La Bottega è...,  Review party

PARTY REVIEW!!! “Quando il fine non giustifica i mezzi” a cura di Maura Radice

Quando il fine non giustifica i mezzi Book Cover Quando il fine non giustifica i mezzi
Maura Radice, Alessia Baraldi, Donatella De Filippo, Cristiana Meneghin, Anna Francesca Perrone, Pina Sutera, Erika Zappoli, Francesca Savino, Irene Pepe, Jessica Verzeletti, Stefania Guerra.
racconto
Self
21 Marzo 2019
E-Book
172

"Quando il fine non giustifica i mezzi " è una raccolta di racconti che nasce dalla passione per la scrittura.

Maura Radice raccoglie in questo libro i racconti scritti dai collaboratori di libri.iCrewplay.com dando vita ad un sogno.

 

QUANDO IL FINE NON GIUSTIFICA I MEZZI

Alessia Baraldi, “Favola della buonanotte”

 

“C’era una volta, in un paese lontano lontano, una bella principessa di nome Estella…  -Non mi piace il nome Estella! […] Chiamala Margherita-“

 

 

Papà Davide e Margherita hanno un luogo tutto loro dove incontrarsi.

Un luogo dove si può arrivare solo con la fantasia: il tempo del racconto. Ogni sera Davide dedica tempo, il suo tempo, a Margherita, raccontandole una favola, ma non lo fa in un modo qualsiasi, magari leggendo un libro; lo fa ASSIEME a lei.

Analizzando la situazione da un punto di vista genitoriale mi vengono in mente numerosi spunti,  da figlia invece ne vedo uno differente, uno che forse ho desiderato così a lungo che alla fine ho finito per dimenticare.

Ma iniziamo dai genitori. Non vi so dire da dieci anni a questa parte quante mamme e papà ho sentito lamentare, tanti, tutti. Anche quelli che coi loro figli ci passano poco tempo. Le motivazioni sono le più svariate, pare che qualsiasi bambino venga al mondo per un solo motivo. No, non rendere felici mamma e papà, ma per mettere in luce tutti i loro stupidi limiti da “adulti”.

Questo è un discorso che può reggere solo se una persona ha la ferma volontà di mettersi in discussione, sempre, svariate volte al giorno… per sempre. Quindi, se non fate parte di questo sparuto gruppo di persone, evitate di leggermi.

Se invece mettervi in discussione vi piace leggete, sto per servirvi una doccia fredda, a patto che non l’abbiate già ricevuta.

Cos’è un figlio? Uno specchio. E tu mi dirai: eh no! cosa vai dicendo, io non disegno sui muri, tantomeno faccio i capricci per andare a dormire…. no è vero, e probabilmente non hai nemmeno mandato a quel paese i tuoi genitori quando eri adolescente… ma quanto avresti voluto farlo!!!!

I figli sono lì a farci vedere tutto quello che abbiamo desiderato e mai abbiamo avuto coraggio di chiedere, e ci fanno arrabbiare da matti! Ci fanno infuriare da morire ogni volta che diciamo loro “studia tesoro” e loro puntualmente non lo fanno. Ci sentiamo inutili ogni volta che diamo un consiglio e questo finisce nel cestino dell’umido a decomporsi, ci sentiamo avviliti dalla scarsa considerazione che loro hanno di noi.

Ma non teniamo mai conto di una cosa: Avremmo voluto tanto disegnare sul muro, ma non l’abbiamo più fatto dopo averci provato la prima volta, non abbiamo avuto il COR-AGGIO (cor: cuore, aggio: ampiezza, quindi mal interpretato come contrario di vile, il coraggio è la capacità di rimanere quanto più possibile fedeli al nostro cuore, che è il solo custode della nostra essenza) siamo stati codardi (cosardìa: andare a corda bassa) e così ci siamo castrati da soli, per tutelare la nostra integrità, la nostra immensa sensibilità di bambini. I nostri figli invece lo rifanno, sarà perché nel 2019 le botte non si prendono più, o forse perché noi cerchiamo di fare le cose in modi differenti, usando più pazienza.

 

 

Ma di fatto non facciamo nulla di differente da ciò che facevano i nostri genitori. Blocchiamo un flusso creativo, perché il muro poi va ridipinto di bianco.

Volete fare qualcosa di nuovo? Chiedetevi perché il muro vada per forza bianco o di qualsiasi colore fuorché disegnato da un bimbo. Chiedetevelo e non troverete nessuna risposta che possa giustificare la scelta di non far disegnare il muro.

Se poi volete fare qualcosa di davvero bello allora mettetevi a disegnare con vostro figlio, su quel muro, date modo al vostro bambino interiore di poter finalmente fare ciò che aspetta da 30 o 40 anni, fatelo e vedrete.

Vedrete che a quel punto vostro figlio smetterà di farlo.

Perché? E’ semplice, vostro figlio vi stava solo facendo vedere che dovreste sentirvi più liberi di vivere le vostre pulsioni.

Ora chiudo altrimenti scrivo un saggio.

Da figlia? L’ho sempre desiderato, il papà che mi raccontava la favola ogni sera, non me lo ricordo bene quanto ho desiderato creare assieme a lui un gioco magico, ma ci sto ugualmente provando adesso, a 34 anni, a ritrovare lo slancio di quella bambina.

Gli anni separano, i rancori e i dolori restano nascosti, ma ti fanno marcire l’anima. Per questo vanno curati, e nessuno meglio dei nostri figli ci può guidare nella risoluzione di noi stessi.

Davide fa qualcosa di simile, anziché lamentarsi del fatto che sua figlia non vuol mai dormire, l’accompagna nel sonno, inventando storie assieme a lei. Trovando spunti di riflessione e principalmente dando pace a se stesso e a quel bambino che probabilmente ha dovuto addormentarsi per tanto tempo con un vuoto nel cuore.

Una favola semplice in cui si può trovare un piccolo tesoro, o semplicemente una favola da raccontare.

La consiglio, si, a grandi e piccini.

 

              STELLE:

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QUANDO IL FINE NON GIUSTIFICA I MEZZI

Anna Francesca Perrone, “Girasoli per Me”

 

“Il mio sguardo è catturato da quei libri, dai colori delle cover, dalle infinite parole racchiuse nelle pagine di ognuno, dalle emozioni disegnate da quelle frasi, vorrei leggerli tutti… “

Lorenza lavora in banca, molto sensibile e fragile, fatica a riconoscere i suoi talenti. Sofia è invece determinata, all’apparenza sembra non porsi troppe domande prima di agire.

La lettura e i viaggi sono ciò che tiene unite le due amiche, entrambe ferite, in passato, decidono di regalarsi un viaggio a Samos, isola della Grecia, che a tutte e due servirà per mettere a posto dei “tasselli”, smettere di vivere nel passato e fare qualcosa di nuovo.

E’ una sorta di mini libro. La lettura è molto scorrevole. Il racconto ha uno sviluppo, a mio avviso, troppo lungo. Tocca numerosi argomenti come il lavoro, le passioni, l’amore, la malattia… argomenti che meriterebbero una lavorazione maggiore; messi tutti assieme in uno scritto così breve danno una disagevole sensazione di superficialità.

La prima parte del racconto si sviluppa alternando il punto di vista delle due amiche, ognuna di loro racconta dell’altra e le visioni che hanno sono diametralmente opposte rispetto a quelle che hanno di loro stesse. Come a rimarcare quanto la concezione del sè sia sempre molto distante da ciò che invece appare agli occhi degli altri.

Lorenza, dopo esser rimasta sola, riesce a trovare la forza di avverare il suo sogno e riesce anche a trovare l’amore, per la prima volta in vita sua.

 

 

Personalmente ho trovato il racconto troppo lungo, la storia d’amore nasce dopo un solo incontro, il che potrebbe anche essere plausibile, mancano però i dettagli visivi, olfattivi, la densità tipica di ciò che nasce nell’immediato.

Il messaggio che vuol dare è molto bello, parla di coraggio, di amore verso se stessi. Abbandonare le maschere e fare qualcosa di nuovo e autentico non è semplice, ma è un atto dovuto alla propria individualità, al proprio essere.

Non sono amante del genere, nonostante tutto mi sento di dire che potrebbe essere una lettura piacevole per chi ama i Romance, sebbene la struttura tipica del romanzo rosa non sia propriamente aderente alla trama del racconto, tuttavia la storia d’amore c’è e anche il lieto fine!

Buona lettura.

      STELLE:

Non amo darmi titoli ma ne ho conseguito uno: dottoressa. Il che implica che io abbia una laurea; una soltanto, anche se i miei interessi spaziano in un territorio vastissimo che definirei " Al di là del deserto", (citando il titolo di un libro di uno dei più grandi filosofi contemporanei, a mio avviso... s'intende!!). Potrei dirvi che SONO una dottoressa, ma non lo farò, perché ESSERE qualcosa o qualcuno significa chiudersi in uno spazio troppo piccolo e privo di possibilità. Somiglio ad una cellula staminale, sono totipotente e VIVA! "So essere anche": Una leader eccellente, Moglie mai (se non per burocrazia), compagna di vita di Marco sempre, mamma, Amica, dottoressa, lettrice, studiosa, scienziata, ricercatrice, comica, autrice, artista, pessima bugiarda, Apple addicted, pasticciera, antropologa, curiosa, innovativa, testarda ....  E questa descrizione ovviamente non mi soddisfa ma: La modificherò secondo le necessità.

2 commenti

  • Alessia

    Grazie infinite per questa meravigliosa recensione ^^ Ne hai tratto delle riflessioni interessanti, che io non avevo immaginato all’inizio. È stupefacente quanto un recensore riesca a cogliere così bene la linfa vitale di un racconto, più di chi lo ha scritto! Grazie di cuore per le belle parole!

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