Acque dolci
thriller
La nuova frontiera
17/04/2026
cartaceo, ebook
256
Max, Laurence e la figlia Charlie, di cinque anni, arrivano in un campeggio sulle rive di un bellissimo lago per trascorrere vacanze da sogno. L’atmosfera è serena, il lago invita a tuffarsi, tutto sembra promettere giorni spensierati. Ma basta un attimo perché l’idillio svanisca.
Un rimprovero ingiusto, un’umiliazione, poi un secondo episodio ancora più grave spingono Max a prendere una decisione drastica: andarsene. Nel cuore della notte, sotto un temporale, si mette alla guida di un camper che non padroneggia del tutto. Nel buio, sotto la pioggia battente imbocca la strada sbagliata, dando inizio a un vortice di violenza e paura.
Un thriller implacabile in cui Andrée A. Michaud racconta la distruzione di una famiglia trascinata dal caso in una spirale senza ritorno.
L’autrice canadese Andrée Michaud torna in Italia con un nuovo thriller, “Acque dolci”, questa volta edito da La nuova frontiera.

Max e Laurence non si prendono una vacanza da anni e, finalmente, scelgono come meta del meritato riposo le rive di uno splendido e idilliaco lago. Eppure la vita da camperisti si rivela più complicata del previsto: a causa di una serie di litigi e baruffe, Max decide di mettere fine in anticipo al loro viaggio e di allontanarsi dal luogo in piena notte.
“Leggi troppi romanzi horror, Laurence, si era detta alla fine, e aveva messo piede a terra senza cadere nel temuto precipizio. Aveva respirato l’aria densa e appiccicosa che annunciava il temporale e aveva fatto qualche passo tastando la solidità del terreno. A parte il rombo del motore, e a parte lo stridio dei grilli che sembrava occupare l’intero spazio e correre ondeggiando sulla foresta, il silenzio era assoluto, ma chissà quali rumori, chissà quali lamenti o sospiri si celavano sotto il rombo del motore e il canto dei grilli.”
Da questo momento inizia l’incubo: persi su una strada sterrata nel cuore della foresta in mezzo a una burrasca, Max guida la sua famiglia non verso il ritorno a casa bensì fra le braccia di assassini e malviventi.
Acque dolci e inquietanti
Le primissime pagine del romanzo preannunciano uno scenario naturalistico di profonda quiete e rigenerazione che illude il lettore: quello stesso lago cristallino e quella foresta millenaria e silenziosa in poche pagine si trasforma da luogo idilliaco a palcoscenico inquietante di una fuga per mettere in salvo la propria vita. Questo contrasto fra realtà e apparenza emerge anche dal titolo: le “acque dolci” che noi ipotizziamo facciano riferimento alla serenità di una vacanza lacustre, in realtà nascondono cadaveri e silenzi densi di tensione.
Altissima tensione
Se cercate un romanzo che mantenga viva per tutta la narrazione l’ansia e l’apprensione per ciò che sta per succedere, sicuramente Acque dolci fa al caso vostro. Per quanto mi riguarda, le atmosfere passano da rilassanti a inquietanti troppo velocemente, e troppo a lungo rimane alta la tensione del romanzo, soprattutto all’inizio.
Nella psicologia dei personaggi
Da sottolineare anche che nel romanzo i dialoghi non hanno le virgolette, ma sono calati direttamente nel mezzo della narrazione e dei pensieri. Molti lettori non apprezzano questa scelta; Andrée Michaud utilizza questa tecnica per farci entrare nella psicologia dei personaggi mostrandoceli come un tutt’uno di azioni, pensieri e esternazioni.
I personaggi che Andrée Michaud muove sul suo palcoscenico sono persone piene di ombre e difetti, sono quindi reali. Ne emerge quindi uno sguardo duro nei confronti del genere umano che, aggiunto all’alta tensione del thriller, lascia in bocca al lettore un sentimento di amarezza.
“Non si sa mai quale piega può prendere una festa in famiglia. Speri che andrà tutto liscio, che i figli non ne approfitteranno per scoperchiare vecchi rancori e che non ci saranno attriti o litigi tra l’insalata e il dolce perché l’uno o l’altro se ne sarà uscito con un’osservazione fuori luogo. Ma non si sa mai. Basta un nonnulla perché una rimpatriata iniziata nel buonumore finisca tra le grida e le lacrime.”