Adesso voglio il mondo
Romanzi e racconti
Noir
Caffèorchidea
11 giugno 2026
Cartaceo, ebook
502
https://www.caffeorchidea.it/prodotto/adesso-voglio-il-mondo/
Mentre il pianeta tenta di riemergere dal torpore di un’epidemia globale, Giacinto si rifugia su una piattaforma nel mezzo dell’Adriatico. Cerca il silenzio, ma il mare gli restituisce un’apparizione surreale: un vecchio sbronzo, sosia perfetto di Jim Morrison, che approda sulla struttura a bordo di un pedalò biascicando i versi dei Doors.
È l’inizio di un dialogo serrato che attraversa due decenni di eventi, un viaggio vertiginoso che trascina il lettore dalle rivolte di piazza Taksim ai dirottamenti aerei, dalle rovine brutaliste dell’Est Europa ai bassifondi di Lagos e Sana’a.
«Odisseo rientrato a Itaca», disse Silvia accendendosi una sigaretta.
«Io non mi sono vendicato sui Proci».
«Odisseo era un fissato con la proprietà privata. Come se la moglie e il figlio e l’isola fossero di sua proprietà».
«Non che i Proci fossero proprio brava gente».
«Perché, Odisseo lo era, una brava persona?».
“Adesso voglio il mondo” è un romanzo noir contemporaneo o addirittura postmoderno di Lorenzo Mazzoni, pubblicato da Caffèorchidea. La trama sembra semplice: Giacinto, risvegliato dal letargo di una epidemia globale, si rifugia su una piattaforma nel bel mezzo dell’Adriatico, in cerca di silenzio, ma un tipo molto strano che sembra Jim Morrison e canta i versi delle sue canzoni, cambierà i suoi piani… Da qui inizia la storia, che si attorciglierà con altre storie per circa un ventennio, spostandosi in vari posti. Eventi politici, sociali, umani, attraversano i personaggi, tutti diversi fra loro, tutti accomunati da eccessi, pazzia, ipocrisia, sarcasmo. Lorenzo Mazzoni è uno di quei autori che non ami, che non è la prima scelta, ma che è la qualità.
Un imperativo: Adesso voglio il mondo!
Lorenzo Mazzoni è uno scrittore senza peli sulla lingua, irriverente, sarcastico, che già dal titolo, quel mondo non lo chiede, ma lo esige, lo pretende, attraverso i suoi personaggi: artisti, scrittori, nani, preti, hostess, tutti finti burattini di un Mangiafuoco a cui si dà la colpa di essere malvagio, ma i veri malvagi sono gli uomini. Chi si aspetta un romanzo leggero, dove i buoni sentimenti trionfano, consiglio di non leggerlo, poiché rimarrete delusi. Il mondo di scrivere, dissidente, di certo non moralista, è a tratti irritante: all’inizio ho avuto difficoltà nella lettura, proseguendo poi, con una gradevole inquietudine.
I vinti dalla vita, polverizzati
In “Adesso voglio il mondo”, Lorenzo Mazzoni getta nel suo Inferno, antieroi difettati, abbandonati, irritanti: c’è uno scrittore fallito accusato di plagio, un’artista tedesca che ruba pezzi di monumenti abbandonati; mercanti d’armi fanatici dei Van Halen (la musica fa da spalla al romanzo)… e l’anarchia, sempre presente (Viva l’anarchia, disse Gianchi). Lorenzo Mazzoni è stato accostato, a Kurt Vonnegut per il suo stile personale e libero: io ho ritrovato anche un po’ di Thomas Pynchon, per la satira grottesca geopolitica. Inoltre, mi è balenato un accostamento, ai vinti verghiani, solo in maniera diversa: i vinti di Verga sono vittime della fiumana del progresso, mentre quelli di Mazzoni sono martiri della fiumana dei media, della guerra, della politica, della globalizzazione, quindi di sé stessi. Dunque personaggi sporchi, cinici, esalati, che non cercano redenzione, ma sopravvivenza, che non hanno il valore della famiglia, ma solo il valore del loro vuoto esistenziale.
Conclusione
“Adesso voglio il mondo” è provocatorio, antipatico, egoista, strambo. È un romanzo per adulti, dove all’interno c’è sesso, droga, potere, morte. Ripeto, la scrittura è eccellente, l’autore è molto descrittivo, parla in terza, prima persona, Dio onnipotente delle sue creazioni, e ha la capacità di trascinare nelle pagine. Volevo dare tre stelle alla recensione, ma alla fine, ho capito che il romanzo è così fastidioso poiché è come uno specchio, in cui il lettore si riflette, vedendo la sua parte più malvagia e immorale e, a differenza dei personaggi di Mazzoni, ci affanniamo tanto di nasconderla alla società.

Giovanna Iammucci nasce a Torino ma si trasferisce fin da piccola a Olevano S/T, in provincia di Salerno. La passione per la scrittura la porta a pubblicare diversi romanzi, e a collaborare con diverse case editrici. Inoltre ha conseguito due attestati come correttore di bozze e spesso scrive articoli su commissione, facendo anche il ghostwriter. Gattara, pagana e amante dell’arte, spesso si diletta con il teatro amatoriale.