di non vederla.
Miss Decima è il mio personaggio preferito. Una lady anziana ma impavida e temeraria, sicura di sé ed estremamente divertente.
Pur essendo una nobildonna colta, riusciva a pronunciare una tale sequenza di oscenità da far impallidire un carcerato.
Con questo personaggio, l’autore si sofferma sul periodo storico, di inizio Ventesimo secolo, nel quale l’intelligenza e la preparazione culturale o scientifica di una donna venivano ignorate e il loro talento sacrificato per avvantaggiare le menti maschili che si rivelavano, spesso, più mediocri.
La mattina successiva, quando la marea calò facendo riemergere la strada che portava a Tithe Hall, il commissario Penrose venne chiamato ad indagare. Perché tutti erano sopravvissuti all’apocalisse, tranne il visconte.
“Al momento lo studio è da considerarsi una scena del crimine (…) Nessuno lascerà World’s End fino alla lettura del testamento di venerdì prossimo.”
Stepehn Pike, sebbene avesse appena iniziato a lavorare in quella casa, aveva la sensazione che nello studio del visconte, qualcosa non quadrasse. Ma cosa?
Chi mai avrebbe potuto volere la morte del visconte?
Il romanzo è un cozy crime, sullo stile del domestic suspense degli anni Cinquanta del Novecento , in quanto l’omicidio avviene all’interno di un’antica dimora, isolata.
La stanza in cui era avvenuto il delitto era “chiusa a chiave, vuota e sigillata dall’interno.”
L’assassino aveva uno scopo: “farlo sembrare un delitto impossibile.”
Per risolvere il caso, si forma una improbabile ma efficiente coppia: Miss Decima e Stephen Pike. Loro si proposero di risolvere l’omicidio
“Scientificamente, verificando una teoria dopo l’altra con metodo e rigore, fino a quando potremo dimostrare incontestabilmente che una di esse è corretta.”
In questa coppia di investigatori amatoriali e del loro originale modus operandi, si concentra il vero punto di forza del romanzo.
La scrittura di Ross Montgomery è potente, incisiva, enigmatica.
Il romanzo presenta un susseguirsi di colpi di scena, come se fossero una sequenza di immagini fotografiche.
Mentre infuria un violento temporale, con Tithe Hall totalmente immersa nel buio, tutti i dettagli, anche quelli che sembravano più insignificanti, trovarono una loro collocazione per la risoluzione del caso.
“Con ogni probabilità sentiremo ancora parlare della famiglia Welt nei mesi a venire.”
Ed io mi auguro di poter leggere un nuovo capitolo di questo fantastico duo di investigatori.
“Solo quando la cometa raggiunge l’afelio, il punto più distante della sua orbita, può iniziare a riavvicinarsi. Lo stesso vale per la nostra indagine. Ha raggiunto il suo punto più critico. E ogni secondo che passa, ci avviciniamo alla verità.”
E voi, cari lettori, credete alle superstizioni legate al passaggio della Cometa di Halley?
Ringrazio la CE Longanesi per la gradita copia cartacea.
(5 stelle)

Mi chiamo Alessia. Sono un’insegnante di matematica e inglese. Vivo in provincia di Pavia. Adoro leggere (soprattutto gialli), fare yoga e cucinare.