A Jeju nasce il vento
romanzo contemporaneo
Salani Editore
28 gennaio 2025
Cartaceo, ebook
288
Due uomini, un'amicizia inattesa, un viaggio attraverso la Corea. Minjung è timido, maldestro, un indeciso cronico, si sente ‘un erbivoro solitario in un mondo feroce come una giungla'. Andy è l'esatto contrario: un uomo risoluto, impulsivo, con un fisico da culturista e la sicurezza di chi della giungla si sente il re indiscusso. Diversi in tutto, eppure uniti da un destino che li ha voluti, in momenti distinti, al fianco di Jaeyeon. Per entrambi l'amore della vita, quello che continua a vibrare anche adesso che lei non c'è più. A un anno dalla sua morte, i due si incontrano per caso nel cimitero in cui è conservata l'urna di Jaeyeon. Sanno poco o niente l'uno dell'altro, e i loro volti sembrano dire: tu cosa ci fai qui? Ma quello che li stupisce di più è l'impressione di essere i soli a cui importi ancora di lei. Inoltre, com'è possibile che la famiglia abbia scelto un posto così sperduto e soffocante per custodire i resti di una donna tanto libera e vivace? Merita ben altro, si dicono Minjung e Andy, e in un istante di inattesa complicità decidono di rubare l'urna e di partire insieme alla ricerca del luogo perfetto in cui dirle addio. Ma dove? Sulla spiaggia di Namhae, come sostiene uno? O tra i vulcani dell'isola delle sue vacanze, come vorrebbe l'altro? Questa è la storia di due uomini che si conoscono come nemici, litigano per orgoglio e si mentono per egoismo, ma scelgono comunque di intraprendere un viaggio rocambolesco attraverso la Corea e attraverso la memoria. Un'avventura on the road scritta con la leggerezza di un K-drama in cui l'amore, anziché svanire, si trasforma, mischiandosi come polvere nel vento e trovando finalmente la libertà.
“A Jeju nasce il vento” di Kim Ho-Yeon è un libro davvero insolito, divertente ma anche molto profondo.
Minjung, il protagonista di questa storia, si ritrova suo malgrado a rubare l’urna cineraria dell’ex fidanzata Jaeyeon. Suo complice e ideatore del furto è Andy, il ragazzo di Jaeyeon prima che si fidanzasse con Minjung. I due si incontrano per caso al cimitero per l’anniversario della morte della ragazza, non sanno quasi niente l’uno dell’altro, eppure si riconoscono. Basta uno sguardo e decidono all’improvviso di portare via Jaeyeon da lì, per farla riposare in uno dei suoi luoghi preferiti.
I due ragazzi affronteranno insieme un viaggio “on the road”, dove piano piano si conosceranno. Minjung è un uomo riflessivo, insicuro, che non ha mai corso un rischio in vita sua, mentre Andy è l’esatto contrario: sicuro di sé, sempre pronto ad affrontare nuove sfide e a prendersi tutto ciò che la vita può offrirgli. In mezzo a tutto questo, il paesaggio coreano: le spiagge, i monti, le vallate, fino all’isola di Jeju, dove avverrà l’epilogo di questa storia fuori dal comune.
I due ragazzi, proprio per questa diversità, saranno due eterni nemici, perché nonostante Jaeyeon non ci sia più, entrambi ne sono ancora profondamente innamorati. Questo amore incondizionato però li aiuterà a ritrovarsi, a capire meglio sé stessi e a conoscere meglio l’altro, sviluppando un rapporto singolare e sincero.
E’ stato difficile entrare nel pieno del romanzo. Lo stile è fresco e scorrevole, ma la narrazione è molto lenta. Il carattere è divertente, a volte ironico, ma non per questo meno intenso o profondo. Non è un romanzo d’azione, è un romanzo di riflessione e di sentimenti, e devo dire che Kim Ho-Yeon li sa descrivere molto bene.
La narrazione è tutta affidata a Minjung, che oltre a raccontarci di Jaeyeon, ci racconta di sé, fotografando perfettamente la società coreana attuale, dove la tradizione dei genitori si scontra con la voglia di emancipazione e di libertà dei giovani. Gli uomini devono a tutti i costi trovare un lavoro redditizio e sicuro, che gli permetta di trovare una buona moglie, mentre le donne possono pensare a una carriera, ma solo finché non troveranno un marito da servire e a cui donare dei figli. Ma i giovani vogliono staccarsi da questa tradizione obsoleta, vogliono realizzarsi e seguire i propri sogni e le proprie inclinazioni:
“Sai cosa mi hanno detto i miei genitori quando gli ho detto che volevo trasferirmi a Jeju? Che erano contrari perché si sarebbero preoccupati troppo se fossi stata così lontana. Ma io sapevo benissimo che era perché, se non ci fossi stata io, avrebbero dovuto occuparsi da soli della casa(…) Perciò gli ho detto di diventare indipendenti. Di smetterla di dipendere da me. Che se mi avevano cresciuta solo per fargli da badante, non si meritavano di essere chiamati genitori”.
Un romanzo delicato e profondo, che con armonia e leggerezza ci accompagna nella sfera dei sentimenti più intimi: l’amore, l’amicizia, l’indipendenza e la voglia di riscatto.

Mamma appassionata di libri fin dall’infanzia.
Sono una lettrice compulsiva, non c’è momento che non sia buono per leggere! Amo tutti i generi di libri, ma prediligo noir, gialli, thriller e romanzi d’autore.