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Recensione: “Amore senza limiti” di Teresa Regna, Literary Romance

Amore senza fine Book Cover Amore senza fine
Teresa Regna
romance
Literary Romance
10 aprile 2021
cartaceo, ebook
138

Southend-on-Sea, 1888.

Gwen Mallory è una giovane affittacamere, sveglia e avvenente; istruita malgrado l'estrazione sociale perché suo padre era il pastore della comunità: la sua vita scorre tranquilla, tra i libri custoditi in camera, ricami e pochi svaghi che una cittadina di mare consente.

Una serena monotonia spezzata dall'arrivo di James Ford, elegante uomo d'affari, giunto a casa dei Mallory per soggiornarvi e riprendersi dopo una lunga malattia... ma chi è davvero questo distinto gentiluomo e perché sembra non voler raccontare nulla di sé?

“Meglio essere una rispettabile affittacamere che una contessa trattata come uno zerbino”

 

Amore senza limiti narra dell’amore contrastato tra Gwen, umile affittacamere, e James, conte di Ruthford. La loro è una storia difficile a concretizzarsi, in quanto appartenenti a classi sociali troppo distanti e troppo diverse.

Tutta la vicenda gravita intorno ai protagonisti, mentre gli altri personaggi rappresentano una cornice, costruita per risaltarne il ritratto. Gwen è orfana di padre, un pastore anglicano che ha voluto per lei una buona istruzione nonostante le loro umili origini. Ella svolge, con la madre, l’attività di affittacamere per guadagnarsi da vivere e sembra rassegnata ad una vita semplice, di molto lavoro e pochi svaghi. È bellissima ed arguta, un’appassionata lettrice, amabile conversatrice, ma anche donna pratica.

“Gwen era bella, intelligente, capace e laboriosa. Forse non sapeva acconciarsi i capelli all’ultima moda, ma aveva reso i suoi pochi abiti più leggiadri con ricami che le sue abili mani intessevano; non era raffinata come le donne di città ma conversava con brio e s’interessava anche ad argomenti considerati prettamente maschili come la politica e le innovazioni tecnologiche”. 

James, dopo la morte improvvisa ed accidentale del padre e del fratello maggiore, ha ereditato il titolo di conte di Ruthford, con relativi oneri e doveri, mettendo da parte il suo sogno di fare carriera in marina. È un giovane uomo di bell’aspetto, circuito e conteso in società da tutte le madri con figlie in età da marito; è combattuto tra il desiderio di essere all’altezza del suo rango e l’amore per la dolce Gwen, incontrata durante il suo soggiorno a Southend on Sea.

Il tema principale è “l’amore vince sempre”. L’amore inteso come il sentimento che ha la meglio su tutto, che supera differenze e gli ostacoli. Si tratta di una tematica ampiamente trattata da moltissimi autori, soprattutto nel genere “romance”. L’insidia di questo tipo di lettura è la banalità. Nonostante, io abbia trovato questa narrazione fluida e scorrevole, oltre che corretta nella forma, personalmente, penso manchi di originalità.

Ho trovato i risvolti della vicenda piuttosto prevedibili e già visti. Per ciò che mi riguarda, avrei preferito un maggior approfondimento del contesto storico (Inghilterra vittoriana), una maggiore cura nelle descrizioni paesaggistiche, l’uso di qualche metafora, magari per dare più “movimento” alla descrizione dei personaggi e dei loro stati d’animo. Ho riscontrato veramente troppi cliché: il prode cavaliere dall’animo nobile e tormentato, ma pronto a sfidare il mondo per realizzare il suo sogno d’amore; la bellissima fanciulla, povera ed innamorata, ed i vari antagonisti, diversi ma non ben delineati. Ho trovato poco credibile il personaggio della contessa madre, ma occorre leggere fino all’ultima pagina per capirne le ragioni. Senza fare spoiler, mi limiterò a dire che il finale ha ulteriormente confermato le mie perplessità.

E voi… cosa vi aspettate da un romanzo d’amore? Vi basta la bella favola o cercate qualche cosa di più?

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