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Recensione: “A un passo dalla vita” di Thomas Melis edito Lettere Animate

A un passo dalla vita Book Cover A un passo dalla vita
Autoconclusivo
Thomas Melis
Noir
Lettere Animate
Ottobre 2014
Ebook/cartaceo

È una Firenze fredda, notturna e mai nominata quella che fa da palcoscenico alla storia di Calisto e dei suoi sodali, il Secco e Tamagotchi. La città è segnata dalla crisi globale, dietro l’opulenza patinata del glorioso centro storico si nasconde la miseria dei quartieri periferici. Calisto è intelligente, ambizioso, arriva dal Meridione con un piano in mente e non ha intenzione di trasformarsi in una statistica sul mondo del precariato. Vuole tutto: tutto quello che la vita può offrire. Vuole lasciarsi alle spalle lo squallore della periferia – gli spacciatori albanesi, la prostituzione, il degrado, i rave illegali –, per conquistare lo scintillio delle bottiglie di champagne che innaffiano i privè del Nabucco e del Platinum, i due locali fashion più in voga della città. Calisto vuole tutto e sa come vincere la partita: diventando un pezzo da novanta del narcotraffico. Cupamente, nella rappresentazione di un dramma collettivo della “generazione perduta”, schiava di un sistema socioeconomico degenere e illusa dalle favole di una televisione grottesca, si snoda questa storia di ingiustizie e tradimenti, ma anche di amicizie e amori forti tragicamente condannati. Perché il male non arriva mai per caso e la vita non dimentica mai nulla, non perdona mai nessuno.

"Questo libro ha le qualità di un piccolo capolavoro". scrittura-mania.blogspot.it "Una storia nuda e cruda, raccontata in modo magistrale". paroleacolori.com "Una scrittura potente e precisa come una fucilata". ilforzieredeilibri.blogspot.it "Un realistico ritratto di una città e di una generazione, con tutti i problemi che le caratterizzano". ilariagoffredoromanzi.wordpress.com "Melis usa un linguaggio diretto e incisivo che riesce a tenere il lettore incollato sulla pagina". ilrumoredeilibri.blogspot.it" Se è vero che in un romanzo il linguaggio ha parte fondamentale nel valore di un'opera, qui abbiamo davvero un buon lavoro". ebbrezzadellacultura.blogspot.it "Se siete alla ricerca di buoni sentimenti, questo non è il libro che fa per voi. Se invece siete disposti ad imbattervi in quella società che non ha nulla da perdere e ha visto andare in frantumi l’idea di futuro, A un passo dalla vita vi aspetta". nuovepagine.it"Un testo crudo, spudoratamente reale ed espressivo". chelibroleggere.blogspot.it

Il compito dell’artista

In quel momento dimenticavo una regola fondamentale. Dimenticavo che il successo guadagnato con la fortuna è come lo splendore di un plenilunio: quando la fortuna finisce rimane solo il lato oscuro.

Questa recensione è per me particolarmente difficile da scrivere per alcuni motivi che vado ad elencarvi. In primo luogo conosco l’autore che in prima persona mi ha inviato questo romanzo per farne una recensione e chi mi conosce sa quanto per me sia un onore. In secondo, perché mi aspettavo molto da “A un passo dalla vita” anche per via del fatto che ha una quantità veramente elevata di recensioni positivissime che potete trovare sia su Amazon che nei blog letterari ed è quindi per me complicato ora scriverne una critica, tuttavia ho riflettuto molto e ritengo quanto sto per scrivere il mio onesto pensiero.

Prima però di iniziare questa mia digressione vorrei fare una premessa e ringraziare l’autore Thomas Melis, perché è proprio grazie al suo inviarmi “A un passo dalla vita” circa un anno fa che io ho iniziato il mio percorso nel mondo dei gialli, dei thriller e dei noir e dopo averne letto e recensito una mole incredibile e di averne scoperto alcuni che a mio parere erano stati categorizzati erroneamente come thriller o romanzi di narrativa contemporanea che invece rientravano proprio in questo genere finalmente mi sono sentita abbastanza preparata per recensire “A un passo dalla vita” e quindi tengo a spiegare al suo autore che è questo il motivo del mio ritardo nella lettura e non di sicuro un mio disinteresse; a mio parere bisogna conoscere le cose per poterne fornire le spiegazioni necessarie.

Ma ora veniamo al tema di oggi: perché solo tre stelle a un giovane così promettente?

Partirei dallo spiegarvi in tre righe cos’è un noir e il resto verrà da sé.

Il noir è lo specchio letterario che ha il dovere di riflettere il lato oscuro dell’umanità e della società che essa stessa ha creato.
Thomas Melis (libri.icrewplay.com)

Il noir, nato negli Stati Uniti, alla fine degli anni Venti del XX secolo, significa misterioso, cupo e si può considerare una variante del genere letterario poliziesco.

Tengo a sottolineare che il protagonista del romanzo noir è una vittima, un sospettato o un esecutore e la sua caratteristica più importante consiste nella sua indole auto-distruttiva.

Il protagonista noir ha pertanto qualcuno o qualcosa che lo perseguita e oltre a questo deve anche affrontare il sistema legale e politico che non sono meno corrotti del criminale di cui egli è vittima, oppure può anche essere egli stesso a perseguitare altri personaggi in una situazione che non finisce mai positivamente.

Nei sottogeneri del noir abbiamo poi il noir metropolitano e quello mediterraneo di cui sicuramente questo romanzo non fa parte, perché se pur si comprende che è ambientato a Firenze la città non diventa abbasta protagonista della storia per definirlo noir metropolitano né vi sono descrizioni dei luoghi che possono far inserire “A un passo dalla vita” nel noir mediterraneo caratterizzato difatti da descrizioni che tendono per contrappasso a esaltare la bellezza del territorio in cui la storia “cinica” si svolge.

È pertanto il noir puro quello in cui catalogherei questo romanzo, tuttavia non ho capito se per scelta o se per semplice inesperienza (si tratta di un romanzo d’esordio) il suo autore sceglie di non seguirne le regole, infatti questo è quanto troviamo nel romanzo di Melis:

1) Sicuramente è presente l’indole autodistruttiva del protagonista che si trova immerso nel mondo dell’illegalità e se anche in superficie può apparire che vi stia per i soldi, in realtà è la sua stessa indole a trattenerlo in questa ragnatela.

Non riusciva proprio a spiegarsi quella luce tetra che ogni tanto le sembrava di scorgere in fondo a quegli occhi. Occhi che adorava, ma che la inquietavano.

Nel romanzo di Melis il protagonista non è pero completamente vittima della società in quanto egli ha capito i suoi meccanismi e crede che potrà ottenere dei vantaggi dalla ribellione alle regole della stessa, in altre parole ritiene che sia meglio fare il furbo piuttosto che lavorare sodo.

La società inoltre non è completamente corrotta, infatti lungo il suo cammino il protagonista incontra persone che gli indicano la retta via (i professori nel prologo, la madre, i ragazzi dell’associazione antidroga e anche i cattivi gli sussurrano cosa dovrebbe fare) ed in effetti durante il suo percorso avviene una redenzione che però non collima con il genere in cui il romanzo rientra.

2) A proposito di redenzione che non dovrebbe esserci apro una piccola parentesi su Holli in “A un passo dalla vita” Holli è ciò che il lettore si aspetta, non è un colpo di scena che peggiora la situazione del protagonista. Bisogna comprendere che nei noir non è la trama ciò che conta, ma è solo lo “schifo” sociale ciò che deve emergere e Holli è una luce che a mio parere non doveva esserci.

Ho invece adorato il personaggio di Tati, è uno spirito libero che ha sofferto molto e che da questa vita prende tutto ciò che desidera senza nessun rimpianto.

E infine mi soffermo sull’ultimo punto quello tramite cui io valuto un romanzo, punto che è completamente soggettivo, ma che è inevitabile che ci sia: il compito dell’artista. Che si tratti di Brizzi, Melis, D’annunzio o Camilleri esso è unico e consiste nello sconvolgere il proprio lettore e mi spiace, ma il romanzo di Melis non ha adempiuto a questa missione. L’autore dà delle descrizioni accuratissime sullo spaccio, sugli effetti della droga, viene persino da chiedersi come e dove abbia appreso tutte queste cose, tuttavia non sconvolge.

I temi trattati a mio parere sono argomenti triti e ritriti. Possibile che nell’Italia odierna l’unico problema da trattare sia quello delle droghe? In questo romanzo è fortemente sentita anche una mancanza di speranza per il futuro, la crisi economica e tocca lievemente il tema prostituzione, ma è così effimera la sua trattazione. A mio parere è giunta l’ora che i noir si spostino dallo spaccio, dalle droghe, dalla mafia e trattino temi differenti come… no beh perché aiutarvi così sono una scrittrice del resto, questo me lo tengo per me ?.

Vorrei concludere, infine con le note positive che mi hanno portato a dare un voto mediocre al giovane autore: il romanzo escludendo qualche refuso, dovuto al fatto che devo aver ricevuto un’edizione antecedente a quella pubblicata, è scritto meravigliosamente, con un lessico accurato, forme dialettali, uno stile eloquente degno dei migliori scrittori. A mio parere Melis ha in sé il dono dell’artista, tocca solo svilupparlo, sono certa che sentiremo parlare ancora di lui. Beh sicuramente io ve ne parlerò, ho già iniziato il suo secondo romanzo “Nessuno è intoccabile” edito Butterfly.

Ma questa è un’altra storia…

Autore: Thomas Melis

Thomas Melis è nato a Tortolì, in Sardegna, nel 1980. Ha studiato presso le Università di Firenze e Bologna concludendo il suo percorso accademico nell’anno 2008. Nella vita si è occupato di progettazione su fondi comunitari e consulenza aziendale. Ha scritto per diverse riviste on line, dedicandosi ad analisi di politica interna e degli scenari internazionali. Attualmente gestisce un’attività commerciale, lavora come copywriter, crea contenuti per aziende attive sul web e, dal 2017, collabora con il sito di critica letteraria MilanoNera. La prima edizione di “A un passo dalla vita”, romanzo d’esordio, è stata pubblicata da Lettere Animate nel 2014, seguita l’anno successivo dallo spin off “Platino Blindato”. Nell’aprile del 2018 è uscito “Nessuno è intoccabile”, il suo secondo romanzo, e a ottobre la nuova edizione di “A un passo dalla vita”.

Ha esordito nel mondo editoriale nel 2016 con "Ananke" a cui sono seguiti "Artemisia" e "l'Ultima Notte al mondo"; ha collaborato a varie antologie dal titolo "Io me lo leggo". I suoi romanzi sono tutti ambientati in Italia tra le alte cime del Piemonte e i paesaggi Pugliesi, vi troverete all'interno i valori in cui crede: la lotta per i sogni, l’amore e l’amicizia. Da più di un anno collabora attivamente con i blog LabottegadeiLibri e lubri.iCrewPlay, scrivendo articoli che ruotano attorno al mondo dei libri. 

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