“Così come non mi sono preoccupato di nascere, non mi preoccupo di morire”

Il 19 agosto del 1936, due giorni dopo lo scoppio della rivolta militare contro il governo repubblicano, viene prelevato in casa di amici dove si era rifugiato per sfuggire alle persecuzioni fasciste, condotto a Viznar, vicino Granada e giustiziato senza alcun processo.
Il poeta spagnolo per eccellenza, conosciuto in tutto il mondo nasce il 5 giugno 1898 a Fuente Vaqueros non lontano da Granada. All’inizio degli anni ’20 è a Madrid dove si forma grazie ai contatti con artisti della fama di Dalì, Buñuel ed in particolare Jimenez. Contemporaneamente si dedica alla scrittura di lavori teatrali.
Nel 1936, poco prima dello scoppio della guerra civile, Garcia Lorca redige e firma, assieme a Rafael Alberti (altro esimio poeta) ed altri 300 intellettuali spagnoli, un manifesto d’appoggio al Frente Popular, che appare sul giornale comunista Mundo Obrero il 15 febbraio, un giorno prima delle elezioni vinte per un soffio dalla sinistra.
Il 17 luglio 1936 scoppia l’insurrezione militare contro il governo della Repubblica: inizia la guerra civile spagnola.
Delle sue opere, quella piú universalmente conosciuta é il “LLanto por la muerte de Ignacio Sánchez Mejías” (‘La cogida y la muerte’) la cui struggente partecipazione interiore ne fanno un’opera davvero di tutti. La morte e la sua negazione hanno fatto invece diventare “A las cinco de la tarde” un termine comune a tutte le latitudini e dovunque indicante la freddezza cieca del destino.

Statua di Federico Garcia Lorca a Plaza de Triunfo (Granada)
Non è il tuo amore che voglio
Non è il tuo amore che voglio
Voglio soltanto saperti vicina
e che muta e silenziosa,
di tanto in tanto, mi tenda la tua mano.
Fonti: Varie

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.