“La forza di Papa Francesco”

I gesti compiuti e le parole pronunciate nei primi giorni di pontificato, oltre al carisma personale di Papa Francesco, hanno cominciato a farci vedere anche qual è la sua comprensione dell’istituzione di cui è a capo. Il compito di ogni autentica leadership è quella di rendere carismatica l’istituzione, accompagnando le persone che la compongono a ridisegnare l’immagine che ne hanno e la percezione del proprio ruolo.
Ormai siamo abituati agli autorevoli gesti del ‘Papa‘, dalla costante attenzione all’essenziale ed alla sobrietà, al suo inchino di fronte alla piazza gremita la sera della sua elezione oppure, finita la messa, ad una passeggiata fuori la Chiesa per salutare i fedeli. I gesti che trasmettono il carisma di Papa Francesco ci permettono di scorgerne le radici e di gustarne più in profondità la ricchezza.
In questi giorni di sofferenza per il mondo a causa del coronavirus, Papa Francesco si erge come non mai a capo della Cristianità, Vicario di Gesù Cristo in terra e successore di Pietro. In una piazza San Pietro vuota e bagnata dalla pioggia il Papa che prega, da solo: “Benedici il mondo, non lasciarci in balia della tempesta”. “Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo ritrovati impauriti e smarriti. Su questa barca… ci siamo tutti”.
Al termine, la Benedizione Urbi et Orbi, con la possibilità di ricevere l’indulgenza plenaria.

Non era mai accaduto prima. È l’istantanea, già consegnata alla storia, che esprime la portata di un evento che sta sconvolgendo il mondo: la pandemia di Covid-19.
L’evento più drammatico dalla seconda guerra mondiale, come lo ha definito lo stesso Francesco. Un pastore senza il suo gregge, a causa della guerra in atto contro un nemico invisibile.
Anche se le immagini diffuse in mondovisione ritraggono una piazza deserta, quasi spettrale, è in realtà incommensurabilmente più piena di quella degli eventi più affollati. Nelle case di tutto il mondo, hanno pregato milioni di persone. A vegliare su di loro, l’immagine del Crocifisso di San Marcello al Corso, invocato per la liberazione della città eterna dalla peste del 1522, davanti al quale Francesco ha pregato il 15 marzo scorso dopo un pellegrinaggio a piedi da Santa Maria Maggiore, da solo, in una Roma deserta. Un’altra istantanea che, come quella di oggi, ha fatto e farà il giro del mondo.

Di nuovo nel silenzio di piazza San Pietro, senza fedeli, solo con coloro che portano la Croce. La Via Crucis di Francesco, nel Venerdì Santo dell’anno del Coronavirus, si raccoglie sul sagrato della basilica, di fronte allo stesso Crocifisso di San Marcello che aveva accompagnato la preghiera del Papa per la fine della pandemia. Per la prima volta dopo più di mezzo secolo, niente più fiaccole a rischiarare la notte intorno al Colosseo, non ci sono decine di migliaia di fedeli e il pontefice ad assistere sul Colle Palatino.
“Da questo luogo, che racconta la fede rocciosa di Pietro, vorrei affidarvi tutti al Signore, per l’intercessione della Madonna, salute del suo popolo, stella del mare in tempesta”

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.