Le acque del sonno eterno Book Cover Le acque del sonno eterno
Maria Cristina Pizzuto
fantasy
Pubme
agosto 2019
cartaceo, ebook
152

 

NOI PER VOI inaugura la giornata di oggi con un fantasy di Maria Cristina Pizzuto, “Le acque del sonno eterno, ispirato da un fatto realmente accaduto, tra il Friuli ed il Veneto il 9 ottobre 1963.

“Le acque del sonno eterno” vogliono ricordare il disastro provocato dalla rottura della diga del Vajont, che ha portato a 1900 morti in una notte.  Tragedia, che poteva essere benissimo evitata, causando danni sia all’ambiente, che alle persone, devastando un intero paese.

Questa narrazione è stata scritta per non dimenticare, per sottolineare che la superficialità umana spesso porta alla distruzione di vite, gremite di desideri ed emozioni. L’Uomo diventa qui il dio di sé stesso.  Un suo errore può varcare il limite della vita e della morte e farsi autore di misfatti che potrebbero benissimo essere evitati. E’ un urlo a chiunque possa decidere delle sorti dell’essere umano, ad essere più responsabile in ciò che si fa e si esercita, a prescindere dai giri economici e di potere.

Il libro vuole implorare tutti gli uomini  ad imparare dai nostri stessi errori. Sbagli che hanno portato a delle catastrofiche conseguenze spezzando l’esistenza di molte vite umane.

 

Trama

Sara, rimasta orfana dai genitori in un incidente, è costretta ad andare a vivere al castello del suo austero zio Alberto, in una cittadella chiamata Pomlete.

Al suo arrivo l’accolse tanta freddezza, ma con il passare dei giorni, Sara riuscì a fare amicizia con Marta, la cuoca, e con Erika, la moglie defunta di Alberto. Fu lo spirito di Erika e la pazienza di Sara, a sciogliere il cuore acerbo ed indurito dello zio, trasformandolo a tratti, in una persona a dir poco cordiale e quasi intima. Erika, tramite il marito, consegnò a Sara degli strani messaggi: “Attenta al futuro e all’acqua”.

Arrivata la primavera Sara, decise di andare a fare una gita, in un paesino nei pressi di una diga, che aveva visto da una finestra del castello. Trovata una casa abbandonata, di cui suo zio era proprietario, decise di andarci a vivere da sola, contando solo su sé stessa.

Più volte Erika, in circostanze piuttosto inverosimili, si mise in contatto con Sara, avvertendola di un qualcosa di negativo nel suo futuro tramite la stessa predizione, ma ella non le prestò attenzione e continuò la sua vita normalmente.

In una delle tante passeggiate, conobbe Francesco di cui si innamorò. I due passarono le giornate insieme crescendo nei loro sentimenti, fino al giorno predetto da Erika, in cui la diga riversò le sue acque sul piccolo paesino sotto di essa, trasformando la loro vita per sempre.

 

L’autrice: Maria Cristina Pizzuto

 

Sono nata a Milano e la mia infanzia l’ho trascorsa a Bresso (MI)

All’età di 13 anni la mia famiglia si è separata. Mio papà è rimasto a Bresso, (MI) mentre io e mio fratello di 10 anni in meno di me, siamo andati ad abitare a Gorgonzola (MI).

Ho fatto lì tutte le superiori. Era un liceo scientifico sperimentale ad indirizzo ambientale.

Ho fatto i primi 6 mesi di università alla Bicocca con facoltà di Geologia. Al secondo anno avrei potuto prendere l’indirizzo di geologia marina ma mi sono fermata molto prima perché avevo capito che non era quella la mia vera vocazione. Appena ho trovato lavoro sono uscita da scuola.

Ho scritto dalla 3° media circa, in primis poesie poi mi sono dedicata sia a quelle che a scrivere racconti con modalità diverse di scrittura.

Attualmente abito a Fara Gera d’Adda (BG)

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