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Recensione: “Accademia” di Deo

Accademia Book Cover Accademia
Deo
Romanzo rosa
Self Publishing
Ebook/Cartaceo
207

Dante e Gabriel si conoscono durante una lezione all’Accademia di Belle Arti nel 1998. Vivranno un’amore intenso, messo alla dura prova nel corso degli anni. Per Dante è soltanto l’inizio di  una storia che lo condurrà alla scoperta del vero senso della vita. Dopo venti anni, gli eventi li condurranno ad incrociarsi nuovamente. E sarà tempo di decidere se andare avanti o restare imprigionato alle catene del passato

 

La vita è troppo breve per farsi rincorrere dalla paura per gli altri. Devi essere tu a dover vincere la paura, sii un vincitore non un vinto. Non tutti capiranno, fregatene di quello che pensano gli altri. Segui i tuoi sogni e vivi il tuo grande amore. Quando ami qualcuno, i tuoi occhi brillano di una nuova luce e puoi affrontare qualunque cosa. Quindi non aver paura di amare, non aver paura di lasciarti andare a qualcosa che ancora non conosci.

 

Romanzo d’esordio molto particolare: la storia, che di per sé è molto ben strutturata, viene “rovinata” da una mancata revisione. In alcuni passaggi vi è confusione, un’accozzaglia di frasi, scritte bene e con un senso logico, ma mischiate che creano “disordine”. Da rivedere anche i tempi verbali che non sempre sono coerenti tra di loro. Quello che sinceramente non ho capito è il capitolo o meglio la “lezione” V , visto che il nostro autore definisce così le varie sezioni che compongono il romanzo: si passa da una normale esposizione in prosa a una sceneggiatura teatrale.
La scrittura è fluida, piacevole. I concetti interessanti. Il racconto non annoia, ti coinvolge. I personaggi sono vivi.

 

E nell’immensità di quell’attimo, sentii il calore dei nostri corpi propagarsi al di fuori di essi, come un’aurea che volava via, viaggiando di città in città e sciogliendo le catene del tempo.
Tutto quello che avevo vissuto fino ad allora cominciò ad assumere un senso. Tutte le domande, le incertezze, i quesiti che mi ero posto, persero valore.

 

Mi sono appassionata alla storia di Dante e Gabriel, ho tifato per loro. Ho adorato la nonna di Dante, che tutto ad un tratto però sparisce dalla storia.
Non ho provato simpatia per Alexander, un ragazzo improbabile al limite di un disturbo borderline di personalità che tende a sperimentare emozioni e stati d’animo estremamente intensi che possono cambiare in modo rapido e improvviso.

 

Scomparvero le paranoie, l’imbarazzo e tutto ciò che ne seguì fu la spontaneità di due sconosciuti che condividevano una parte di sé stessi, senza descriversi, ma parlando attraverso i silenzi.

 

 

 

La trama molto interessante si manifesta inizialmente come un’inno all’amicizia per poi proseguire nel percorso romantico tra due coppie. Di colpo si viene proiettati nel futuro, venti anni dopo, quando le loro strade ormai divise da tempo si intrecciano di nuovo, quasi per caso, e dove vengono spiegati in modo superficiale, purtroppo, gli accadimenti che hanno causato la distruzione del loro rapporto.

 

Inseguiamo sempre la via opposta alla felicità e ci convinciamo che le nostre azioni o le nostre scelte siano giuste, ma non sono altro che il risultato della noia e di un adagiarsi lento e senza vita.

 

Un consiglio per il neo-autore: ragazzo mio, snebbia la tua mente, rileggi con calma il tuo romanzo e fatti aiutare da qualcuno per risistemare i passaggi e gli errori. Hai del potenziale, non sono un critico ma leggo molto, scrivi in modo molto piacevole e con cognizione di causa ma la tua mescolanza di concetti rovina il piacere della lettura.
In bocca al lupo per il tuo futuro, e spero di poter leggere presto la versione rimaneggiata di Accademia.

 

Hai ragione quando dici che ognuno ha la sua storia alle spalle, ma è anche vero che dobbiamo sorridere alla vita, sempre. Non bisogna mai perdere il sorriso, anche quando è l’ultima cosa che ci resta. 

 

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.

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