Artiste
Graphic novels
Barta
1 gennaio 2021
cartaceo e-book
184
«Le donne devono essere nude per entrare al Metropolitan Museum?»: questo si chiedevano, più di 30 anni fa, le Guerrilla Girls, notando che «meno del 5% degli artisti sono donne, ma l’85% dei nudi sono femminili». E oggi? Sapreste nominare 5 artiste del passato? Così è nato "Artiste", frutto di anni di ricerche, di tante menti, mani, cuori: un dialogo tra le artiste moderne, le 15 fumettiste che si sono cimentate qui, e le 15 artiste del passato di cui qui si può imparare (sarebbe bello dire: rileggere) qualcosa. Anche se qui troverete la vera storia da cui è nata La Bella e la Bestia, "Artiste" non è un volume per bambine/i, perché abbiamo voluto raccontare le storie di queste donne straordinarie in tutta la loro pienezza, senza censure, la violenza, la passione, la pazzia e l’amore che hanno ricevuto, trovato, cercato nelle loro vite e nelle loro opere. Le artiste: La prima artista della preistoria, La vasaia di Leningrado, Claricia, Caterina Vigri, Properzia de' Rossi, Plautilla Nelli, Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana, Artemisia Gentileschi, Judith Leyster, Elisabetta Sirani, Maria Sibylla Merian, Rosalba Carriera, Anna Morandi Manzolini, Angelica Kauffmann
“Fammi capire bene … dopo la preistoria abbiamo dovuto aspettare il Medioevo per avere la firma di una donna sotto un’opera fatta da lei?” da “Artiste” a cura di Flavia Luglioli
“Artiste” a cura di Flavia Luglioli edito da Barta è una meravigliosa antologia di racconti rappresentati attraverso il fumetto, sulle donne nell’arte.
Una giovane dei nostri giorni chiede ad un amico se riesce a nominare almeno cinque artiste del passato. Non devono essere nomi noti le cui storie sono ormai conosciute da chiunque. Deve citare artiste che nessuno nomina mai, delle quali si ignora l’esistenza ma che hanno lottato per affermarsi in quel mondo ad esclusivo appannaggio degli uomini. Così inizia uno splendido viaggio illustrato da ben quindici fumettiste, ognuna delle quali rappresenta, attraverso il proprio talento artistico, la vita di una di queste donne straordinarie sconosciute alla maggior parte delle persone.
“Le sue conquiste, come i suoi dipinti, resteranno nella storia dell’arte a ricordaci che vi è stato un tempo in cui una donna, in quanto tale, non poteva partecipare alle riunioni dell’accademia da lei stessa fondata”
È molto emozionante recensire questa raccolta, sfogliarla, aprire una pagina a caso, e poi ripetere l’operazione più e più volte soffermandosi ogni volta su pagine diverse, per rendersi conto di essere al cospetto di autentica arte. Le autrici hanno tutte stili diversi, proprio per questo ogni capitolo rappresenta una sorprendente avventura. Si parte dalla preistoria sino ai primi dell’Ottocento. Non essendo un’esperta posso limitarmi a valutare quello che la forza di queste immagini ha suscitato in me.
Le rappresentazioni hanno un carattere talmente deciso ed espressivo da narrare anche solo attraverso le immagini, con o senza didascalie. L’unico nome noto è quello di Artemisia Gentileschi ma non si racconta la sua biografia, bensì ciò che visse dopo il processo. Il colore predominante è il rosso e tutte le sue varianti su uno sfondo nero. Trasmette ribellione, sofferenza per le ingiustizie subite ma anche la grande tenacia di una donna che non si arrende.
Properzia De Rossi, scultrice e architetta ricevette l’invito a partecipare ai lavori nella Basilica di San Petronio e dovette schiaffeggiare un uomo che non voleva farla entrare. Era incredulo di trovarsi al cospetto di uno scultore di sesso femminile. La storia di una donna decisa, raccontata anche in chiave ironica. La giovane Claricia, miniatrice germanica che lavorava in un convento pur essendo laica. Copiava i manoscritti e creava miniature per la biblioteca. Il colore predominante è l’azzurro, delicato e dolce come la donna che è riuscita con discrezione a porre la sua firma sulle sue opere. La prima dopo i ritrovamenti risalenti la preistoria e l’antica Grecia, qui il colore predominante è invece il marrone, come la creta che le donne plasmavano.
“Volevo catturare il cielo e raccontarlo”
Caterina de’ Vigri, Santa protettrice di Bologna, patrona dei pittori e delle pittoresse. Fu scrittrice, poetessa, musicista e pittrice. La si racconta come una giovane vivace, amante della natura che adorava riprodurre nei suoi dipinti. Un temperamento poco apprezzato dalla madre, una nobildonna che desiderava da lei un contegno sussiegoso. Divenne dama di compagnia alla corte Estense di Ferrara e poi prese i voti. Fu canonizzata nel 1712 per le sue opere di bene e miracoli a lei attribuiti. Plautilla Nelli pittrice di nobile famiglia, autodidatta che riceveva tuttavia molte commissioni sia dai conventi che da famiglie in vista. Divenne poi insegnante d’arte, e nella sua scuola ammetteva anche ragazzine.
Sofonisba Anguissola che con le sue tele colpì l’attenzione di un giovane pittore il quale volle sapere chi fosse l’artista. Era una donna molto anziana che insistette per conoscere e che chiamò “maestro” (il termine “maestra” non esisteva). Rosalba Carriera, una pittrice di grande talento che dipinse anche per il re di Francia ma che poi divenne cieca quindi tutti si dimenticarono di lei. Elisabetta Sirani, figlia di un noto maestro di pittura. Aveva un talento maggiore di quello del padre ma finì per passare la vita rinchiusa nel suo studio a dipingere quadri su commissione, senza sapere cosa fosse la libertà. Judith Lyster, olandese e prima donna ad essere ammessa alla Gilda di San Luca ad Haarlem e l’unica di cui si conservano le opere.
“Il mio nome è l’unica cosa che mi è rimasta”
Maria Sybilla Merian pittrice e naturalista tedesca, una donna sola con una figlia, che partì insieme a lei per il Suriname. Il viaggio fu finanziato dal Borgomastro di Amsterdam. Lo ripagò ampiamente con ciò che ne risultò: esemplari rari di farfalle (che vendette) e i proventi di un suo libro illustrato sull’argomento. Lavinia Fontana pittrice che riuscì a ritrarre la figlia di Petrus Gonzalvus (soffriva di ipertricosi – la sindrome del lupo mannaro) conferendole grazia. La vicenda di Gonzalvus e sua moglie Catherine, ispirò la fiaba “La Bella e la Bestia”
Anna Morandi Marzolini, anatomista e scultrice che ricevette numerosi inviti ad insegnare, nelle capitali europee, le tecniche di cheratoplastica ma non si era mai sentita di lasciare la sua Bologna. Allestì in casa un teatro anatomico dove dava lezione ai propri allievi. Mary Moser e Angelica Kauffman. Pittrice del Settecento, massime esponenti della pittura neoclassica. Furono fondatrici della Royal Accademy of Art ma non poterono mai partecipare alle riunioni conviviali e ufficiali in quanto donne.
Spero di non aver dimenticato nessuna protagonista. Un’idea nata da una foto di trent’anni fa. Un manifesto su un muro di New York che rappresentava un’odalisca con il volto coperto da una maschera di gorilla. Sotto la scritta:
“Le donne devono essere nude per entrare al MET ?”
Solo il 5% delle artiste erano donne ma l’85% dei nudi era femminile. Dato che faceva e fa riflettere. E da questa riflessione nasce la meravigliosa antologia con storie di artiste che vi incanteranno. Una volta iniziata, faticherete a staccarvi dalle sue pagine. Ne sono certa!
Vi ho incuriositi almeno un po’?