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PARTY REVIEW: Stupefacente Banalità di Pitti Duchamp, DriEditore

Stupefacente banalità Book Cover Stupefacente banalità
Contemporary Romance Vol. 4
Pitti Duchamp
Rosa
DriEditore
26 agosto 201o
Kindle
198

Lui è il manager di punta di un’azienda produttrice di macchinari agricoli, malato di lavoro. Lei una ex modella con figlio problematico a carico, che tenta di riciclarsi nel mondo dell’agricoltura senza la minima preparazione. Lui fa della calma e del sangue freddo le sue migliori virtù, lei dell’ansia il suo peggior difetto. Tra ricordi dolorosi che affiorano inesorabili dal passato, crisi post adolescenziali di un figlio cresciuto senza padre e problemi economici di ogni sorta, una storia solo apparentemente banale si fa strada tra le piante di ulivo della nostra splendida toscana, diventando piano piano … stupefacente!

«Una donna bella come lei può vestirsi di stracci, e mi pare che ci provi in ogni modo, ma sarà sempre una donna stupenda e nel nostro ambiente di lavoro troverà sempre uomini che la trattano da donna e non da cliente.»

 

Pitti non delude mai! Sia che scriva romanzi storici sia libri moderni, ambientati ai giorni nostri, ti coinvolge a tal punto da farti immedesimare, senza alcun sforzo, nei protagonisti, arrivando a farti parlare con loro, a discutere o a contestare i loro metodi e/o atteggiamenti.
Stupefacente banalità” è un romanzo breve che tocca diversi argomenti: dall’amore non più giovane ai rapporti non sempre sereni, anzi in alcuni casi conflittuali, tra genitori e figli.

I personaggi sono veri, reali. Una narrazione perfettamente integrata nell’ambiente circostante dove anche il paesaggio tipicamente toscano, ricco di uliveti, riveste un ruolo fondamentale ed è palcoscenico naturale della rinascita di Niccolò.
Un romanzo d’Amore privo di scene di sesso, che al giorno d’oggi sono inflazionate e utilizzate per aumentare le vendite. I sentimenti sono i principali attori.

 

 

“La mano grande avvolse quella piccola. I calli provocati dal volante graffiarono appena la pelle liscia e morbida. Unghie maschili curate e pulite combaciarono con quelle smaltate da donna.”

La storia che di primo acchito potrebbe sembrare una banale storia di amore si arricchisce di momenti esilaranti (ad esempio il primo incontro tra Mimì e Raimondo) ma anche di momenti di tensione e di dolcezza.
Tra alcuni fraintendimenti e alcune piccole discussioni i nostri protagonisti creeranno un rapporto speciale, fatto di reciproca fiducia.

Mennea, mentre lavorava e si allenava per le Olimpiadi, ha preso quattro lauree. A prenderne almeno una ce la puoi fare. Non che la reputi una cosa indispensabile: si può rimanere ignoranti anche con una laurea, l’ignoranza è uno stato dell’anima, ma un pezzo di carta è sempre utile

La scrittura è elegante, ricercata ma non complessa. I POV si alternano, dando così vitalità al racconto ma soprattutto ci consentono di meglio comprendere il pensiero dei protagonisti stessi.

“Un uomo che lavora è sempre dignitoso, anche se raccoglie pomodori o lucida le scarpe. Il punto è lasciargli fare quello che lo appaga, assecondare la sua passione.”

Complimenti Pitti, continua così! Ogni tuo romanzo è una boccata di ossigeno e di aria fresca che ti aiuta ad affrontare meglio la quotidianità.

Pitti Duchamp, classe 1981, abita in Mugello, provincia di Firenze insieme al marito e a due figli, una bambina e un maschietto.
Appassionata di storia, di burlesque, di vintage, si sente a proprio agio solo quando ha in borsa l’e-reader perchè non smette mai di leggere qualunque cosa le passi sotto le mani con incredibile voracità.
Ha pubblicato in self “La gran dama“, “L’Arabesco“, “Lupo di primavera” e “Il pugnale e la perla nera” per la serie D’amore e d’Italia. Ha inoltre partecipato a delle collane di racconti.

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.

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