All'ombra di San Marco
Romanzo storico
Self-publishing
16 giugno 2022
Cartaceo, ebook
336
Quattro racconti tra loro collegati, quattro intrighi nella Venezia del passato.
Venezia, 1780.
Quando ruba un braccialetto a una ragazza, Leone non immagina che la sua vita cambierà per sempre. Costretto a fuggire per evitare l'arresto, si nasconde su una gondola e assiste a una misteriosa conversazione: due loschi individui stanno pianificando l'uccisione di un uomo importante. Accorgendosi della sua presenza, gli uomini lo prendono prigioniero per evitare che li denunci, e lo costringono a portare a termine il loro piano, sotto costanti minacce di morte.
Con l'aiuto di Olimpia, figlia di uno dei suoi carcerieri, Leone cercherà di salvarsi e di sventare il complotto. Riuscirà nel suo intento?
Le vicende di Leone proseguono nel secondo racconto della raccolta, Intrigo imperiale, in cui nuovi pericoli turbano la serenità di Venezia: i principi di Russia giungono in visita non ufficiale, ma qualcuno vuole rendere il loro soggiorno un inferno. Complotto nella Laguna ruota invece intorno alla visita del Papa Pio VI, minacciata da una terribile congiura.
L'Alba del cambiamento, infine, segue le avventure di Marco, figlio di Leone, alle prese con l'età napoleonica.
“All’ombra di San Marco” di Malvina Morano è un romanzo storico d’amore e di azione.
Il racconto si compone di quattro parti. Nella prima conosciamo il protagonista, Leone, che nel 1780 ha ventidue anni e che vive di espedienti.
“Ai piedi del ponte, un giovane… indossava una casacca marrone che gli stava larga e dei calzoni logori dello stesso colore, rammendati con delle toppe. I capelli castani erano tagliati corti, in maniera irregolare, ma i lineamenti del volto erano aggraziati… Sapeva che doveva essere cauto se voleva che il suo piano avesse successo”
Il suo intento è quello di sfilare il braccialetto ad una nobile fanciulla. E ci riesce. Braccato dagli sbirri, da Calle del Scalater sbuca in un canale ove è ormeggiata una gondola. Attende il passaggio dei gendarmi sotto la coperta di poppa. Per il giovane è un’avventura continua fra le calli della città lagunare.
Sulla gondola salgono due uomini che, pensando di non essere ascoltati, progettano di uccidere qualcuno. Accortosi dell’intruso, l’unico modo di farlo tacere è ucciderlo!
“Leone rabbrividì. La disperazione gli invase l’animo e lo spinse ad agire. Con una mossa fulminea sferrò un calcio al suo assalitore… in un lampo si buttò dalla gondola. L’acqua del canale lo pervase tutto, gelida e inospitale”
Prima gli sbirri e la paura di finire in carcere, poi gli inseguitori e la possibilità di morire perché zuppo d’acqua. Quel bracciale, in poco tempo, gli stava portando solo guai!
Malvina ci porta proprio nel cuore di Venezia tra calli, osterie e canali.
Se invece di ucciderlo, subito i due delinquenti si servissero del ragazzo per realizzare il loro piano?
“Negli ultimi due anni aveva dovuto affrontare di tutto: dormire al freddo, all’ombra dei palazzi e delle chiese, faticare a trovare cibo sufficiente per placare la sua fame, non avere di che coprirsi d’inverno! Ma ora la sua esistenza, che dopotutto poteva definirsi tranquilla, veniva sconvolta dal coinvolgimento in un terribile complotto.” -All’ombra di San Marco
Leone non era nato indigente ma, a causa del suo spirito ribelle, aveva iniziato a seguire dubbie compagnie e a indebitarsi a causa del gioco.
Viene affrontato il tema della ludopatia. Quando si entra in quella spirale, non si sa come uscirne. La famiglia lo disereda, e lui, fiero e altezzoso come il nome che porta, inizia a vagabondare e a vivere all’addiaccio.
“La strada era la sua vita ormai, Venezia la sua famiglia, la solitudine la sua compagna. Nessuno avrebbe mai conosciuto il suo passato, quando tutti lo chiamavano con il nome altisonante di Leone Còrner”
Viene rinchiuso in un sottotetto, nel quale si trova bene: ha un posto asciutto dove dormire e pasti regolari. E con quanta trepidazione attende che arrivi ogni giorno l’ora del desinare perché i piatti vengono portati dalla figlia del suo carceriere, Olimpia.
La ragazza intuisce, da alcune osservazioni, che il giovane è piuttosto erudito. Non poteva trattarsi di un trovatello cresciuto al Pio Ospedale della Pietà, come voleva far credere! Esce la sua reale identità.
Ma quando tutti ti voltano le spalle, come è successo a Leone, occorre farsi forza e trovare un modo, anche poco onesto, per sopravvivere. Ora però gli si presentava la possibilità di riscattarsi.
“Sventare un omicidio. Lui, che negli ultimi anni aveva deluso tutti con la sua condotta deplorevole, lui che si era abbassato a rubare, come un comune delinquente” – All’ombra di San Marco
Leone è un giovane irruente e con un forte senso della giustizia. Incomincia la nuova vita del ragazzo. Il giorno di San Marco, patrono di Venezia, chiede la mano di Olimpia.
Malvina ci racconta la leggenda dei bòcoli, i boccioli di rosa che si offrono alle dame proprio il 25 aprile, in occasione della festa.
La seconda parte di “All’ombra di San Marco” si intitola “Intrigo imperiale”. Due anni dopo, nel 1782, la città è in fermento per l’arrivo dei principi di Russia: Paolo Petrovic e la consorte Maria.
L’autrice prende spunto da fatti realmente accaduti per costruirvi intorno una storia improntata all’azione.
Com’era cambiata la vita di Leone da quando aveva sposato Olimpia e viveva nel palazzo in cui era nato!
“Se ne andava in giro vestito elegantemente, con i folti capelli castani legati da un nastro in un codino, secondo la moda dell’epoca. La gente che lo incontrava in strada gli rivolgeva saluti calorosi, tutti bramavano di avere la sua compagnia e lo invitavano alle feste dell’alta società”
Il successo personale mina, però, il suo matrimonio. Viene affrontata la tematica di quando ci si sposa troppo presto, senza conoscersi a fondo. Prima o poi le divergenze caratteriali emergono, magari a causa di banali screzi.
È difficile riavvicinarsi quando entrambi sono troppo orgogliosi per fare il primo passo.
“Il giovane che aveva amato non esisteva più, forse non era mai esistito, forse era stata tutta una sua illusione. L’aveva creduto diverso, l’aveva creduto capace di amarla e di comprenderla. Invece per lui erano altre le cose che contavano: il successo, il Doge, il suo ruolo pubblico”
Insieme a Leone giriamo per Venezia e l’autrice coglie l’occasione per raccontarci aneddoti legati ai monumenti storici o alle esibizioni che si tenevano in città. Come la caccia ai tori, uno spettacolo cruente che affascinava ed esaltava gli spettatori.
La ferocia dei tori da un lato, e i tiratori con i cani che mordevano le orecchie alle povere bestie, dall’altro.
Nella terza parte, Malvina Morano ci parla della visita alla città da parte di papa Pio VI.
La scrittura limpida, con tanti dialoghi, rende la lettura fluente e la storia scorrevole e appassionante.
Con l’ultima parte, “L’alba del cambiamento”, facciamo un salto temporale nel 1806.
Venezia è passata dal dominio austriaco a quello francese.
Sullo sfondo, gli edifici maestosi e le sculture ricordano a Leone, ormai invecchiato, la magnificenza della Repubblica di un tempo quando dominava il mondo conosciuto.
Il protagonista di quest’ultimo capitolo è il figlio di Leone, Marco, chiamato così in onore del Santo Patrono della città.
La tensione rimane sempre alta, con agguati e attentati da sventare.
Attenzione perché c’è sempre qualcuno nascosto “All’ombra di San Marco”!
4 stelle ⭐⭐⭐⭐☆

Mi chiamo Alessia. Sono un’insegnante di matematica e inglese. Vivo in provincia di Pavia. Adoro leggere (soprattutto gialli), fare yoga e cucinare.