Erotico,  Libri

Recensione: Amami prima che vengano a prendermi di Giulia Amaranto

Amami prima che vengano a prenderm Book Cover Amami prima che vengano a prenderm
Giulia Amaranto
Erotico M/M
Independently published
26 giugno 2019
Kindle e cartaceo
62

Una notte, nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, il giovane maestro elementare Francesco viene svegliato da qualcuno che chiede aiuto, picchiando alla porta. Agitato, corre ad aprire: quasi non lo riconosce, perché sono passati alcuni anni, ma è Michele, un amico d’infanzia, che è scappato dal fronte di guerra e lo supplica di nasconderlo in casa sua. Francesco, turbato, sente di nuovo nascere dentro di sé il sentimento che per anni aveva cercato di sopprimere. Decide di aiutare Michele, anche se nascondere un disertore è un reato grave, e lo fa ospita in casa sua. Francesco scopre che anche Michele è da tempo innamorato di lui; questo lo rende felice e triste allo stesso tempo: vorrebbe dedicarsi a questo amore, anima e corpo! Ma come può vivere serenamente il rapporto con un altro uomo, cosa che la società dell’epoca ostacolava e disprezzava? Mentre fuori imperversa la guerra più devastante della storia, e la popolazione è sconvolta dalla fame e dalla paura, Francesco e Michele trovano una loro dimensione per amarsi… Ma cosa riserverà loro il destino?

“Il temporale sconquassava ancora la campagna. La tempesta più forte, però, Francesco la sentiva dentro di sé.”

E brava Giulia, come direbbe Vasco.
In poco più di sessanta pagine è riuscita a trasmettermi il dramma interiore di Francesco e Michele, i loro pensieri e le loro paure.
La guerra, la tensione che si percepisce, il timore verso i vicini che potrebbero denunciarli sono tutti ben descritti e ti coinvolgono, la crudezza della fila per prendere un tozzo di pane ti entra dentro quasi fosse una pugnalata.
Usando una scrittura fluida e dinamica, l’autrice descrive magistralmente i personaggi e il contesto, dando la giusta enfasi alla storia d’amore che si sviluppa dando origine a un rapporto forte, sincero.

 

 

“- Amarti è un pericolo… Volerti è un pericolo… – disse pianissimo, tenendo gli occhi fissi sul pavimento.”

 

 

 

 

I nostri due protagonisti sono “colpevoli” di vivere un amore, a quei tempi inimmaginabile. L’omosessualità, che purtroppo anche ai giorni nostri è mal tollerata ed è oggetto di discriminazione, durante la Seconda Guerra Mondiale era considerata una “colossale indecenza” ed era illegale.
Nel corso del regime nazista tedesco, numerosi omosessuali furono internati in campi di concentramento. A distinguere gli omosessuali dagli altri prigionieri era, nel caso degli uomini, un triangolo rosa cucito sulla divisa all’altezza del petto; nel caso delle donne, un triangolo nero. Si è soliti riferirsi allo sterminio degli omosessuali nei campi di concentramento nazisti come Omocausto. Si stima che gli omosessuali internati nei lager siano stati almeno 50.000. (Fonte Wikipedia)

Un racconto breve ma intenso con un finale troppo veloce e aperto che mi ha lasciato basita.
Spero che la Amaranto voglia approfondire il discorso tratteggiato in questo libro, ampliandolo fino a renderlo un romanzo completo con un finale non più “sospeso”.
Non amo recensire storie brevi, ma nemmeno racconti lunghi, in quanto non è facile parlare del libro senza accennare alla trama stessa, però quello che posso aggiungere è che questo M/M arriva diritto al cuore.

“Nessuno sapeva se ce l’avrebbero fatta… Ma chi ama la vita ce la fa sempre.”

 

 

Giulia Amaranto, pugliese di nascita e marchigiana d’adozione, scrive da molti anni ma ha iniziato a pubblicare i suoi lavori solo dall’aprile del 2016.

Ha pubblicato diversi racconti erotici e romance. Uno di essi, È così strano amarti, diventato un piccolo successo su Amazon, è stato ripubblicato sotto altro titolo (“Un amore senza zucchero”) da YouFeel, collana di Rizzoli.

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.

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