Arte e scienza
Saggio
Raffaello Cortina Editore
2024
Cartaceo
245
Quando guardiamo un’opera d’arte, spesso sperimentiamo una risposta emotiva, ma le cause delle nostre reazioni sono complesse. La conoscenza del perché rispondiamo proprio in questo modo all’arte affonda le radici nella scienza – nella psicologia e nella biologia. Ma come scaturiscono tali risposte? Il nostro cervello è una macchina creativa che apporta a qualsiasi immagine certi processi innati e universali correlati alla percezione sensoriale, ma anche processi di ordine superiore legati alle nostre esperienze personali, ai ricordi e alle emozioni. Comprendere come questi processi cerebrali inconsci interagiscono per creare la nostra risposta all’arte è una delle grandi sfide per l’attuale scienza del cervello. L’esplorazione di Kandel s’impernia sui capolavori di Leonardo, Giorgione, Tiziano, Goya, Manet, Klimt, Chagall, senza dimenticare figure di illustri scienziati che hanno contribuito alla comprensione di come noi esperiamo l’arte.
Se è vero che un’opera d’arte non è completa finchè non viene interpretata dallo spettatore è altresì vero che chi la osserva non può interpretarla correttamente se è all’oscuro della storia personale di chi l’ha eseguita. Questo ci viene spiegato in “Arte e scienza” di Eric R. Kandel, edito Raffaello Cortina Editore.
E chi esegue un’opera ha volutamente usato tecniche pittoriche o scultoree per riuscire ad attivare nel cervello di chi la guarda, quel preciso neurone che permette di provare emozioni.
Come il regista di un film che abbina proprio quella colonna sonora ad una scena; come uno spot pubblicitario che usa quei colori e quello slogan; come un cantante che intona la sua canzone così bene che sembra che parli di noi.
“Molte forme d’arte sono efficaci perchè prevedono l’iperbole, l’esagerazione e la distorsione, concepite per stuzzicare la nostra curiosità e produrre una risposta emotiva appagante dentro il nostro cervello.”
Tutto ciò che vediamo, sentiamo, tocchiamo risponde a uno stimolo esterno che noi completiamo con quello che siamo e soprattutto con quello che siamo stati. Persino guardando un dipinto o una scultura, per interpretarla il cervello si ricollega a opere d’arte che abbiamo già visto in precedenza.
Questo e molto altro è ben argomentato in questa raccolta di saggi, dove l’autore spiega cosa accade nella nostra mente quando siamo di fronte ad un quadro o a una scultura, cosicché possiamo averne consapevolezza.
Utilizzando come esempio i dipinti di Klimt, Manet, Leonardo, Picasso e facendo riferimenti a Freud e ai grandi filosofi siamo accompagnati all’interno delle specifiche aree del nostro cervello con spiegazioni semplici e comprensibili.
Personalmente la parte che ho trovato più interessante è quella che spiega come il nostro cervello è particolarmente dotato nella capacità di elaborare volti ed espressioni facciali, in quanto strettamente necessario per instaurare relazioni sociali.
Unico neo, essendo una raccolta di saggi originariamente indipendenti e poi riuniti, ho notato parecchie ripetizioni di concetti.
Mi chiamo Nicoletta Meluzzi e sono nata a Rimini. Il mio carattere timido e introverso mi ha fatto scoprire presto il piacere della lettura, prima come isolamento personale, poi come condivisione. La mia formazione inizia come analista contabile, per poi deviare e stabilizzarsi seguendo la mia grande passione che è la fotografia. Dal 2014 lavoro in un negozio di articoli fotografici e questa esperienza è stata ed è così gratificante da ispirarmi a raccontarla in un libro autopubblicato nel 2022 dal titolo “ISO 1400”. Sono appassionata anche di musica e canto.