A Milano c'è il mare
giallo
Laurana Editore Milano
6 febbraio 2026
ebook, cartaceo
288
Una notte di novembre, avvolta dalla nebbia milanese, due uomini vengono crivellati da una raffica di proiettili. Uno muore sul colpo, l’altro – Benedetto Cicogna, il Nero – resta in bilico tra la vita e la morte. Per l’investigatore privato Franco Reali scoprire chi ha premuto il grilletto non è solo un caso da seguire: è una questione personale. Al suo fianco, volente o nolente, c’è ancora una volta Olga Cazzaniga Peroni, brianzola ironica, testarda e irriverente, decisa ad avere sempre l’ultima parola, anche quando sarebbe meglio tacere. Una compagna d’indagine ingombrante che Reali considera più un ostacolo che un aiuto, ma che sa sorprendere con intuizioni tanto inaspettate quanto preziose. A Milano c’è il mare è la terza avventura che li vede protagonisti: un giallo che intreccia tensione e sarcasmo, azione e battute fulminanti, amicizia e sospetto. Perché a Milano il mare forse non c’è, ma le onde possono travolgerti lo stesso.
“A Milano c’è il mare” di Cristina Aicardi e Ferdinando Pastore, Laurana Editore, è il terzo giallo che vede protagonisti l’investigatore privato Franco Reali e l’effervescente Olga Cazzaniga Peroni.
In questo nuovo capitolo i due si troveranno ad affrontare un enigma davvero spiacevole. Qualcuno ha sparato al Nero, caro amico di entrambi, ma le circostanze in cui questo si è trovato coinvolto nella sparatoria non sono delle più trasparenti.
Il loro amico è implicato in qualcosa di losco? Franco e Olga non lasciano nulla di intentato nella loro indagine. Alla fine riusciranno a trovare il bandolo della matassa e, per l’ennesima volta, a scoprire la verità.
Non ho letto i romanzi precedenti, però devo dire che mi sono sentita come se “A Milano c’è il mare” fosse un romanzo a sé, dato che gli elementi che lo legano agli altri due libri sono comunque riportati nella narrazione.
Milano protagonista con tutte le sue sfaccettature
Il libro è ambientato in una Milano caotica, fumosa, che da un lato mostra la sua superficie scintillante, ma dall’altro fa vedere anche la sua parte più torbida e pericolosa. Il traffico e il caos sono due degli elementi che più accompagnano la storia nel suo svolgimento, elementi che riflettono anche l’indagine in corso. Un’indagine appunto lenta, caotica, dove sembra di non arrivare mai a un indizio concreto o a una soluzione certa. Trovo che questa lentezza abbia un po’ penalizzato lo scorrere della lettura, ma soprattutto il suo piacere. La mancanza di colpi di scena o di un evento improvviso che confonde il lettore a mio avviso ha reso il romanzo un po’ piatto.
I personaggi di Olga e Franco sono ben delineati, i classici opposti che si attraggono. Lui calmo, risoluto e taciturno quanto lei esuberante, chiacchierona e impacciata. Il libro si basa molto sui loro battibecchi e sulla loro relazione ambigua. Sono quasi amici, sembra che siano attratti l’uno dall’altra ma non si arriva mai a una conclusione, a un cambiamento nel loro rapporto. Quello che si legge sempre è lui che la canzona, a volte bonariamente altre meno, e lei che controbatte a tutte le risposte che riceve. Questo scambio rende il romanzo più leggero e ironico, ma penso che a volte sia troppo. Qualche dialogo più serio tra i due, o qualche battuta meno ironica avrebbe reso la lettura più intrigante e dato al libro un’impronta più da romanzo giallo.
In conclusione, la lettura del romanzo è stata piacevole e scorrevole, anche se trovo che con qualche elemento di sorpresa in più sarebbe stato ancora più interessante e accattivante.

Mamma appassionata di libri fin dall’infanzia.
Sono una lettrice compulsiva, non c’è momento che non sia buono per leggere! Amo tutti i generi di libri, ma prediligo noir, gialli, thriller e romanzi d’autore.