Siamo vicini all’appuntamento annuale con la Festa di Halloween, ormai da alcuni anni entrata a far parte delle nostre tradizioni, soprattutto quelle consumistiche, e da brava mamma di due adolescenti ho cominciato a frugare nella cantina e nei vari sgabuzzini per trovare qualche “ammennicolo” – possibilmente brutto, polveroso e tetro – da sistemare in giro per casa nella notte fra il 31 ottobre e il primo novembre. E mi sono imbattuta in questo “coso” davvero STRAMBO!:
un libro che parla di maghi e di magie.
Lo apro e inizio a leggerlo: di primo acchito sembra un interessante trattato sulla storia della magia, edito nel 1970, con numerosi riferimenti alle tradizioni regionali di tutta Italia, e illustrazioni chiaramente antiche e rigorosamente in bianco e nero raffiguranti streghe, diavoli travestiti, roghi e pentoloni fumanti (peccato non vengano citate le fonti); poi, dopo qualche capitolo, cominciano i veri e… strambi indottrinamenti su come fare riti magici: compaiono disegni, scritte criptiche e cantilene da recitare, adatte ad ogni occasione.
Un passo mi è rimasto impresso, prima che abbandonassi definitivamente la lettura, e riguarda le istruzioni per eseguire un rito che troviamo nel capitolo “Calabria e Sicilia, terre del malocchio”:
(…) dovrete quindi unirvi un elemento identico, tolto dal vostro corpo, e avvolgere il tutto con un nastro rosso, sul quale scriverete con il sangue il vostro nome e il suo, e i segni magici indicati – segue dettagliato schema grafico – Tutto dovrà essere poi racchiuso nel corpo di un passero, che porterete stretto sotto l’ascella sinistra finché andrà in putrefazione. Allora lo metterete accanto al camino, dove avrete acceso un bel fuoco forte, e mentre si seccherà col calore dovrete recarvi dalla persona che (…) ora sarà completamente nelle vostre mani.
Ecco, se passeggiando per le vie della vostra città vi capita di vedere un tizio con un passero in putrefazione sotto l’ascella, è molto probabile che abbia letto questo…. LIBRO STRAMBO.

