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Recensione: “Aprirsi agli altri, aprirsi a Dio” di Luigi Bettazzi, EDB

Aprirsi agli altri, aprirsi a Dio Book Cover Aprirsi agli altri, aprirsi a Dio
Luigi Bettazzi
biografia
EDB
28 maggio 2020
cartaceo
96

Abbiamo troppo insegnato a dire le preghiere piuttosto che vivere al cospetto di Dio».

Lungo le pagine del libro il vescovo Luigi Bettazzi ripercorre la sua vita di cristiano e rilancia alcune tematiche che gli stanno a cuore. Gli anni della formazione tomista, dominata dalla parola “ragione”, gli studi di filosofia all’Università di Bologna, il tempo del fascismo, la strage di Marzabotto, Lercaro e la scelta dei poveri, il concilio ecumenico Vaticano II portano il vescovo emerito di Ivrea a rivolgere lo sguardo al presente. Emergono così i temi dell’amore e della vocazione, della spiritualità del prete e dell’apertura all’ordinazione dei viri probati. «L’educazione nei seminari – scrive l’autore – dovrebbe essere più aperta e concreta».

 

“Nel povero (l’affamato,l’assetato,lo straniero,l’ignudo,il malato, il carcerato) va identificato il figlio dell’uomo”

 

 

Dopo i primi capitoli dove si riflette sul rapporto fra fede, ragione e intelligenza, Luigi Bettazzi comincia a raccontare della sua vita e delle intuizioni che è andato via via maturando: la convinta adesione alla non violenza e la ricerca conseguente di mezzi persuasivi come il dialogo per dirimere i conflitti.

Ancora, l’importanza di garantire l’eguaglianza perché senza questa si crea emarginazione ed esclusione; l’attenzione al mondo degli poveri, visti non solo come qualcuno da aiutare ma anche come fratelli da cui si può imparare la capacità di aprirsi agli altri.

Bettazzi sottolinea giustamente che l’insegnamento di Gesù, se sinceramente accolto, spinge ad aprirsi non solo a Dio ma al prossimo. La vita spirituale e interiore ha senso, infatti, solamente se supporta una vita di concreto impegno.

Iniziative per aiutare i poveri - Non sprecare

Una mentalità molto moderna e progressista quella che traspare dalle pagine di questa autobiografia, in cui  l’autore continua raccontando una delle esperienze più importanti della sua vita: La partecipazione allo storico concilio Vaticano II.

Dall’enciclica di Papa Giovanni XXIII, Pacem in Terris, che si rivolge a tutti gli uomini di buona volontà, indipendentemente dall’appartenenza o meno ad un credo religioso, arriva l’importante intuizione che i valori cristiani di pace e amore sono universali e tutti siamo chiamati a realizzare un mondo migliore e cooperare per il bene comune.

I messaggi proposti in Aprirsi agli altri, aprirsi a Dio sono molto belli e profondi.

Ho apprezzato particolarmente l’invito a considerare la fede non come qualcosa di contrario all’intelligenza ma al contrario come una forza che spinga gli uomini ad usare la ragione per migliorare la propria condizione ma anche quella dei suoi  simili e del mondo in cui tutti viviamo.

Sfortunatamente però ho trovato lo stile un poco confusionario, soprattutto nella scelta di iniziare il libro come una dissertazione filosofica e teologica per poi passare al registro autobiografico.

Inoltre avrei apprezzato un maggior svelamento da parte dell’autore delle sue emozioni e sensazioni più profonde e non solo delle intuizioni intellettuali legate alla fede.

 

L’autore

 

Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea, ha partecipato a tre sessioni del concilio Vaticano II. È stato presidente nazionale e internazionale di Pax Christi, movimento cattolico per la pace, e ha vinto il Premio dell’Unesco per l’educazione e la pace. È divenuto celebre per un pubblico scambio di lettere con il segretario del Partito Comunista Italiano Enrico Berlinguer, per le battaglie sull’obiezione fiscale alle spese militari e sull’obiezione di coscienza e per i suoi pronunciamenti sul riconoscimento delle unioni civili. Tra i suoi libri recenti: Viva il papa, viva il popolo di Dio! Cicaleccio sul concilio Vaticano II (EDB 2013) e Il mio concilio Vaticano II. Prima – Durante – Dopo (EDB 2019).

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