Le dita mozzate
Giallo storico
Edizioni Le Assassine
30 -agosto - 2025
Cartaceo
208
La brillante e ambiziosa paleontologa Adrienne Célarier scopre in Dordogna una grotta le cui pareti sono ricoperte di mani femminili mutilate e all’interno della quale vengono trovati due scheletri risalenti a 35000 anni fa. L’analisi dei resti rivela che si tratta della scena di un crimine. La storia si sposta allora indietro nel tempo e ci fa fare la conoscenza di Oli, la protagonista, una ragazza ribelle e coraggiosa appartenente a una tribù di Homo Sapiens. Stanca di subire continui soprusi per il solo fatto di essere nata femmina, Oli infrange tutte le convenzioni sociali a rischio della sua stessa incolumità. La sua ribellione getterà nel caos la comunità e sfocerà in una serie inaudita di violenze. Le dita mozzate è un noir atipico, in cui il nostro passato remoto diventa lo sfondo perfetto per indagare la nascita della sottomissione femminile e le sue origini. Le avventure di Oli, i suoi numerosi incontri con altre tribù e la sua lotta per essere rispettata al pari degli uomini, gettano una luce feroce sulle spietate dinamiche che regolano la sopravvivenza dell’umanità e su verità che molti preferirebbero negare..
“Le dita mozzate” di Hannelore Cayre, romanzo edito da “Edizioni Le Assassine”, ci trasporta nel paleolitico.
Le “Edizioni Le Assassine” ci hanno abituato a thriller e a romanzi gialli al femminile stupendi per trame, personaggi e finali sorprendenti. “Le dita mozzate” non è da meno, è un romanzo giallo ma non nel senso classico del termine.
L’autrice Hannelore Cayre prende spunto dal ritrovamento di una grotta avvenuto in Francia molto importante per gli studiosi. Essa prese il nome del suo scopritore Chauvet. Una grotta con molti graffiti sulle pareti, in particolare uno ha attirato l’attenzione degli addetti agli scavi, una parete completamente piena di mani disegnate.
In fin dei conti i ritrovamenti archeologici non sono dei misteri da risolvere? Gli studiosi non si pongono le stesse domande degli investigatori? Quando si trovano davanti a una scoperta archeologica?
Chi è stato?
Perché hanno agito in questo modo?
Perché quest’opera è stata costruita, intagliata, scolpita, dipinta ecc…?
Trama
La paleontologa Adrienne Célarie si trova a dover rispondere alle domande dei giornalisti, durante una conferenza stampa tenutasi all’università dove insegna, perché è stata fatta una scoperta eccezionale. Durante gli scavi per la costruzione di una piscina sono state ritrovate delle ossa umane e da lì che parte il racconto della storia di Oli.
Oli vive insieme alla sua famiglia, una tribù di Homo Sapiens, e non riesce ad accettare il ruolo che gli uomini hanno assegnato alle donne, ruolo che non comporta problema alcuno alla madre e alle sorelle. Mentre gli uomini vanno a caccia e preparano le punte delle lance, le donne devono solo accudire i bambini e cucinare.
Chi disobbedisce viene punita con una pratica crudele: mozzare le dita, tranne i pollici perché impedirebbe loro di lavorare.
Oli però non si fa intimorire e cerca di fare aprire gli occhi alle altre donne.
Agli uomini erano riservati tutti i privilegi anche sul cibo, mentre alle donne andavano gli scarti della carne che non bastavano per saziarle, non si faceva nessuna eccezione neanche per chi era incinta.
“Non è già abbastanza dura così? Abbiamo sempre fame e freddo… I leoni delle caverne, gli orsi e i lupi ci attaccano… Vi mettiamo al mondo tra dolori indicibili… E voi, a tutte queste disgrazie, aggiungete le botte, i divieti e le privazioni…”
Lo zio Anziano farà di tutto per tenere soggiogate le donne della sua comunità ma un evento cambierà la storia di Oli e della sua famiglia.
Recensione
Di questo romanzo ci sono principalmente due cose che mi sono piaciute molto.
La prima è l’ambientazione particolare, da divoratrice di romanzi storici, non mi era capitato ancora di leggerne uno ambientato nella preistoria.
Hannelore Cayre è riuscita a raccontare molto bene questo periodo, come lei stessa scrive poco conosciuto, soprattutto per chi non studia la paleontologia. L’autrice è stata molto brava in quanto non ha “romanzato” la storia, ci descrive l’ambiente, come sicuramente era, ostile e selvaggio e le relazioni tra i membri della comunità fatte di lotte per affermarsi all’interno di essa.
Oltre il loro istinto non hanno nulla con cui affrontare le difficoltà quotidiane.
La seconda cosa che mi è piaciuta in questo romanzo è l’alternanza dei capitoli, la storia di Oli si alterna con la spiegazione che la paleontologa Adrienne Célarie fornisce sui graffiti all’interno della grotta.
È un po’ come assistere alla scena di un film e subito dopo leggere il retroscena di essa.
Ringrazio la casa editrice Edizioni Le Assassine, sempre molto gentili nel inviare le copie cartacee dei loro libri, che fanno felici noi lettrici e lettori.
Valutazione 5 stelle