Recensioni,  Romanzo

Recensione: “Aglio, olio e assassinio” di Pino Imperatore , DeA Planeta

Aglio, olio e assassinio Book Cover Aglio, olio e assassinio
Pino Imperatore
giallo
DeA Planeta
2018
cartaceo
310

Nell'affascinante quartiere di Mergellina, Francesco e Peppe Vitiello gestiscono la premiata trattoria Parthenope, dispensando buoni piatti e aneddoti ancor più saporiti. 

L'ispettore Gianni Scapece, amante della cucina non meno delle donne, lavora nel commissariato appena aperto di fronte al locale e dove si racconta che viva il fantasma di una vedova allegra. Per lui è un ritorno a casa, perché in quel quartiere ci è nato, e nell'ospitalità dei Vitiello ritrova il calore e la veracità che aveva perduto. Nelle settimane che precedono il Natale, però, Napoli è scossa dall'omicidio di un ragazzo, il cui corpo viene letteralmente "condito" dall'assassino con aglio , olio e peperoncino.

Perchè un rituale così macabro? Quale messaggio nasconde?

Per trovare la risposta, l'ispettore dovrà scavare tra simboli, leggende e credenze della cultura partenopea, aiutato dalla tenacia del suo capo, il commissario Carlo Improta, e dalle scoppiettanti intuizioni dei Vitiello. In un romanzo che mescola con sapienza la commedia e l'indagine poliziesca, Pino Imperatore dirige un formidabile coro di passioni e allegria, di bassezze e colpi di genio.

Un'avvincente corsa contro il tempo, con uno straordinario, pirotecnico finale.

“Il corpo completamente nudo, era disteso sul letto in posizione pronta, con le braccia e le gambe divaricate, un coltellaccio conficcato nella schiena e un mazzetto di peperoncini rossi sulle natiche. Fra i genitali e le lenzuola era infilata una padella colma d’olio e spicchi d’aglio…”

 

Un ispettore di polizia, un commissario con la faccia da duro e due maestri della cucina Napoletana sempre con la battuta pronta.

Aglio olio e assassinio è un romanzo giallo, ma non solo, è anche una storia di passioni e perversioni. Scritto da Pino Imperatore nel 2018, è ambientato a Napoli nel periodo natalizio.

Di Napoli, nel romanzo, prevalgono il calore, i colori, le opere d’arte, i vicoletti, gli scorci del golfo e la storia della Sirena Parthenope. Il romanzo è arricchito anche dal dialetto napoletano, che si va a fondere con l’italiano. È ambientato a Mergellina, dove sorge la trattoria Parthenope gestita da Francesco e Peppe Vitiello. Questi sono dei personaggi che  regalano non solo degli ottimi piatti della cucina napoletana, ma anche ironia e divertimento.

Di fronte alla trattoria c’è un commissariato di polizia, dove lavora il commissario Gianni Scapece, da poco rientrato nel suo quartiere natale, dopo aver lavorato per 15 anni in varie città del centro e del nord. Lui è un uomo scapolo, amante della cucina e delle donne. Tutto procede tranquillamente, fino al giorno in cui, in Via Orazio, in una palazzina, viene ritrovato il corpo di un ragazzo; “condito”, proprio come se fosse un piatto di “aglio, olio e peperoncino.”

A questo punto il commissario dovrà scoprire cos’è accaduto e perché l’assassino ha creato una messa in scena del genere; e lo farà facendosi aiutare dalla tenacia del suo capo, dai proprietari della trattoria, dai segreti della città e dal mito del diavolo di Mergellina. Tutto ciò porterà il lettore ad un finale straordinario…

“Si’ bbella e ‘nfama comme ‘o riavulo ‘e Margellina”

E tu sei pronto a gustarti questo giallo facendoti accompagnare da un buon piatto di spaghetti con aglio, olio e peperoncino?

Commento

Il romanzo di Imperatore parla degli esseri umani, degli amori, della crudeltà, della vita e della morte. Mi è piaciuto particolarmente perché non è il classico giallo: esso racchiude varie tematiche come la solitudine, le risate, le leggende, i misteri, le superstizioni della città di Napoli, le vicende sia storiche che artistiche.

Ma, soprattutto, l’autore mette in risalto anche il tema religioso e il contrasto che si crea tra il sacro e il profano. È una scrittura arricchita da dialoghi ed espressioni tipiche napoletane e ciò rende il romanzo frivolo, divertente ed ironico, facendo spuntare anche un sorriso sul volto del lettore.

Il narratore è onnisciente; la trama è ben organizzata e strutturata; si riesce a leggere con molta facilità, senza perdersi. I personaggi sono a tutto tondo e si evolvono durante il racconto. Lo scrittore li descrive sia nel loro aspetto fisico che caratteriale.

 

L’autore

Pino Imperatore è nato a Milano da genitori Napoletani. Esordì nel 2012 con “Benvenuti in casa Esposito” e nel 2013 con il sequel “Bentornati in casa Esposito”, dove racconta le tragedie comiche di un camorrista. Nel 2015 pubblica “Questa scuola non è un albergo”, nel 2017 pubblica “Allah, San Gennaro e i tre kamikaze” dove affronta il tema del terrorismo islamico e nel 2019 ha pubblicato “Con tanto affetto ti ammezzerò”

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