Albero viaggiante
Arte e poesia
Self publishing
29 maggio 2025
cartaceo
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Quest’opera poliedrica nasce come un “libro d’artista a fisarmonica in formato ‘leporello'”, una struttura che permette una narrazione visiva continua, dispiegandosi per 11 metri in cartoncino nero con fogli di carta giapponese. Il formato leporello si presta in modo naturale alla fluidità delle immagini e alla successione degli haiku, richiamando gli antichi emakimono giapponesi. I materiali e le tecniche impiegate sono il suminagashi (pittura acquatica con inchiostro su carta giapponese) e il sashiko (ricamo poetico con filo rosso). Un elemento distintivo del progetto è l’accompagnamento di un “bastone sonoro” che evoca il suono dell’acqua, richiamando l’haiku più celebre di Bashō: “Vecchio stagno, una rana si tuffa, suono dell’acqua”.
Quando l’arte e la poesia s’incontrano non può che nascere qualcosa di misteriosa bellezza.
“Nulla è fissato, tutto è flusso. Non conta il risultato, ma il viaggio, la presenza del momento.”
Quella che state per leggere non è una recensione ‘classica’, fatta di analisi e critica, perché l’opera di cui vi parlerò è speciale e richiede una delicatezza diversa. “Albero viaggiante” delle artiste Anna Maria Scocozza e Floriana Porta è un libro che mi ha attraversata e vorrei raccontarvi quello che ho provato nel corso della lettura. È un’opera immersiva in cui poesia e immagini dialogano tra loro.
Il viaggio non è mai solo un semplice spostamento geografico. 
È subito bene specificare che il libro è un omaggio al grande poeta giapponese Matsuo Bashō, soprannominato il poeta viandante.
“Con il titolo “Albero viaggiante” si intende evocare la sua natura nomade, senza radici fisse, in continua evoluzione. In sintonia col suo stile di vita.”
Ed è proprio così. Questo libro ti porta alla scoperta del Giappone più autentico, sacro e misterioso. Un cammino tra il sé e la natura. In particolare c’è una connessione speciale con un elemento naturale: l’acqua.
“…ciò che permea ogni opera di questo libro è proprio legata alla leggerezza, alla purezza, alla freschezza e alla trasparenza dell’acqua, molecola binaria di ossigeno e idrogeno, indispensabile ed essenziale per tutti gli esseri viventi presenti su questo pianeta.“
La profonda prefazione di Rossella Marangoni dà il via al viaggio, trasformando il lettore in un viandante: “La bellezza, sembra dirci col suo lavoro Anna Maria Scocozza, nasce dal gesto: mutevole (nel suminagashi), sempre uguale a se stesso (nel shashiko). È un gesto che rievoca, che omaggia e che cura, come il ricamo cura la stoffa. Poi giunge la poesia (con gli Haiku). Così, i versi di Floriana Porta si rincorrono sulle pagine di questo libro a fisarmonica come farfalle che fanno esperienza del costante mutamento: ciò che è, è stato e sarà.”
Il libro ha la forma di un leporello, una lunga striscia di carta ripiegata a soffietto, la cui caratteristica è dare continuità a un’opera, come se fosse un’unica pagina. Ogni apertura del leporello è una tappa.
A rafforzare la volontà del viaggio è l’idea delle autrici di realizzare un leporello di 33 fogli lungo ben 11 metri. In aggiunta, il progetto di “Albero viaggiante” prevede l’accompagnamento di un ‘bastone sonoro’, che evoca il suono dell’acqua e diventa la voce segreta del poeta Matsuo Bashō. Un lavoro davvero impegnativo e complesso che le due autrici hanno scelto di condividere con il pubblico realizzando un’edizione limitata e numerata.
Un libro che non è solo un libro, ma è meditazione e contemplazione.
Per entrare in sintonia con “Albero viaggiante” è bene avere chiari alcuni termini:
Suminagashi, è una forma artistica giapponese di ‘pittura acquatica’ che gioca con l’inchiostro. Quest’ultimo si posa sull’acqua come un soffio: i suoi motivi fluttuanti vengono poi trasferiti sulla carta o sul tessuto.
Sashiko, che significa ‘piccolo punto’ è un antico ricamo giapponese diffuso nel nord del Giappone che simboleggia la forza e l’armonia attraverso motivi geometrici.
Haiku, poesia basata sull’emozione. La sua forza è racchiusa in diciassette sillabe. Possiede semplicità e complessità, pacatezza e impetuosità.
Insieme, tutti questi elementi, si uniscono in un unico atto di arte, creando una potente connessione che avvicina due culture lontane ma vicine nell’anima e nel cuore.
Mi ha colpito molto la tecnica del suminagashi perché ogni volta che lo osservi il quadro cambia. È come se fosse sempre in movimento. E con l’arricchimento del sashiko è una carezza per gli occhi. Più volte ho passato la mano sopra alle immagini, ho sentito l’esigenza di avere sotto le dita la trama del ricamo, anche se sapevo che quella era solo una foto. E ogni volta che alzavo la mano il suminagashi mi appariva diverso.
Ho accompagnato questa lettura ascoltando in sottofondo musica zen. Un po’ per ricreare un’atmosfera contemplativa che mi ha permesso di entrare in contatto con l’opera e anche per rendere ancora più speciale la lettura. Così è stato.
Da sempre sono affascinata dalla cultura giapponese. Mi piacciono i manga e gli anime (in particolare quelli del maestro Miyazaki). Il maestro di karatè della mia bimba più piccola la chiama Hanami, che è il fiore del ciliegio. Ne va molto fiera. Pertanto, non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione di questa lettura nipponica intensa e mistica.
Con profonda gratitudine ringrazio Anna Maria Scocozza e Floriana Porta per l’invio della copia omaggio. In particolare per il prezioso segnalibro realizzato con la tecnica del suminagashi e del sashiko. È diventato uno dei miei preferiti e lo conserverò con cura.
“In un’epoca così frenetica l’arte ci offre il dono più prezioso: la capacità di fermarci e lasciarci attraversare dalla bellezza del presente.”
E allora forse l’arte è proprio questo: imparare a vedere con occhi nuovi, lasciarsi trovare dalla bellezza ovunque essa si nasconda, come l’ultimo fiore di ciliegio che, cadendo sull’acqua, lascia dietro di sé solo silenzio e incanto.

Ciao! Mi chiamo Ivonne, sono sposata con Francesco e mamma di tre splendide ragazze. Amo i bambini (infatti sono un’insegnante d’infanzia), la corsa e… ovviamente i libri.
Non ho un vero genere preferito, anzi, mi piace spaziare fra i vari generi anche se m’incuriosiscono di più i fantasy, i thriller psicologici, il gotico, l’horror… e sono anche una gran lettrice di manga giapponesi.
“Leggere è nutrire l’anima”.