“Mamma leggiamo un pò assieme?”  Certo, anche se su questo treno c’è un gran fracasso, fa caldo e io sto morendo di sonno, leggiamo Nani, io ho sempre voglia di leggere.

 

 

Il signor Vito attira l’attenzione di Naike chiedendole quanti anni ha, e facendole un indovinello! Naike non da la risposta corretta e stupita della risposta ne vuole un altro. E così fra un indovinello e l’altro Vito ci dice che lui ha lavorato assieme ai bambini, perché è un autore, e ha tenuto un corso di scrittura creativa nelle scuole.

Beh, giacché ci siamo posso intervistarla Vito?

Al signor Vito piace ridere, mi mostra il suo libro di barzellette e mi dice “Quelle con la faccina che sorride sono spinte! era per far capire al lettore di non farle leggere ai bambini, ma in fin dei conti, una barzelletta se è non è spinta che barzelletta è?

Scopro che non scrive solo indovinelli e barzellette, ma ha scritto anche cinque thriller! Editi ovviamente, e il primo l’ha scritto nel 2006, mi racconta che ha fatto per tutta la vita il commerciante e che ha atteso 30 anni prima di concedersi il tempo di scrivere il suo primo libro “Un indizio: Mano sinistra” un thriller da 400 pagine, e a quelle 400 pagine Vito ci ha pensato ogni giorno della sua vita, mentre commerciava stoffe e abiti pensava alla trama del suo manoscritto d’esordio.

 

 

“Era il mio sogno nel cassetto, l’ho custodito e appena sono andato in pensione l’ho tirato fuori dal cassetto, non aveva nemmeno una piega così l’ho fatto, ho scritto il mio primo libro, ci ho messo un anno intero di lavoro, ma ne è valsa la pena!”

 

Ha quattro figlie ed è estremamente orgoglioso della sua nipote più grande:

“E’ una persona molto importante, lei lavora in tribunale e inoltre è a capo di un’azienda con 390 dipendenti, quando ho bisogno di qualcosa sul computer chiedo a lei!”

Mi mostra anche le poesie del suo nuovo libro, che uscirà a Settembre, le leggo consapevole del fatto che non capisco veramente nulla di poesia, ma mi pareva maleducato rifiutare. In quei versi ho trovato le parole di un giovane innamorato ed è stato proprio lui a confermarmelo.

 

 

“Sa, ero riuscito a troncare una relazione l’anno scorso, ma ci sono ricascato un’altra volta… “

“Signor Vito, quanti anni ha?”

“Ottanta.”

 

 

Ora ditemi, e rispondete a voi stessi francamente:

Perché aspettare per vivere? E poi, COSA dovremmo aspettare?

Cristina Agnesi.

Scritto da:

Cristina Agnesi

Non amo darmi titoli ma ne ho conseguito uno: dottoressa. Il che implica che io abbia una laurea; una soltanto, anche se i miei interessi spaziano in un territorio vastissimo che definirei " Al di là del deserto", (citando il titolo di un libro di uno dei più grandi filosofi contemporanei, a mio avviso... s'intende!!). Potrei dirvi che SONO una dottoressa, ma non lo farò, perché ESSERE qualcosa o qualcuno significa chiudersi in uno spazio troppo piccolo e privo di possibilità. Somiglio ad una cellula staminale, sono totipotente e VIVA! "So essere anche": Una leader eccellente, Moglie mai (se non per burocrazia), compagna di vita di Marco sempre, mamma, Amica, dottoressa, lettrice, studiosa, scienziata, ricercatrice, comica, autrice, artista, pessima bugiarda, Apple addicted, pasticciera, antropologa, curiosa, innovativa, testarda ....  E questa descrizione ovviamente non mi soddisfa ma: La modificherò secondo le necessità.