Al di là della soglia
Saggio spirituale
Self Publishiing
7 novembre 2025
Cartaceo
203
Un "viaggio" di infinite consapevolezze, di morti e di rinascite. Un vagare apparentemente senza meta che ad un tratto svela tutte le tappe che hanno caratterizzato il cammino di un essere umano comune a molti nella materia, ma allo stesso tempo, "unico" nello spirito. Se ti piace la fantascienza in queste pagine leggerai come, tra crescita personale e crescita spirituale, ci siano situazioni che forse non sono poi così fantascientifiche, ma bensì molto Reali.
Questo libro non ha la presunzione di piacere a tutti, ma ha la consapevolezza di voler essere capito da tutti coloro che ne percepiranno l'essenza tra le sue righe.
“Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore è soltanto uno strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso.” (Marcel Proust)
Ed è proprio così. Leggendo “Al di là della soglia” di Matteo Manzato (Theo) ad un certo punto ti ritrovi a dire: “Sta scrivendo di me”. Straordinario!
C’è una piccola avvertenza. Bisogna avere ben chiara la parola “leggerezza”:
“Per leggerezza non intendo superficialità, leggerezza nel senso che è come se ogni volta, quando comprendo un nuovo o vecchio passo, levassi zavorre e pesi che varie situazioni, insegnamenti o incontri ho lasciato che mi appoggiassero sulle spalle.”
“Al di là della soglia” è un saggio spirituale, la cui autenticità è la testimonianza dell’autore: forte, chiara, limpida e intima. Theo si mette a nudo, spiega con delicatezza come dagli schiaffi della vita si riesca a “evolversi”.

Una frase da tenere bene in mente: “L’universo non ti vuole Morto, ma Evoluto!”. Come? Ricercando il punto di caduta ideale per raggiungere la soglia; ossia il momento in cui, per un attimo, diventi l’osservatore di te stesso. Riesci a vedere le tue emozioni, riesci a sentire le tue reazioni.
Facile da dirsi, difficile da farsi.
Spesso ci si ritrova al punto di caduta ideale mentre si stanno affrontando eventi drammatici, in cui il dolore è talmente immenso che ci si sente nel buio completo.
Questo è il fulcro del libro: basta cambiare prospettiva e montare delle lenti nuove sugli occhi e sul cuore.
Nel libro si legge: “La soglia è meravigliosa”. L’Amore è la chiave, la porta e appunto la soglia. L’Amore muove tutto!
Tutto inizia con il racconto della malattia e della dipartita della mamma Giovanna, una donna di grande fede e altruismo. Una perdita pesante, di quelle che fanno “tremare la terra” sotto i piedi. E non è finita qui. Dopo poco tempo, a causa di una malattia fulminante, la perdita del padre.
È proprio quando nella vita si formano delle crepe che emergono le domande più vere, le cosiddette domande di senso: chi sono io? Ho uno scopo diverso da quello che mi sono affibbiato fino ad oggi?
Domande e ancora domande.
Di quelle che non cercano risposte facili, ma chiedono solo di essere attraversate.
In “Al di là della soglia”, l’autore non dà al lettore la formula magica per risolvere o eliminare dolore e sofferenza. E nemmeno risposte. Grazie alla sua testimonianza fa capire che più ci scrolliamo di dosso la materialità dell’Ego, più ci avviciniamo a ciò che siamo realmente: Anime destinate alla bellezza.
“È così che tutto ha inizio, da una crepa dalla quale fino a pochi istanti prima uscivano fiotti di sangue e lacrime, ora invece, vi entra luce e quella luce non solo dissolve il buio, ma ti trasforma e lo fa in modo tanto dolce, quanto irreversibilmente potente”.
Questo libro ti cattura, perché è come se fosse una chiacchierata fra amici, dove il flusso di parole è intenso e lo scambio è vivo. La scrittura è, come in un colloquio spontaneo, semplice e genuina. Arriva dritta al cuore. Certo, bisogna essere predisposti ad accogliere queste riflessioni, mettersi in ascolto ed entrare, anche con le proprie paure e fragilità, in un dialogo interiore che può anche scombinare un po’. E soprattutto (nel mio caso) far lacrimare spesso gli occhi. Sì, ho pianto in diversi momenti. Un po’ perché il tema della morte, per me, è ancora un tabù e un po’ perché tutto ciò che riguarda l’Invisibile m’incuriosisce, ma non lo comprendo appieno.
Nel libro, infatti, in più passaggi Theo scrive del mondo sottile, quell’Aldilà che si percepisce e si manifesta quando si impara ad ascoltare davvero nell’Aldiquà.
Nulla avviene per caso: le sincronicità.
“Al di là della soglia” riporta degli eventi, grazie a contatti avuti con alcune medium, che hanno permesso all’autore di cambiare il modo di concepire la vita e la morte; di come abbia compreso che l’assenza in realtà non esista e di come esistono molte situazioni quasi fantascientifiche. Un po’ (come dice lui stesso) da pazzoidi.
“La cosa che io personalmente ho trovato più difficile, è fare accettare al mio cervello l’idea che sia tutto vero!”
Ciò che più mi resta di “Al di là della soglia” è il suo fine, il suo messaggio: positività e possibilità. È un po’ come un gioco di ruolo a più livelli e siamo noi a scegliere di metterci alla prova e di evolvere.
Perché la bellezza di questa lettura è che Theo non vuole convincere nessuno, regala il fascino di una testimonianza ricca e potente. Tratta temi non facili, spesso evitati, quasi inconcepibili. Ma se capissimo quell’Aldilà, che tanto spaventa, come qualcosa che ci guida più di quanto immaginiamo, forse ci libereremmo dell’egoica idea di controllare e comprendere tutto, lasciandoci finalmente attraversare dalla vita.
“La Vita non va vinta, va attraversata”.
Grazie Theo, credo di aver fatto un passo verso la soglia.

Ciao! Mi chiamo Ivonne, sono sposata con Francesco e mamma di tre splendide figlie. Amo i bambini (infatti sono un’insegnante d’infanzia), la corsa e… ovviamente i libri.
Non ho un vero genere preferito, anzi, mi piace spaziare fra i vari generi anche se m’incuriosiscono di più i fantasy, i romantasy, i thriller psicologici, il gotico, l’horror… e sono anche una gran lettrice di manga giapponesi.
“Leggere è nutrire l’anima”.