Abbiamo conosciuto la cecità
Romanzo storico
Pav
27 marzo 2026
Cartaceo - ebook
128
In una Catania ferita dalla guerra, Ana aspetta. Aspetta il ritorno di Josip, l’uomo conosciuto al porto, straniero come lei, con il mare negli occhi e il passato segnato dall’esilio tra Pola e Trieste. Il loro amore, nato tra sogni di futuro e promesse sussurrate, viene travolto dalla Seconda guerra mondiale: lui mandato al fronte e poi prigioniero, lei rimasta sola a proteggere i figli sotto i bombardamenti che devastano Catania.
Attraverso lettere, ricordi e silenzi, Abbiamo conosciuto la cecità racconta la guerra dal basso, dalla parte di chi non decide ma subisce. Non eroi, ma uomini affamati e spaventati; non strategie, ma madri, bambini, città distrutte.
È un romanzo storico che denuncia ogni guerra, da qualunque parte arrivi: perché a perdere non sono solo gli eserciti, ma le vite non vissute, i baci interrotti, i figli cresciuti senza padri, i sogni rimasti sospesi. E nessuna vittoria può restituirli.
E se la vera cecità non fosse quella degli occhi, ma quella di chi sceglie di non vedere?
Ci sono guerre che ci vengono raccontate nei libri di storia come grandi imprese che hanno cambiato la geografia di intere nazioni. Ma le stesse guerre, quando entrano nelle case delle persone, assumono un volto completamente diverso.
Spezzano il pianto di un bambino, diventano una lettera che tarda ad arrivare, trasformano l’attesa di una donna in una preghiera silenziosa, nella speranza che le notizie siano buone.
“Abbiamo conosciuto la cecità” di Tania Anastasi, edito da PAV Edizioni, è un romanzo ambientato in una Catania ferita dalla Seconda guerra mondiale, un conflitto che irrompe nella vita quotidiana di Ana e Josip, separandoli e costringendoli a fare i conti con la paura, l’incertezza e l’attesa.
Josip è al fronte, arruolato contro la sua volontà, e viene poi fatto prigioniero. Ana, invece, resta a casa con i figli, mentre intorno a lei la guerra sconvolge ogni cosa e sembra cancellare, giorno dopo giorno, i sogni e le certezze che aveva costruito.
Ma questo non è soltanto un romanzo sulla guerra.
È, soprattutto, un romanzo sull’attesa.
Ana guarda ogni giorno il mare che un tempo le ha portato Josip e che ora, in qualche modo, glielo ha portato via. Aspetta una lettera, poche righe capaci di farla sentire ancora legata alla persona che ama, mentre la sua vita rimane sospesa in un tempo buio e doloroso che sembra non avere fine.
Il mare diventa così un confine tra ciò che è stato e ciò che, forse, potrà ancora essere.
Tania Anastasi sceglie di raccontare la guerra dal punto di vista di chi la subisce. Non ci sono eroi mossi dal desiderio di gloria, ma persone comuni alle quali vengono imposte scelte che non hanno avuto la libertà di compiere.
Ci sono famiglie divise, affetti spezzati e vite travolte dalla violenza di un conflitto che non risparmia nessuno.
Anche il titolo, “Abbiamo conosciuto la cecità”, assume, a mio parere, un significato profondo e universale.
Una cecità che non riguarda soltanto gli occhi, ma la nostra capacità di riconoscere nell’altro una persona, prima ancora che un nemico. La cecità di chi, davanti alle macerie, al sangue e alla sofferenza, sceglie di non guardare davvero.
Quante volte abbiamo visto il dolore e abbiamo scelto di distogliere lo sguardo?
La storia di Ana e Josip ci ricorda che, per chi le vive sulla propria pelle, le guerre non finiscono davvero con un trattato di pace o un armistizio. Le loro conseguenze continuano a vivere nella memoria, nelle ferite dell’anima e nelle vite di chi è rimasto.
“Il Josip di una volta si era perso in mezzo alle privazioni e alle paure. Era rientrato vivo, ma era come un fuoco che si stava consumando, lasciando cenere”
Ed è forse proprio attraverso la memoria che quelle storie possono continuare a essere raccontate, affinché nessuno diventi invisibile e affinché, ancora una volta, impariamo a vedere.
Anche se l’attualità dei nostri giorni ci fa capire che la cecità colpisce ancora e non abbiamo imparato nulla dal passato.
Valutazione 4 stelle
Ringrazio l’autrice Tania Anastasi per la copia cartacea