Anche quando vado via
romanzo
Giraldieditore
5 marzo 2026
cartaceo, ebook
194
Questa non è solo una storia d’amore. È una storia di destini che si incrociano – e non riescono più a separarsi. Anna e Lorenzo si incontrano allo stadio, tra cori, bandiere e sogni giallorossi, e si amano come solo a vent’anni si può amare: senza misura e senza paura. Ma la vita è fatta di scelte, di distanze, di ferite così profonde da credere che a volte l’amore non basti. Eppure, quando il destino decide di farli rincontrare sei anni dopo essersi lasciati, nello stesso posto dove tutto era cominciato, Anna e Lorenzo capiranno che ci sono legami più forti del tempo, delle paure e perfino di loro stessi. Tra vecchie amicizie e nuovi amori, in mezzo al tifo e alla città di sempre, si ritroveranno a fare i conti con ciò che resta di un amore imperfetto, ma mai davvero finito.
“Anche quando vado via” è il romanzo d’esordio di Serena Di Sabatino, edito Giraldieditore.
Che dire? Cercherò di analizzare questo libro dalla posizione del lettore che non conosce determinate dinamiche e che fatica a stare al passo con la lettura.
Anna e Lorenzo sono i nostri protagonisti e li troviamo in due momenti differenti della loro vita: il tempo più recente che va dall’estate del 2024 e un tempo passato che risale a non meno di sei anni prima. Fin qui tutto potrebbe sembrare lineare, una storia tra due giovani che per un motivo valido si interrompe e un secondo incontro, non fortuito, che porterà all’evoluzione dei sentimenti di entrambi.
Mi concentrerei un attimo sui personaggi prima di parlare del contesto.
Nei capitoli inerenti i primi anni 2000 siamo a conoscere due giovani che hanno appena conclusi o stanno per farlo gli studi universitari e davanti a loro si prospettano nuove strade. I progetti dei due camminano su binari differenti e questo li allontanerà per tre anni. E qui il primo problema. Se per i tre anni successivi si sono recati allo stesso porto, negli stessi giorni, alla stessa ora com’è possibile che non si siano mai incontrati? O meglio che Lorenzo abbia visto Anna senza farsi vedere? Difficile anche se stiamo parlando della curva dei tifosi della Roma.
Quando si ritrovano hanno all’incirca trentacinque anni, la caratterizzazione non funziona. Parlano, agiscono e si comportano come ragazzini. Non ci sono dialoghi che possano confermare che siamo a leggere di una dottoranda in materie scientifiche e un professore di musica (strimpellare una chitarra scordata appesa al muro di un bar non è certo sufficiente).
Ambientazione e personaggi
Roma. Bello… un romanzo ambientato nella capitale! NO, potrebbe essere qualunque città perchè, purtroppo, le descrizioni quasi non esistono, nè degli ambienti interni nè dell’esterno. Nemmeno l’atmosfera dello stadio passa tra le righe e questo è un vero peccato.
I personaggi che ruotano attorno alla coppia di protagonisti fanno parte della loro cerchia di amicizie. Nessuno spicca in modo particolare. Vengono raccontati un paio di aneddoti che ho trovato poco interessanti e per nulla collegati alla storia principale.
Intreccio tra protagonisti e la Roma
E qui purtroppo qualcosa non è andato per il verso giusto. Non dico che non si può collegare gli avvenimenti di un gruppo di amici con la loro passione più grande, che in questo caso è la squadra di calcio della Roma, ci mancherebbe. Ma non si può nemmeno scrivere un romanzo in cui ogni avvenimento è legato a una partita e l’avvenimento stesso si conclude bene o male a seconda del risultato. Troppo troppo forzato.
Inoltre c’è un altro grosso problema: se non conosco nulla di calcio? Non capisco perchè quel giovedì 30 gennaio alle 21.00 era così importante essere allo stadio. Ripeto, non che non si potesse integrare il romanzo con il calcio, ma il modo è proprio sbagliato. Date, orari, nomi, risultati… a un certo punto non capivo più cosa stavo leggendo.
Inoltre paragoni troppo forzati e da ragazzini, non certo da persone adulte. Qualche problema anche nella scrittura: molte ripetizioni, il testo è in terza persona ma l’autrice ci rivolge un apio di volte direttamente al lettore. Un errore? Se voluto come espediente non è stato sfruttato bene
Mi spiace.

Di una lettura mi colpisce sia una bella trama che una scrittura ricercata. Un romanzo rosa, un romanzo storico, della narrativa contemporanea non importa basta che non sia… fantasy!