Amma cucenà
guida
Infinito edizioni
28 ottobre 2021
Cartaceo, ebook
160
Amma cucenà è un imperativo categorico che negli anni si è tinto di malinconia e ironia, un’espressione corale, soprattutto femminile, dell’isola di Procida. Le procidane sono cambiate nel tempo, ma hanno sempre cercato di mantenere tenacemente la loro profonda identità insulare. Com’è cambiato invece il senso del dovere legato a quell’espressione? Cosa resta della fortissima identità procidana quando si va oltre i limoni, le alici, il coniglio e tutto il ben di Dio da sempre associato alla cucina di Procida? Amma cucenà attraversa le onde di questi interrogativi aggrappandosi a una zattera di ricordi, tradizioni, ingredienti e ricette caserecce, di una cucina principalmente povera, proponendo uno stimolante sguardo a 360 gradi su Procida e su quello che le arriva dal mondo. Non mancano, come segno di resistenza ai mutamenti spazio-temporali e come marchio più autentico dell’identità insulare, incursioni in lingua procidana.
Ho scelto di leggere il volume di Valeria Di Meglio “Amma Cucenà. ” (Infinito edizioni), soprattutto perché sono un’appassionata di cucina; i fornelli sono un po’ il mio luogo del cuore; ma anche perché, da campana, quel verbo, “amma”, mi ispira famiglia, condivisione, cose da fare insieme. Questo non è un verbo che riconduce all’io, ma è l’essenza stessa del fare insieme.
Cos’è la cucina se non un luogo da vivere con chi si vuol bene? Dopo aver fatto il giro del mondo, in ambito culinario ma non solo, insieme a Valeria Di Meglio e al suo “Chicken parmigiana” faccio con lei un ritorno a casa, nella mia Campania. E quale luogo più bello da scoprire, ricco di tradizioni e storia, e storie, se non una delle sue isole più belle è suggestive? Eccoci dunque, insieme a Valeria, a Procida dove “Amma cucenà” non è una semplice frase, ma un imperativo.
“Il libro è una finestra aperta, con una tendina scostata appena appena, su una casa procidana, sul suo passato soprattutto culinario e sulle novità che in essa si lasciano entrare.”
Cucinare, soprattutto per noi campani, non è mai solo un dovere, fatica. Cucinare è amore, passione; la cucina è fatta di fuoco e sangue, tradizioni, poesia, struggente nostalgia.
“Era la mia cena preferita quando andavo a casa di tuo padre le sere d’inverno e non eravamo ancora sposati”, racconta mia madre. “A suppa re pisce, comm‘ a facevano tua nonna e zia Maria a Solchiaro era deliziosa”
Confesso che non conoscevo molte delle ricette di questa raccolta, anche se alcune, come la pizza di scarola, il cui profumo mi sta inebriando mentre scrivo queste parole, fanno parte del linguaggio dell’amore della mia famiglia. Io, quel linguaggio, l’ho imparato rubando gesti e sapori a mia madre, e poi lo arricchito della mia curiosità, delle mie passioni. “Amma cucenà” non è solo un ricettario, anzi non lo è affatto. Non è semplicemente un elenco di ingredienti e consigli, c’è Procida e i suoi profumi di terra e di mare, pesce e asparagi, scarola e polipo; c’è l’isola che cambia negli anni, e con lei cambiano le mani delle sue donne, ma non le tradizioni, quelle sono preziose, da custodire nel cuore.
In cucina si chiacchiera anche, e Valeria Di Meglio con brio, convivialità e brillantezza, alterna storie familiari alle ricette, ricordi ai sapori, calore di abbracci a quello dei fornelli. I legami in cucina si saldano, diventano peperoncino e zucchero, amore e pure litigate. Ogni capitolo una ricetta, aneddoti, storie che appassionano, saziano l’anima al pari dello stomaco, perché ne sono sicura. Non potrete fare a meno di provare le ricette contenute in queste pagine. Io ne ho già preparato alcune e altre mi stuzzicano per la curiosità di scoprire abbinamenti e sapori. E poi le belle espressioni nel dialetto di Procida danno quel tocco di sapore in più. Come quel pizzico di peperoncino che cambia, movimenta e arricchisce una pietanza
“Come le onde del mare, da Procida si parte, a Procida si ritorna, fisicamente o a volte solo con la ricerca di quei sapori antichi, in un continuo movimento che rinnova lo sguardo, ridona sale alla terra ritrovata e ne illumina i ricordi… Con “Amma cucenà”, oggi, si continua a cucinare, anche lontano dalla propria terra, anche lontano dalle terre sudate dei propri avi. Si continua a spadellare anche facendo altro.”
Vi piacciono i libri di ricette che raccontano anche storie, episodi familiari, ricordi?

Salve, sono Giusy e sono un’appassionata lettrice da quando ero una bambina. Mi piace leggere praticamente di tutto, dai classici, ai romanzi d’amore, ma amo soprattutto la narrativa contemporanea. Adoro i manga giapponesi e scrivo racconti.