Da poche ore è stato proclamato il vincitore della LXXIII edizione del Premio Strega, si tratta di Antonio Scurati, con il romanzo M. Il figlio del secolo (Bompiani).

Il premio come tutti gli anni è stato promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Liquore Strega con il contributo della Camera di Commercio di Roma e in collaborazione con BPER Banca, sponsor tecnico IBS.it.

Il seggio di voto, svoltosi giovedì sera, è stato presieduto dalla vincitrice del Premio Strega 2018, Helena Janeczek. I votanti, gli Amici della domenica, per un totale di 400, si sono riuniti nel giardino del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. A questi sono state sommate le preferenze di 200 votanti all’estero selezionati da 20 Istituti italiani di cultura, 40 lettori forti selezionati da 20 librerie associate all’ALI e 20 voti collettivi di biblioteche, università e circoli di lettura (15 i circoli coordinati dalle Biblioteche di Roma).

Lo scrutinio ha visto al primo posto con 228 voti proprio Antonio Scurati, con il romanzo M. Il figlio del secolo (Bompiani). A seguire, Benedetta Cibrario con Il rumore del mondo (Mondadori), 127 voti; Marco Missiroli con Fedeltà (Einaudi), con 91 voti; Claudia Durastanti con La straniera (La nave di Teseo), con 63 voti; e Nadia Terranova con Addio fantasmi (Einaudi), con 47 voti; per un totale di 556 voti espressi.

La serata è stata trasmessa in diretta su Rai Tre e condotta da Pino Strabioli.

Il Premio Strega nacque il 17 febbraio 1947. Da allora gli Amici della domenica, che oggi costituiscono un corpo elettorale di quattrocento persone diversamente inserite nella cultura italiana, si riuniscono ogni anno per scegliere in due successive votazioni il vincitore: la prima in casa Bellonci, in giugno; la seconda al Ninfeo di Villa Giulia, a Roma, ai primi di luglio.

Antonio Scurati ha sfiorato più volte la vittoria dell’ambito premio. Aveva perso per un voto lo Strega nel 2009, e ancora per soli 5 voti nel 2014.

E’ un cinquantenne di origini napoletane, laureato in filosofia a Milano, docente di Teorie e tecniche del linguaggio televisivo all’Università di Bergamo, che ha iniziato a pubblicare romanzi nel 2002 con Il Rumore sordo della battaglia. Fedelissimo autore Bompiani, aveva già affrontato temi storici sia con il romanzo d’esordio che nel 2007 con Una storia romantica. In M – il figlio del secolo narra i sei anni (maggio 1919- gennaio 1925) che portarono all’affermazione politica Benito Mussolini. Come afferma lo stesso autore, che ha ammesso alcuni errori e forzature:

E’ un romanzo non un saggio storico (…) ed ha l’obiettivo di integrare, di completare, magari, il lavoro analitico della ricerca storica con la forza sintetica della narrazione.

Il romanzo è il primo romanzo sul fascismo raccontato attraverso la storia di Benito Mussolini e il primo volume di una trilogia.

Dedico questa vittoria ai nostri nonni e ai nostri padri che furono prima sedotti e poi oppressi dal fascismo e soprattutto a quelli che fra loro trovarono il coraggio di combatterlo. E insieme lo vorrei dedicare ai nostri figli con l’auspicio che non debbano tornare a vivere quello che abbiamo vissuto cent’anni fa e in modo particolare a mia figlia Lucia.

 

 

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