Americhea
narrativa contemporanea
Edizioni Corsare
7 novembre 2025
cartaceo
120
Americhea è un romanzo illustrato, è una storia autobiografica di resilienza.
La protagonista, prima una bambina allegra e gentile, diventa un’adolescente tormentata da una sensazione costante di disagio e irrequietezza. Poi una giovane donna con molti problemi. Questo libro è dedicato a tutte le bambine, a tutte le ragazze, a tutte le donne. Le donne non parlano per vergogna. Parli e non ti credono, o ancor prima, non ti ascoltano.
Nel romanzo sono presenti anche cenni storici sulla legislazione che riguarda l’emancipazione femminile in Italia e sull’evoluzione della sensibilità rispetto alla violenza di genere.
Il libro “Americhea” di Antonella Restelli, Edizioni Corsare, affronta uno dei temi più attuali della nostra società, ma anche delle precedenti alla nostra, ossia quello della violenza sulle donne. E l’autrice, più che il libro, lo affronta non con il racconto di episodi di violenza con conseguente denuncia di un male sociale, bensì raccontando se stessa, la sua vita di dolce bambina, prima, e giovane ragazza, poi, fino ad arrivare alla maturità che le ha permesso di “parlare”. Il tutto, ben contestualizzato con il periodo storico di riferimento.
Non starò qui a dire che l’autrice ha fatto bene ed è di esempio a tutte le donne che vivono situazioni piccole o grandi, dirette o indirette di violenza, perché sarei banale. Se non è di esempio lei, chi può mai esserlo oggi? Ma approfondirò, qui, alcuni aspetti dell’opera che, a prescindere dal tema, mi fanno dire con certezza che “Americhea” è da leggere e conservare con cura, per averlo sempre a portata di mano, in caso di necessità.
In primo luogo, la scrittura: accessibile e sorprendentemente leggera. Questo crea un contrasto tra contenuto e forma che, a mio parere, costituisce uno degli elementi più interessanti dell’opera.
Segue, lo stile narrativo: Antonella Restelli adotta una prosa scorrevole e un ritmo cadenzato, musicale, cinematografico, che rende il tema trattato leggero, seppur pieno. Il lettore “ascolta”, riflette, “osserva” senza percepire un peso eccessivo, quasi come se il racconto procedesse con naturalezza e spontaneità. Scelta, questa, che non crea un distacco tra chi legge e chi racconta, anzi, favorisce un coinvolgimento emotivo forte.
Un ruolo fondamentale è svolto anche dalle immagini presenti in “Americhea”, a cura dell’illustratrice Sara Cimarosti. Esse risultano molto belle e dense di significato: non sono semplici elementi decorativi, ma veri e propri strumenti narrativi. Approfondiscono e visualizzano le emozioni che l’autrice ha espresso nelle pagine precedenti attraverso le parole. Testo e immagini sono complementari: non riesco più a immaginare l’uno senza l’altro.
Il tono complessivo dell’opera è un altro elemento interessante. A prima vista appare quasi divertente o ironico, come se l’autrice volesse mantenere una distanza giocosa dai fatti raccontati. Tuttavia, questa leggerezza non è superficiale: al contrario, sembra funzionare come una sorta di velo che nasconde una dimensione più profonda. Una dimensione di vita vissuta, di crescita, di consapevolezze acquisite, di “mostri” scoperti, come gli attacchi di panico, di apertura di cassetti della mente e del cuore che si erano inconsciamente voluti lasciare chiusi, di un percorso di salvezza, di cui il racconto diventa uno strumento conclusivo.
Complimenti, non sono capace di dire altro.
5 stelle ⭐⭐⭐⭐⭐

Leggere mi stimola e mi riempie. L’ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell’impatto che ha su di me tutto questo magico universo.
